Ignora i Magnifici Sette. C’è un’azione tech che ti sorprenderà

Redazione Money Premium

19 Novembre 2024 - 07:12

Con una capitalizzazione di circa 15 miliardi di dollari, è un’azienda nei mercati emergenti che offre rendimenti significativi a fronte di rischi controllati.

Ignora i Magnifici Sette. C’è un’azione tech che ti sorprenderà

Nel panorama degli investimenti tecnologici, l’attenzione degli investitori è stata fortemente concentrata sui cosiddetti «Magnifici Sette», un gruppo di giganti tech statunitensi che comprende Alphabet, Amazon, Apple, Meta Platforms, Microsoft, Nvidia e Tesla.

Queste aziende hanno dominato la scena negli ultimi anni, attirando capitali e generando rendimenti straordinari: il gruppo ha visto un aumento di oltre il 40% da inizio anno e un’impennata superiore al 60% negli ultimi 12 mesi.

Tuttavia, secondo Beeneet Kothari, CEO e portfolio manager di Tekne Capital Managemen, hedge fund con sede negli Stati Uniti, gli investitori dovrebbero guardare oltre i colossi tecnologici statunitensi. Kothari ha sottolineato che esistono interessanti opportunità di investimento anche a livello globale, spesso con valutazioni più attraenti.

Kothari afferma che ogni grande economia del mondo ha il suo equivalente dei «Magnifici Sette», ovvero aziende tecnologiche che, pur essendo meno conosciute, offrono solide opportunità d’investimento a una frazione del valore rispetto alle controparti statunitensi. La strategia del gestore si concentra su società tecnologiche che operano in modo simile alle aziende della Silicon Valley, con un focus su innovazioni come l’intelligenza artificiale (AI) e lo sviluppo di semiconduttori, che sono settori chiave nel panorama tecnologico attuale.

Il CEO di Tekne Capital Management ritiene che, per ottenere rendimenti competitivi, gli investitori dovrebbero cercare aziende ben posizionate nei mercati emergenti, che dispongono delle competenze ingegneristiche necessarie per competere in settori ad alta intensità tecnologica.

Un esempio significativo di queste opportunità è Kaspi, una fintech con sede in Kazakistan su cui Kothari ha puntato. Kaspi, quotata sia sulla Borsa del Kazakistan che come American Depository Receipt (ADR) negli Stati Uniti, è la più grande azienda fintech del paese e ha mostrato una crescita impressionante del 25% annuo.

Kaspi si distingue per una serie di metriche finanziarie molto solide che attirano l’interesse di Kothari: profitti robusti, un bilancio solido, una valutazione economica e una comprovata capacità di generare utili. La società ha recentemente riportato un aumento del 28% anno su anno dei ricavi, che ha raggiunto i 650 miliardi di tenge kazaki (circa 1,34 miliardi di dollari) nel terzo trimestre del 2023, trainati dalla forza della sua piattaforma di pagamenti e del marketplace. Anche l’utile netto è cresciuto del 18%, arrivando a 275 miliardi di tenge.

Le previsioni per il futuro sono altrettanto ottimistiche: Kaspi si aspetta di vedere una crescita ancora più forte in tutte le sue piattaforme nei risultati di fine anno. Attualmente, le azioni di Kaspi sono aumentate del 25% da inizio anno e, secondo i dati di FactSet, vengono scambiate a circa 11 volte gli utili previsti, un multiplo che Kothari considera decisamente conveniente, soprattutto se si confronta con valutazioni più elevate tipiche delle aziende tech in Silicon Valley.

L’approccio di Kothari riflette una visione globale degli investimenti tecnologici, che spazia ben oltre i confini degli Stati Uniti. Kaspi, con una capitalizzazione di mercato di circa 15 miliardi di dollari, è un esempio di come le opportunità nei mercati emergenti possano offrire rendimenti significativi a fronte di rischi controllati. Kothari stesso ammette che il team di Tekne Capital non aveva inizialmente considerato il Kazakistan come mercato di interesse, ma la scoperta di Kaspi ha rappresentato un’opportunità inaspettata, ma estremamente promettente.

Secondo il gestore, se Kaspi fosse situata nella Silicon Valley, il suo titolo potrebbe essere scambiato a un multiplo molto più elevato, compreso tra 30 e 50 volte gli utili. Questo dimostra come il mercato globale offra occasioni di investimento ad alto potenziale, spesso trascurate rispetto ai colossi statunitensi.

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