I tre nuovi pilastri dell’export cinese

Federico Giuliani

27 Giugno 2024 - 06:02

Gli analisti della Renmin University di Pechino ritengono però che la dipendenza della Cina dalle esportazioni possa rappresentare una potenziale trappola per la crescita economica.

I tre nuovi pilastri dell’export cinese

Non più prodotti manifatturieri a basso costo, repliche a buon mercato dei dispositivi tecnologici made in West e capi di abbigliamento di poco pregio. Da anni la Cina ha voltato pagina, ha smesso di essere la fabbrica del mondo per trasformarsi nell’epicentro dei settori economici che domineranno il futuro.

Da questo punto di vista i nuovi tre rami dorati dell’export made in China coincidono con le auto elettriche, le batterie agli ioni di litio e i pannelli solari. Basti pensare che le esportazioni di questi tre ambiti, nel 2023, hanno consentito a Pechino di incassare complessivamente circa 1.000 miliardi di yuan (139 miliardi di dollari).

Auto elettriche, batterie e pannelli solari

Impossibile non partire con le auto elettriche, le stesse che potrebbero scatenare una guerra commerciale tra Unione europea e Cina.

Tra il gennaio e il febbraio 2024, Pechino ne ha esportate per un valore complessivo di 5,15 miliardi di dollari: 1,5 miliardi sono arrivati dalle vendite in Asia; 2,6 miliardi da Europa e Medio Oriente; 302 milioni dagli Usa; 263 milioni dall’America Latina; e 362 milioni dall’Oceania.

Passando alle batterie, nello stesso lasso di tempo preso in esame queste hanno totalizzato 8,72 miliardi di dollari di incassi, per lo più dall’export in Europa e Medio Oriente (3,6), Asia (2,4) e America (oltre 2).

Completano il triangolo i pannelli solari, responsabili di 6,3 miliardi di entrate: 3,3 miliardi dall’America; 1,8 dal combinato Europa e Medio Oriente.

In generale, come ha evidenziato la Griffith University, le esportazioni cinesi di batterie al litio sono aumentate del 27,8% in un anno e hanno raggiunto i 65 miliardi di dollari: gli Stati Uniti sono attualmente il principale importatore di batterie al litio cinesi.

Raggiungendo 1.545.832 unità, anche le esportazioni cinesi di veicoli elettrici sono aumentate, segnando un aumento del 64% rispetto al 2022. L’Europa importa la quota maggiore di veicoli elettrici dalla Cina, tanto che l’esportazione di veicoli elettrici verso i Paesi europei è aumentata da 12,55 milioni nel 2017 a 19,20 miliardi nel 2023 (un aumento di 1500 unità).

Nella produzione globale del 2023, la Cina ha comandato per il 68% il settore dei veicoli elettrici, per il 74% quello delle batterie al litio e per l’86% quello dei moduli solari. Numeri che dovrebbero far riflettere.

Come sta l’economia cinese?

Gli analisti della Renmin University di Pechino ritengono però che la dipendenza della Cina dalle esportazioni possa rappresentare una potenziale trappola per la crescita economica viste le incertezze che si moltiplicano sui conflitti commerciali con gli Stati Uniti e l’Europa.

Nel primo trimestre è stata segnalata una crescita del prodotto interno lordo del 5,3%, superando le aspettative, ma i dati di maggio hanno rivelato alcuni nervosismi persistenti. In particolare, le esportazioni e i nuovi investimenti nel settore energetico sono stati punti positivi per la seconda economia mondiale il mese scorso, mentre i consumi e il mercato immobiliare rimangono gli anelli deboli. Le esportazioni cinesi sono aumentate del 7,6% rispetto all’anno precedente, raggiungendo i 302,4 miliardi di dollari a maggio, il valore delle esportazioni mensili più alto da settembre.

Shan Hui, capo economista cinese presso Goldman Sachs, ha stimato che 2,4 punti percentuali della crescita del pil del Paese nel primo trimestre proverrebbero dalle esportazioni. “In altre parole”, ha detto, secondo quanto riportato dal South China Morning Post, “se non ci fossero state prestazioni eccezionali dal lato delle esportazioni, il contributo della domanda interna sarebbe stato solo di tre punti percentuali”. Il Dragone, insomma, è ancora troppo ancorato alle esportazioni.