I Modi di Trump piacciono all’India: perché Delhi sogna in grande

Federico Giuliani

24 Novembre 2024 - 06:45

Il primo ministro indiano Narendra Modi spera di sfruttare al meglio la sua amicizia personale con Trump per rafforzare i rapporti tra Delhi e Washington.

I Modi di Trump piacciono all’India: perché Delhi sogna in grande

“Ho avuto una bella conversazione con il mio amico Donald Trump, congratulandomi con lui per la sua spettacolare vittoria. Non vedo l’ora di lavorare di nuovo a stretto contatto per rafforzare ulteriormente le relazioni tra India e Stati Uniti in tecnologia, difesa, energia, spazio e molti altri settori”. All’indomani della vittoria alle ultime elezioni presidenziali Usa, il primo ministro indiano Narendra Modi ha subito salutato il trionfo di Trump pubblicando su X un tweet inequivocabile.

Mentre i leader di mezzo mondo si interrogavano su come sarebbero cambiati i rapporti tra i loro Paesi e Washington - d’ora in avanti guidati da un presidente imprevedibile e molto, molto emotivo – l’India sembrava felice della vittoria del tycoon repubblicano. Lo ha detto chiaramente anche il ministro degli Esteri indiano, S Jaishankar, spiegando che, sebbene molti Paesi apparissero nervosi all’idea che gli Stati Uniti fossero nuovamente guidati da Trump,“ l’India non era tra quelli”.

Il motivo di tanto ottimismo? Le relazioni cordiali, se non eccellenti, intrattenute da Modi e Trump tra il 2017 e il 2021, e cioè durante il primo mandato di The Donald. Certo, i dazi e la retorica anti immigrazione di Trump potrebbero danneggiare l’India, ma la speranza di Delhi è quella di attirare investimenti dorati – e quindi di trasformarsi in una vera e propria potenza economica globale - sfruttando la relazione personale tra Modi e il suo omologo statunitense.

Un problema da non sottovalutare

Durante la sua campagna elettorale, però, Trump aveva ripetutamente minacciato di imporre tariffe elevate sulle importazioni da una serie di Paesi: dalla Cina in primis, ma anche dall’India. Gli Usa, del resto, rappresentano la principale destinazione delle esportazioni di Delhi e si classificano costantemente tra i suoi due principali partner commerciali.

Lo scorso anno, il commercio tra Stati Uniti e India è ammontato a quasi 120 miliardi di dollari, con un surplus di 30 miliardi per il gigante asiatico. Il commercio bilaterale, intanto, è aumentato del 92% nell’ultimo decennio. L’agenda America First di Trump, che mira a compensare i tagli alle tasse nazionali imponendo tariffe più elevate sulle importazioni, potrebbe interrompere, o comunque alterare, questa relazione?

Gli analisti della London School of Economics hanno previsto una perdita del pil dello 0,03% per l’India e una riduzione dello 0,68% per la Cina. Le tensioni commerciali latenti tra Washington e Delhi dovute allo squilibrio nei loro scambi commerciali, le stesse che erano rimaste in gran parte nascoste sotto l’amministrazione Biden, sono insomma tornate sotto i riflettori. Da questo punto di vista, le due tendenze in atto sembrano chiare: mentre gli Usa stanno cercando di diventare più isolazionisti, allo stesso tempo Delhi lavora per diventare più cooperativa a livello globale.

La scommessa di Modi

Attenzione però, perché c’è una variabile che potrebbe modificare il contesto di fondo che coincide, come detto, con le relazioni amichevoli personali tra Modi e Trump. Nel 2019, i due leader si sono elogiati a vicenda durante un’apparizione congiunta in Texas, a un evento della comunità indo-americana, «Howdy, Modi!», organizzato in onore del primo ministro indiano. C’erano circa 50.000 persone ad assistere ad uno dei più grandi ricevimenti per un leader straniero negli Stati Uniti.

L’anno successivo, durante la prima visita ufficiale di Trump in India, Modi avrebbe ospitato il tycoon nel suo Stato d’origine, il Gujarat, con un raduno di 125.000 persone presso lo stadio di cricket più grande del mondo. Durante il suo primo mandato, tuttavia, Trump aveva posto fine allo status commerciale preferenziale concesso all’India e rifiutato un numero crescente di visti H-1B (per i professionisti stranieri in cerca di un impiego negli Usa).

Eppure, considerando le tensioni internazionali - oltre al fatto che l’India intende definitivamente entrare nel gotha delle potenze globali, svilupparsi e crescere ancora - e nonostante i rischi sul tavolo, Modi è ben felice di scommettere su Trump. Ha da offrirgli un non indifferente contrappeso nei confronti della Cina ma anche la mole di un partner interessante sul fronte tecnologico ed economico. Vedremo quale sarà la reazione dell’imprevedibile Trump.