Quando i BTP non coprono neanche il costo dell’inflazione

Tommaso Scarpellini

8 Agosto 2025 - 18:27

Il rendimento del BTP rischia davvero di evaporare? Se dovesse accadere questo scenario macroeconomico, il rischio potrebbe davvero concretizzarsi.

Quando i BTP non coprono neanche il costo dell’inflazione

«Mi stai dicendo che con un BTP, che dà un rendimento assicurato, potrei comunque perdere soldi?»
La risposta, teoricamente, è sì in termini reali.

No, non stiamo parlando di un default o di insolvenza. In termini nominali, i BTP garantiscono un flusso di cedole e un rimborso a scadenza. Ma ciò che spesso viene sottovalutato è l’erosione del potere d’acquisto. Se l’inflazione torna a correre, anche un BTP al 4% può diventare un investimento “in perdita”.

Ma l’inflazione non era passata?

Sì, l’inflazione core in Europa è scesa sotto controllo, e proprio per questo motivo la BCE ha cominciato a tagliare i tassi, portandoli nel range 2–2,4%. Il problema? L’inflazione potrebbe non essere finita del tutto.

Non si tratta tanto di uno shock interno, quanto di un’inflazione “esportata”. Hai letto bene: ci sono condizioni in cui altri Paesi, soprattutto gli Stati Uniti, possono esportare inflazione anche verso l’Europa.

A cosa stare attenti, allora?

Ai dazi. Con il ritorno di Trump alla Casa Bianca, i dazi stanno tornando centrali nella strategia commerciale USA.
Non è un tema marginale. Trump ha reintrodotto dazi su diversi settori, e ha colpito anche l’Europa.

E questi funzionano come una tassa indiretta e le aziende, per proteggere i margini, potrebbero scaricare quel costo direttamente nei prezzi al consumo. Ecco che torna l’inflazione.
L’indice PCE core USA ha già mostrato segnali di risalita, proprio per via dei rincari nei beni e se questa dinamica si estende all’Europa, ci troveremmo davanti a una situazione paradossale:

  • inflazione in aumento
  • BCE vincolata da politiche di stimolo
  • rendimenti reali che si comprimono
AMUNDI ITALY BTP GOVERNMENT BOND 10Y - UCITS ETF AMUNDI ITALY BTP GOVERNMENT BOND 10Y - UCITS ETF Grafico a candele dell'AMUNDI ITALY BTP GOVERNMENT BOND 10Y - UCITS ETF. Fonte: baha.com

Il problema del “real yield”

Oggi i titoli italiani offrono circa dall’1.94–4,39% nominale. Con un’inflazione al 2%, il tasso reale netto è positivo. Ma se l’inflazione salisse al 3% o oltre, il real yield si restringerebbe fino a diventare marginale, o addirittura negativo.
In questo scenario, i BTP perderebbero appeal, sia per gli investitori esteri sia per quelli domestici.

Ecco perché un restringimento del rendimento reale è un segnale di allerta:

  • riduce il valore reale della cedola
  • aumenta la pressione al ribasso sui prezzi delle obbligazioni
  • può rallentare la domanda nei collocamenti futuri

Come proteggersi? Esistono soluzioni ma... attenzione

È un rischio concreto? Teoricamente sì. Anche se nella pratica, al momento, la probabilità resta contenuta. Ma proprio perché il rischio esiste, vale la pena considerarne che esistono anche altri strumenti per partecipare al debito governativo.

Una delle opzioni più utilizzati in scenari di inflazione sono i BTP indicizzati all’inflazione. Questi titoli offrono una cedola più bassa, ma agganciano il capitale e gli interessi all’indice FOI, proteggendo dal rischio inflattivo.

Attenzione però: non sono esenti da rischi di prezzo. In caso di calo dell’inflazione o aumento dei tassi reali, i prezzi di mercato possono subire contraccolpi significativi. Quindi, comunque, resta un trade-off da dover valutare, per niente scontato.

In sostanza, i dazi, nelle varie alternative, portano un nuovo rischio sulle spalle dei risparmiatori. Un rischio con cui occorre imparare a convivere: la potenziale compressione dei rendimenti reali.

Argomenti

# Btp