Ecco quali sono le indicazioni del ministero della Salute per quanto riguarda la prevenzione dal contagio degli hantavirus.
Dopo i trascorsi degli ultimi anni, la notizia della nave da crociera bloccata per fermare i contagi di un virus ha fatto immediatamente salire l’allarme collettivo. È quindi opportuno fare chiarezza sugli hantavirus, seguendo esclusivamente le informazioni verificate provenienti dalle istituzioni e dagli organismi riconosciuti. Per quanto riguarda l’Italia, il punto di riferimento è il ministero della Salute, che ha fornito indicazioni sugli hantavirus. Questi ultimi sono di vario tipo, ma quello che ha causato le malattie respiratorie a bordo della nave da crociera il 2 maggio 2026 è stato identificato come hantavirus delle Ande, che ha provocato 2 morti. Dopo qualche giorno, le autorità sanitarie hanno confermato cinque casi in laboratorio, mentre altri due sono sospetti in corso di accertamento. In ogni caso, l’Oms considera il rischio mondiale basso e quello in Europa molto basso, ma è utile avere tutte le informazioni.
Cosa c’è da sapere sugli hantavirus
Gli hantavirus comprendono vari virus zoonotici, ossia che possono essere trasmessi dall’animale all’uomo. Gli hantavirus, in particolare, infettano i roditori e occasionalmente si trasmettono anche agli esseri umani tramite il contatto diretto con feci, saliva o urina dei roditori infetti oppure per inalazione del virus presente negli escreti dei roditori. Quest’ultima modalità è quella che causa la maggior parte dei contagi agli esseri umani, mentre la trasmissione da persona a persona è molto rara e avviene per lo più con il virus delle Ande, l’unico per il quale è stata documentata. È proprio ciò che è avvenuto sulla nave, secondo le prime analisi effettuate.
In ogni caso, la trasmissione agli esseri umani non è assai comune. Le epidemie si sviluppano generalmente in caso di sovrappopolamento di roditori, aumentando in proporzione le possibilità di contagio. Esistono vari hantavirus, ognuno dei quali associato a una specie o un gruppo di specie correlate e di conseguenza divisi anche territorialmente. L’infezione da hantavirus può provocare febbre emorragica con sindrome renale, nefropatia epidemica o sindrome cardiopolmonare. Le complicazioni e il tasso di mortalità cambiano a seconda del virus, ma generalmente è possibile avere una ripresa ottimale, tanto che molte persone infette restano asintomatiche.
Come per ogni malattia, tuttavia, esistono anche complicazioni grave e casi di decesso. A seconda del tipo di malattia e virus cambia anche il periodo di incubazione del virus. Per quanto riguarda la sindrome cardiopolmonare, in particolare, i sintomi si manifestano in genere tra 2 e 4 settimane dal contagio, con un intervallo che può andare da un minimo di 1 a un massimo di 8 settimane.
Le indicazioni del ministero della Salute
Attualmente, non c’è alcun pericolo in Italia relativamente agli hantavirus. I contagi sono costantemente monitorati, come per la maggior parte delle malattie infettive, ma non ci sono segnali di allarme. Di fatto, anche la situazione relativa alla nave da crociera è sotto controllo, essendo stata subito fermata e posta sotto osservazione. Si tratta peraltro di 7 casi su un totale di 147 persone presenti, tra passeggeri ed equipaggio di bordo. In ogni caso, sono sempre valide le indicazioni del ministero della Salute, recentemente aggiornate proprio alla luce di questo episodio.
Non esistendo vaccini, né cure specifiche per l’infezione da hantavirus, che vengono trattati in base alla sintomatologia del caso, è fondamentale giocare d’anticipo. La prevenzione del contagio da hantavirus consiste essenzialmente nelle accortezze relative ai roditori e ai loro escreti. È sufficiente mantenere un’igiene accurato di tutti gli spazi domestici e ovviamente della persona, partendo dalle mani che possono entrare in contatto con residui di vario genere. Per impedire l’inalazione durante la pulizia bisogna utilizzare dei disinfettanti da spruzzare su aree contenenti feci di roditori e altri possibili residui per inumidire lo sporco.
Durante queste operazioni bisognerebbe anche indossare dei guanti di gomma, una precauzione sempre valida. L’uso di mascherine, invece, è consigliato esclusivamente per soggetti con patologie respiratorie o analoghi problemi pregressi. È inoltre opportuno aerare adeguatamente le aree ed evitare di spazzare a secco la polvere potenzialmente contaminata. Ovviamente, è richiesta un’attenzione particolare anche in ambito sanitario, come sempre, per la manipolazione sicura dei secreti. Anche se al momento il rischio è molto basso, come confermato dall’Oms, è bene sapere che è il caso di rivolgersi al medico:
In caso di febbre alta e difficoltà respiratoria associata a possibile esposizione ai roditori, oppure in caso di viaggi in aree dove gli hantavirus sono presenti e a seguito di contatti con casi di infezione da hantavirus.
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