Hai prenotato le tue vacanze in Turchia o Egitto? I consigli degli esperti di viaggio

Alessandro Nuzzo

12 Marzo 2026 - 21:26

Con il conflitto in Medio Oriente il rischio di viaggi cancellati è elevato. Ma secondo gli esperti viaggiare in Turchia o Egitto è ancora sicuro.

Hai prenotato le tue vacanze in Turchia o Egitto? I consigli degli esperti di viaggio

L’attacco di Israele e Stati Uniti contro l’Iran sta provocando conseguenze molto gravi non solo nel Paese colpito. La reazione di Teheran si sta infatti riflettendo sull’intera area del Golfo Persico, coinvolgendo indirettamente anche nazioni molto importanti dal punto di vista turistico. Molti di questi Paesi ospitano grandi scali aeroportuali internazionali utilizzati come hub per chi viaggia verso mete asiatiche come Cina, Maldive o Thailandia.

Allo stesso tempo, si tratta di destinazioni molto amate dai turisti europei, soprattutto da quelli italiani. Basti pensare a città come Dubai o Abu Dhabi, mete tra le più richieste negli ultimi anni per vacanze di lusso, shopping e turismo balneare. Proprio per questo motivo, il conflitto in Iran sta iniziando ad avere ripercussioni anche sul settore dei viaggi e del turismo internazionale.

La prima conseguenza si sta registrando sul mercato energetico. Il prezzo del petrolio è infatti salito rapidamente e gli analisti temono che, se la guerra dovesse proseguire e coinvolgere ulteriormente l’area del Golfo, il greggio potrebbe arrivare fino a 200 dollari al barile, con effetti pesanti sull’economia globale.

Un’altra conseguenza riguarda direttamente il traffico aereo. Nei primi giorni degli attacchi, lo spazio aereo non solo dell’Iran ma anche di diversi Paesi del Golfo è stato chiuso temporaneamente. Il risultato è stato immediato: centinaia di voli cancellati e migliaia di turisti rimasti bloccati negli aeroporti, impossibilitati a rientrare a casa o a raggiungere la destinazione prevista.

Il problema ora riguarda anche chi ha già prenotato viaggi verso il Medio Oriente o verso destinazioni più lontane che prevedono scali nei grandi aeroporti internazionali della regione, come quello di Dubai, uno dei principali hub utilizzati dalle compagnie aeree globali. La situazione sta creando preoccupazione tra i turisti, ma anche tra i tour operator, costretti a gestire prenotazioni, cancellazioni e richieste di informazioni in un contesto molto incerto.

È sicuro volare verso la Turchia o l’Egitto

In particolare, l’attenzione si concentra su due mete molto richieste dagli europei durante l’estate: Egitto e Turchia. Si tratta di due delle destinazioni più prenotate per le vacanze estive. Fortunatamente, alcune agenzie di viaggio internazionali stanno diffondendo messaggi rassicuranti. Secondo diversi operatori turistici, infatti, si registra addirittura un aumento delle richieste di preventivi per vacanze durante il periodo di Pasqua e per l’estate.

Molti esperti del settore sottolineano che viaggiare in Turchia o in Egitto, è al momento considerato sicuro. Le principali località turistiche non risultano coinvolte direttamente dal conflitto e restano lontane dalle aree più sensibili dal punto di vista geopolitico.

Naturalmente è sempre importante consultare le indicazioni ufficiali dei ministeri degli Esteri. Ad esempio, il ministero degli Esteri tedesco sconsiglia di recarsi nelle zone settentrionali dell’Egitto vicino al confine con Israele o nelle regioni più remote del Sahara. Tuttavia, si tratta di avvisi che erano già in vigore prima dello scoppio della guerra con l’Iran. Le destinazioni turistiche più popolari, come Sharm el-Sheikh o Marsa Alam, restano al momento accessibili senza restrizioni.

Lo stesso discorso vale per la Turchia. Gli avvisi di sicurezza riguardano principalmente le regioni vicine ai confini con Iran, Iraq e Siria, zone che distano migliaia di chilometri dalle principali destinazioni turistiche frequentate dai visitatori europei.

Restare calmi e attendere sviluppi

Il consiglio degli operatori turistici per chi ha già prenotato un viaggio verso aree geopoliticamente sensibili è quello di non farsi prendere dal panico. La situazione è in continua evoluzione e non è possibile sapere con certezza quanto durerà il conflitto. Potrebbe risolversi anche nel giro di poche settimane. Annullare ora una vacanza già prenotata potrebbe comportare penali molto elevate, con il rischio di perdere il viaggio anche nel caso in cui la situazione si stabilizzasse.

Per questo motivo, i tour operator suggeriscono di attendere ancora qualche settimana prima di prendere decisioni definitive. Nel frattempo, si registra una nuova tendenza tra i turisti che non hanno ancora prenotato: molti stanno scegliendo alternative europee. In particolare, si segnala un forte aumento delle prenotazioni verso Spagna, con conseguente crescita dei prezzi dovuta all’aumento della domanda.

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