La guerra commerciale non è finita: si combatterà nel tech

Violetta Silvestri

5 Marzo 2021 - 13:11

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La guerra commerciale USA-Cina a colpi di dazi non è affatto terminata. Anzi, si sta riarmando in altri fronti: ecco dove esploderà la guerra di potere economico tra Pechino e Washington.

La guerra commerciale non è finita: si combatterà nel tech

Guerra commerciale USA-Cina pronta a esplodere su nuovi fronti.

L’eterno conflitto per l’egemonia mondiale a livello economico si sta preparando come battaglia tecnologica.

Non a caso, Pechino ha promesso di aumentare la spesa e guidare la ricerca su chip all’avanguardia e intelligenza artificiale nei suoi ultimi obiettivi quinquennali.

La rivalità USA-Cina non si è mai spenta: la guerra commerciale tech è pronta.

Cina: il piano per vincere la guerra tech

Il premier cinese Li Keqiang ha individuato le aree chiave in cui ottenere “importanti scoperte nelle tecnologie di base” inclusi semiconduttori di fascia alta, sistemi operativi, processori per computer e cloud computing - aree in cui sono le aziende americane a dominare adesso.

La Cina intende ottenere accelerare sulle reti di quinta generazione o 5G più veloci, e dotarne il Paese almeno al 56%.

Non solo, il dragone si sta muovendo rapidamente per ridurre la sua dipendenza dall’Occidente per componenti cruciali come i chip per computer, una questione che è diventata urgente dopo che una carenza globale di semiconduttori è peggiorata durante la pandemia.

Pechino sta anche facendo grandi scommesse sulle tecnologie emergenti, dai veicoli a idrogeno alle biotecnologie, mentre cerca di garantire che i propri produttori di chip possano competere con aziende del calibro di Intel e Taiwan Semiconductor Manufacturing Co.

Ciò comprende una nuova enfasi sul software di progettazione del silicio e il cosiddetto chipmaking di terza generazione - due aspetti critici per raggiungere l’autosufficienza tecnologica.

Cina-USA: lotta all’egemonia tecnologica

Pechino si sta muovendo rapidamente mentre l’amministrazione Biden intensifica una battaglia contro quelle che ha definito “tecno-autocrazie”.

Ciò potrebbe portare a espandere le liste nere che vietano transazioni chiave con società da Huawei Technologies Co. a ByteDance Ltd. e Tencent Holdings Ltd.

In un Paese, come quello cinese, che importa 300 miliardi di dollari di chip ogni anno, una carenza globale in peggioramento significa il rischio di fare affidamento su fornitori potenzialmente ostili per elementi costitutivi di tutto, dall’intelligenza artificiale alle reti di nuova generazione e ai veicoli autonomi.

Le ambizioni della Cina sono di sviluppare il proprio software per la progettazione di semiconduttori, soppiantando gli strumenti delle società americane Cadence Design Systems Inc. e Synopsys Inc.

Si è inoltre impegnata a sviluppare le proprie tecnologie avanzate per la produzione di chip. Vuole, inoltre, garantire il vantaggio della prima mossa in questa nascente arena, coinvolgendo composti come carburo di silicio e nitruro di gallio e chip in grado di operare ad alta frequenza e in ambienti di potenza e temperatura più elevate, con ampie applicazioni in chip a radiofrequenza di quinta generazione, radar militari di livello e veicoli elettrici.

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