Guadagnare il 5% sul reddito fisso a rischio molto basso o in tempi molto stretti?

Stefano Vozza

7 Giugno 2025 - 13:08

Come conseguire un certo risultato impiegando il capitale disponibile? meglio puntare sul massimo ritorno o la massima tranquillità?

Guadagnare il 5% sul reddito fisso a rischio molto basso o in tempi molto stretti?

La vita è fata di scelte variabili sotto tanti punti di vista a seconda del parametro che si intende porre al centro della propria scelta. Prendiamo il caso degli investimenti, per esempio. Come gestire un capitale, in ottica del massimo ritorno o della massima protezione del capitale?

Cioè come guadagnare il 5% sul reddito fisso a rischio molto basso o in tempi molto stretti? E in che tempi, con quali spese e con quanto capitale impiegare?
Insomma, se la domanda è facile per la risposta non può dirsi altrettanto.

Puntare sulla massima certezza del capitale

Sebbene non sia una legge scritta da nessuna parte, di solito all’aumentare della sicurezza aumentano anche i tempi nel conseguire un certo gain. Consideriamo il risparmio postale e il buono fruttifero 4 anni Plus. L’emittente chiede soltanto la disponibilità di un libretto o c/c postale (d’appoggio) e che l’investimento sia portato a termine, cioè non liquidato anzitempo. Poi non sono richieste altre condizioni soggettive o economiche particolari. Il prodotto è garantito dallo Stato Italiano, dura 4 anni dal giorno dell’acquisto e non prevede spese di gestione, oneri fiscali esclusi.

Quanto rende? A naturale scadenza, il rendimento annuo lordo è dell’1,25%, per un ritorno lordo complessivo del 5,094%, il 4,457% al netto della sola ritenuta fiscale del 12,5%.

Il BTP garantito dallo Stato come i buoni fruttiferi

Se 4 anni di attesa possono sembrare allora proviamo ad alzare il grado di rischio e consideriamo il BTP, sempre garantito dallo Stato Italiano. Dove sarebbe, allora, il maggior rischio insito nello strumento? Nella dinamica dei prezzi sul MOT, il mercato secondario, che possono andare sotto o sopra cento mentre nei buoni questo non succede.

Consideriamo il BTP con matricola ISIN IT0005500068, emesso a luglio del 2022 e in scadenza il 1° dicembre del 2027, ossia tra 2,48 anni. Il bond ha staccato la cedola una settimana fa, il 1° giugno, e ora andrà maturando le ultime 5 cedole semestrali in assoluto della sua vita utile. A proposito di cedole, quella annua è del 2,65% lordo, mentre il rendimento effettivo a scadenza scende al 2,14% lordo per via del prezzo attuale. Il BTP al momento passa di mano a 101,3, sopra la pari, mentre a scadenza l’emittente pagherà 100 di nominale e non il proprio prezzo di acquisto.

Rispetto al buono qui si “guadagnano” 18 mesi di tempo ma si sopportano più rischi e più costi. Il riferimento è a quelli di gestione bancaria, come il dossier titoli (se oneroso) e le commissioni all’intermediario.

Guadagnare il 5% sul reddito fisso a rischio molto basso o in tempi molto stretti?

Se si vogliono ancora accorciare i tempi d’attesa in vista del 5% di yield da portare a casa, allora bisogna pigiare sul risk-on. Qui le possibili alternative si sprecano in base a quanto si è preparati e si è disposti a correre certi rischi.

Facciamo due esempi tra i tanti possibili. Uno potrebbe essere quello di puntare al bond con cedola annua almeno al 5%, e attendere il tempo necessario affinché il rateo non sia appunto pari a quel target. Ad esempio il BTP con ISIN IT0004532559 ha cedola 5% e scadenza al 1° settembre 2040. Quindi riuscendo a comprarlo e a rivenderlo almeno allo stesso prezzo (ora scambia a 113,5) basterebbe 1 anno.

In alternativa ecco la combinazione movimento dei prezzi e rateo di periodo. Qui occorre un titolo molto liquido sul mercato secondario, una buona cedola nominale annua e una discreta durata residua del titolo. Consideriamo il trentennale (in origine) in scadenza il 1° ottobre 2054 (IT0005611741), quindi assai distante nel tempo. La cedola è al 4,3%, mentre dal 9 aprile ad oggi i prezzi si sono portati dal 93,6 di allora all’attuale 100,8. In altri termini qui sarebbero bastati appena 2 mesi per conseguire il 5% di ritorno totale tra plusvalenza e rateo. Si tratta tuttavia di un’operatività ad altissimo rischio e quindi tutt’altro che adatta a tutti.