Green pass, ecco per quali categorie potrebbe non servire più

Emiliana Costa

15/10/2021

15/10/2021 - 16:56

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Da oggi, il green pass è diventato obbligatorio per tutti i lavoratori. Ma ci sono delle categorie che potrebbero essere esentate. Ecco quali

Green pass, ecco per quali categorie potrebbe non servire più

Oggi, 15 ottobre, il green pass è diventato obbligatorio per accedere al posto di lavoro. Mobilitazioni ad Ancona, Genova e Trieste. La protesta «No Green Pass» blocca i porti italiani, ma non tutti. «Chi vuole lavorare, lavora», fa sapere Stefano Puzzer, il leader della contestazione in corso al porto di Trieste.

Il Coordinamento dei lavoratori portuali ha annunciato il blocco a oltranza per protestare contro l’obbligo di green pass sul lavoro. E in oltre 6mila, stamane, si sono radunati davanti al Varco 4. Mandando lo scalo in tilt. Le mobilitazioni di portuali e autotrasportatori potrebbero bloccare il settore della distribuzione. E dal Senato arriva una proposta del M5S per esentare alcune categorie dall’obbligo di green pass. Ma andiamo con ordine.

Green pass al lavoro, la proposta del Movimento 5 Stelle

Il Movimento 5 Stelle ha annunciato che entro lunedì presenterà alcuni emendamenti al decreto Green pass ora all’esame del Senato. Le eventuali modifiche hanno l’obiettivo di intervenire sulla platea dei lavoratori che devono esibire il certificato per lavorare e sul prezzo dei tamponi. «Abbiamo pronta una serie di emendamenti - ha spiegato il senatore Danilo Toninelli - volti ad abbassare per tutti il costo dei tamponi oppure ad abbassarli per gli incapienti fino a farli diventare gratuiti». Non è tutto. Toninelli spiega anche che si punterà ad esentare dal green pass alcune categorie: «In particolare per le attività il cui ambiente di lavoro è esterno o dove il lavoratore è solo, come portuali, agricoli, autotrasportatori o telelavoro».

Green pass, come funziona da oggi al lavoro

Da oggi, 15 ottobre, il green pass è obbligatorio per tutti i lavoratori: dipendenti pubblici, privati, autonomi o con contratti di somministrazione. Discorso a parte va fatto per lo smart working. L’obbligo di certificato verde è stato concepito per l’accesso al luogo di lavoro. Chi è in smart working può, dunque, non avere il green pass. Ma chi non ha il green pass non è detto che possa avere lo smart working. Nelle aziende private, è a discrezione del datore di lavoro scegliere se concedere il lavoro agile a chi è sprovvisto di certificato verde. Per la pubblica amministrazione la situazione è diversa. Non è consentito scegliere i lavoratori per il lavoro da casa sulla base del possesso del green pass.

Da oggi, per entrare in azienda i lavoratori devono essere muniti di green pass. Un responsabile al controllo, scelto dall’imprenditore, verificherà il possesso del certificato verde. Il decreto prevede anche la possibilità di controlli a campione. La verifica può avvenire tramite la scansione del QR code.

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