Può il governo revocare la concessione ad Autostrade per l’Italia? Scenari e penali

Mentre a Genova si continua a scavare, il governo annuncia che verrà revocata la concessione ad Autostrade per l’Italia: ecco i possibili scenari e le penali.

Può il governo revocare la concessione ad Autostrade per l'Italia? Scenari e penali

All’indomani della tragedia del crollo del ponte a Genova il governo non sembrerebbe voler aspettare le perizie sulle cause del disastro, con il premier Giuseppe Conte che ha annunciato di aver avviato l’iter per la revoca della concessione ad Autostrade per l’Italia.

Ma è possibile che questo possa avvenire e, nel caso, si dovrebbero pagare delle penali? Mentre la società controllata da Atlantia si difende il governo sembrerebbe essere intenzionato ad andare avanti: il sentore è che si possa andare incontro a una lunga battaglia legale.

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Il governo spinge per la revoca

Non possiamo aspettare i tempi della giustizia”. In questa frase pronunciata dal Presidente del Consiglio Giuseppe Conte con ogni probabilità è racchiusa tutta la strategia del governo in merito alla tragedia di Genova.

Dopo il crollo del ponte Morandi si continua a scavare nella speranza di trovare vive le 10-20 persone che risultano ancora disperse, mentre al momento i morti accertati sarebbero 39 con il bilancio che però è destinato tragicamente a salire.

Oltre ad aver stanziato subito 5 milioni per far fronte all’emergenza, il premier Conte ha annunciato che “sarà avviata la procedura per la revoca della concessione alla società Autostrade”, aggiungendo che poi il governo sarà molto rigoroso nell’affidare le nuove concessioni.

Una scelta questa che vede d’accordo tutta la maggioranza, con la decisione che è stata presa dopo un Consiglio dei Ministri straordinario che si è tenuto per l’occasione a Genova e dove erano presenti i due vice premier Matteo Salvini e Luigi Di Maio.

Non si è fatta attendere però la replica di Autostrade per l’Italia, che ha affidato la sua risposta a una nota dove si sottolinea come la società abbia sempre adempiuto ai propri obblighi di concessionario.

Inoltre Autostrade nella nota rimarca come al momento non è possibile formulare alcuna ipotesi per stabilire le cause del crollo, annunciando al tempo stesso di star già lavorando alacremente per ricostruire il viadotto in cinque mesi.

Penali da pagare?

Da una parte quindi c’è il governo giallo-verde che ha fretta di revocare la concessione avendo già individuato in Autostrade il colpevole del crollo. Dall’altra c’è la società controllata da Atlantia, che in Borsa ha perso oltre il 20% nelle ultime ore, che si difende affermando di aver sempre ottemperato a ogni compito e che ancora non è possibile stabilire le cause del disastro.

Attualmente la concessione di Autostrade per l’Italia, che riguarda circa 3.000 chilometri di autostrada su un totale di 7.000 nel nostro paese, scade nel 2042 dopo che lo scorso aprile è stata ulteriormente prorogata.

Nell’Articolo 9 della convenzione si legge che la “concessione può essere interrotta nel caso in cui perduri la grave inadempienza da parte del concessionario rispetto agli obblighi previsti”.

Nel caso in cui quindi dovesse essere dimostrata questa inadempienza, Anas subentrerebbe ad Autostrade nelle tratte gestite dalla società. Questo però non avverrebbe senza un esborso economico.

Una penale quindi che corrisponde al “valore attuale netto dei ricavi della gestione, prevedibile dalla data del provvedimento di decadenza sino alla scadenza della concessione, al netto dei relativi oneri, investimenti e imposte nel medesimo periodo”.

Visti gli ottimi ricavi degli ultimi anni grazie ai pedaggi, circa 1 miliardo l’anno, lo Stato quindi potrebbe trovarsi a pagare una penale di oltre 20 miliardi per il ritiro della concessione nei confronti di Autostrade per l’Italia.

Una cifra questa che non sarebbe mitigata da una possibile maxi multa nei confronti della società, visto che si parla di 150 milioni, con il conto che quindi sarebbe molto salato per le singhiozzanti casse statali.

La polemica

Il governo nonostante la possibile penale sembra intenzionato a tirare dritto, tanto che il ministro Luigi Di Maio ha sottolineato come “con 40 morti non ci saranno penali da pagare”.

Autostrade dal canto suo invece invoca che in caso di revoca dovrà essere pagato il valore residuo della concessione, lamentandosi anche per il forte calo che Atlantia sta avendo in Borsa a seguito della possibile revoca.

Chi invece sembrerebbe attendere un segnale da parte della società è Matteo Salvini, che ha detto che da oggi si aspetta che Autostrade «sospenda il pagamneto dei pedaggi».

Prima di parlare di possibili risoluzioni però si dovranno stabilire le cause del disastro, ma a prescindere il sentore è che questa triste vicenda potrà dare vita a una lunga battaglia legale.

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