Giro d’Italia, tutti i numeri dello sviluppo della corsa rosa

Francesco Nasato

18 Maggio 2024 - 06:59

Il Giro d’Italia non è solo una delle più importanti competizioni ciclistiche al mondo, ma un evento sportivo in grado di generare valore economico diffuso

Giro d’Italia, tutti i numeri dello sviluppo della corsa rosa

Il Giro d’Italia è in pieno svolgimento e come in ogni edizione è in grado di unire la competizione sportiva ai massimi livelli con una grande vetrina per tutti i territori d’Italia che sono attraversati dalla Corsa Rosa. Nel momento in cui si scrive questo articolo Tadej Pogacar è il dominatore incontrastato del Giro, con diverse dimostrazioni di superiorità manifesta rispetto alla concorrenza che lo pongono con ancora più forza nel ruolo di favorito assoluto per la vittoria finale.

Quello dello sloveno è sicuramente il nome più prestigioso presente in questa edizione del Giro e certamente contribuisce a creare ancora più interesse intorno a questa edizione della corsa. L’interesse però non è solo sportivo perché gli ultimi dati a livello commerciale e di ricaduta e impatto sul territorio e l’intera filiera del ciclistica sono in aumento di anno in anno.

Il Giro d’Italia 2024: 84 partner commerciali e +20% sui ricavi sul 2023

Il sito specializzato Daily Media ricostruisce e sintetizza le cifre commerciali che il Giro d’Italia edizione 2024 è stato in grado di generare. Si tratta nel complesso di 84 partner commerciali per questa edizione, un numero record per la Corsa Rosa. Tra questi ci sono 5 nomi che spiccano in quanto sponsor delle maglie e delle principali componenti della corsa: si tratta in particolare di Enel (Maglia Rosa), Banca Mediolanum (Maglia Azzurra), Trenitalia (Vincitore di tappa), Eataly (Maglia Bianca), Continental (Pneumatico ufficiale).

Numeri che portano a una crescita del +20% sui ricavi sul 2023, che rappresentano il 40% del giro d’affari totale della manifestazione per una cifra complessiva intorno ai 50 milioni di euro che comprende anche i diritti tv di trasmissione del Giro d’Italia, con oltre 200 Paesi collegati da tutto il mondo. Italia Oggi scende ulteriormente nel dettaglio della suddivisione di questi 50 milioni di euro: sei milioni annui dalla Rai per i diritti tv, una ventina dai diritti tv esteri, altri venti dagli sponsor, e il resto dalle amministrazioni locali coinvolte dal passaggio del Giro d’Italia nei loro territori.

Se è giusto evidenziare la crescita del Giro d’Italia è giusto anche osservare come, in termini di paragone, si sia ancora lontani dal Tour de France che in questo momento è in grado di sviluppare un giro di affari complessivo del valore di circa 200 milioni di euro, con un margine netto del 20%. Nello specifico, il 60% di questa cifra arriva dai diritti tv (France Télévision paga 25 milioni all’anno solo per la trasmissione della corsa in Francia), il 30% dagli sponsor, e il 10% dalle località che ospitano l’arrivo e la partenza delle varie tappe lungo il percorso.

Il Giro d’Italia ha un valore di 2 mld di euro

È il centro studi di Banca Ifis a fornire un ulteriore quadro aggiornato e più ampio della situazione. I risultati sono significativi, con il Giro che nel suo complesso per il 2023 ha un valore stimabile in 2 miliardi di euro così suddivisi: 620 milioni provengono dalla spesa dei turisti che hanno assistito in loco alla corsa, mentre il rimanente miliardo e 400 milioni è attribuibile alla spesa dei turisti che ritornano dopo aver seguito le tappe. Quei 620 milioni di euro rappresentano l’8% dell’intero valore annuo del turismo sportivo in Italia.

La cifra di 1,4 miliardi di euro è invece riferibile all’impatto economico differito del Giro grazie all’attrattività turistica e agli investimenti in infrastrutture sul territorio. Non bisogna inoltre sottovalutare la capacità dall’esposizione mediatica dei territori del Giro d’Italia di generare un potente effetto attrattivo trasformando, nei 12/18 mesi successivi, gli spettatori – dal vivo e sui media – in turisti con tutto quello che ne consegue.