Giornata Mondiale dell’Ambiente: emergenza idrica ed educazione a una nuova cultura dell’acqua

3 Giugno 2022 - 11:08

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L’idea di dialogare con i giovani e la più ampia società civile nasce dall’esigenza di riscrivere le logiche del consumo globale.

Giornata Mondiale dell'Ambiente: emergenza idrica ed educazione a una nuova cultura dell'acqua

In occasione della Giornata Mondiale dell’Ambiente che si svolge ogni anno il 5 giugno – ricorrenza che unisce i vari paesi nello sforzo di preservare la natura e l’ambiente - il Premio Gambrinus “Giuseppe Mazzotti” e il Centro Internazionale “Civiltà dell’Acqua” hanno lanciato un duplice appello per affrontare l’emergenza idrica globale.

Lo fanno rivolgendosi ai giovani e alla società civile per creare maggiori consapevolezze sulla futura gestione di questa delicata risorsa e per preservare i paesaggi culturali dell’acqua ereditati dai nostri predecessori. Per l’occasione, a inaugurare la serie di eventi in programma sarà presentato il volume “Acqua: ultima chiamata”, a cura di Salvatore Giannella (Antiga Edizioni), giornalista e giurato del Premio, che raccoglie i contributi degli esperti intervenuti al convegno “L’orologio dell’acqua”, organizzato lo scorso autunno dalle stesse associazioni.

Sono due i momenti cruciali degli eventi programmati per giugno; il primo, riservato ai più giovani, sarà la presentazione di sabato 4 giugno presso l’Auditorium del Liceo scientifico “Leonardo Da Vinci” di Treviso; il secondo invece, aperto a tutta la cittadinanza, si terrà il 6 giugno presso la Fondazione Benetton Studi e Ricerche, sempre a Treviso. Gli eventi in programma rappresentano l’occasione ideale per tornare a riflettere, con alcuni fra i massimi esperti nazionali, sull’emergenza idrica che il territorio nazionale e quello locale sono costretti ad affrontare già dall’inizio di una delle estati più siccitose degli ultimi decenni.

Il 10% del mondo, l’Occidente, consuma il 90% dei beni prodotti dal pianeta. Ma ora l’acqua sta finendo e in Italia entro il 2040 avremo il 50% di disponibilità idrica in meno”, ammonisce il missionario comboniano Alex Zanotelli in uno dei contributi raccolti nel volume. È una situazione che preoccupa sempre più la comunità nazionale e internazionale in relazione a risorse sempre più scarse e di peggiore qualità. Il volume, che sarà inviato gratuitamente a tutte le classi che ne faranno richiesta da ogni regione italiana, presenta una diagnosi aggiornata sullo stato di disponibilità della risorsa, sulla gravità della situazione e sulle iniziative educative che stanno nascendo per coinvolgere tutti a far fronte a contesti sempre più emergenziali.

“Per affrontare situazioni sempre più drammatiche per i fiumi, la natura e la biodiversità acquatica è necessario anzitutto cambiare la nostra percezione dell’acqua e, con essa, i comportamenti comuni nell’uso delle risorse idriche. Per questo oggi risulta più che mai urgente realizzare nuove e più convinte campagne educative sull’acqua volte a promuovere usi più consapevoli di questo bene. A tal scopo l’Unesco ha voluto premiare l’eccellenza dei nostri territori istituendo a Venezia, presso l’Università Ca’ Foscari e l’acquedotto Veritas, un nuovo programma che mira a difendere e tutelare maggiormente i patrimoni acquatici, sia naturali che culturali: la Rete Mondiale dei Musei dell’Acqua” - dichiara Eriberto Eulisse, direttore del Centro Internazionale Civiltà dell’Acqua e del Global Network of Water Museums.

Basata su una Risoluzione del Programma Idrologico Intergovernativo dell’Unesco del 2021 tale rete, oltre ai musei veri e propri, accoglie anche i più rappresentativi patrimoni legati all’acqua, frutto di conquiste secolari. Oggi, questa rete accoglie già più di quindici membri italiani e oltre settanta da tutto il mondo”, conclude il direttore Eulisse.

L’idea di dialogare con i giovani e la più ampia società civile nasce dall’esigenza di riscrivere le logiche di consumo globali, agendo fin da subito sulle catene economiche dell’immediato futuro. Con l’aiuto degli studenti e della cittadinanza si stimolerà dunque un confronto pubblico sulle sfide idriche e climatiche ormai non più prorogabili. Per i primi appuntamenti di giugno in programma, interverranno Pier Francesco Ghetti, ecologo e presidente del “Premio Letterario Gambrinus Giuseppe Mazzotti”, già Magnifico Rettore dell’Università Ca’ Foscari di Venezia, Salvatore Giannella, giornalista ambientalista e scrittore, già direttore della rivista Airone, e il citato direttore Eriberto Eulisse, oltre a Luigi Latini, direttore della Fondazione Benetton Studi Ricerche e Andrea Simionato, direttore editoriale di Antiga Edizioni.

Gli eventi in programma saranno anche l’occasione per rilanciare il Manifesto a cui stanno aderendo sempre più numerose istituzioni non solo del Veneto ma di tutta Italia. Il Premio Gambrinus “Giuseppe Mazzotti” e il Centro Internazionale Civiltà dell’Acqua avevano infatti lanciato, lo scorso autunno, il “Manifesto di Treviso in difesa dell’acqua”, che ha già raccolto centinaia di firmatari anche tra importanti organizzazioni, come il CAI - Club Alpino Italiano e il Touring Club Italiano. Il Manifesto è un documento sintetico per riflettere sulle cause di questa crisi idrica globale ma anche per proporre interventi concreti e innovativi per un uso più razionale e accorto dell’acqua, come i micro-bacini e i giardini pluviali per la raccolta di acque piovane, a partire dai tetti delle scuole e dei comuni di tutta Italia.

I due appuntamenti trevigiani diventano insomma l’occasione per rilanciare l’adesione a un Manifesto che sintetizza alcuni dei principi basilari per una gestione più sana e lungimirante. Come sottolineato dal presidente del Premio Gambrinus, Pier Francesco Ghetti, nell’attuale contesto di crescente scarsità “il Manifesto contiene un vademecum rivolto sia alle istituzioni che ai cittadini in modo che, partendo dai piccoli gesti quotidiani si possano conseguire, nel tempo, risultati significativi nelle strategie di adattamento al cambiamento climatico”.