Oggi, nella giornata della Festa della Mamma, ricordiamo la storica telefonata di Maradona a sua madre, e quel suo indimenticabile «gioco per te, mamma».
In occasione della Festa della Mamma, è sempre bello ricordare storie che coinvolgono la donna più importante nella vita di ognuno.
Come quella della famosa telefonata - a dir poco strappalacrime - tra il campione del mondo Diego Armando Maradona e sua madre, Doña Tota, dopo la vittoria dell’Argentina ai Mondiali dell’86.
L’Argentina ai Mondiali di Calcio ’86
Era il 29 giugno 1986, a Città del Messico, e l’Argentina aveva appena vinto - per la seconda volta, dopo il 1978 - i Campionati Mondiali di Calcio, contro la Germania Ovest.
Secondo le statistiche, il miglior giocatore di quella stagione fu proprio Maradona, che durante la partita contro l’Inghilterra aveva segnato quello che nel 2002 è stato proclamato il “gol del secolo”, firmando una storica doppietta contro gli inglesi.
Definita dal telecronista Victor Hugo Morales “la giocata migliore di tutti i tempi”, non ha fatto altro che confermare l’ovvio: Maradona era un campione. Celebri anche le sue parole di esultanza dopo quel memorabile gol: “Grazie Dio, per il calcio, per Maradona”.
Quindi, la vittoria dell’Argentina in quella notte di giugno di quarant’anni fa non dovrebbe sorprendere. È passata alla storia, ma non “solo” per quel gol di Maradona.
Ma anche per quella telefonata con sua madre.
La telefonata tra Maradona e sua madre
- “Ciao, mamma”.
- “Ciao, amore mio”.
- “Come stai, Tota? Ti voglio bene, mamma. So quanto soffre quando le dicono che suo figlio gioca male, che fa questo, che fa quello. Quindi sono sicuro che oggi l’abbia resa felice. Voglio che sappia che l’adoro. I gol che ho segnato sono per lei. Ti voglio tanto bene, mamma”.
- “Anch’io, amore mio. Vai a riposarti, figlio mio, oggi mi hai reso la mamma più felice del mondo”.
- “Gioco per te, mamma”.
In quel “gioco per te, mamma”, Maradona ha racchiuso tutto l’amore, l’affetto e la riconoscenza che un figlio può provare per un genitore. Era appena diventato campione del mondo, era stato proclamato miglior giocatore dell’edizione, aveva calciato il gol del secolo. Era nel momento più alto della sua carriera.
Eppure ogni suo pensiero era per lei. Ogni riconoscimento era per sua madre. Era lì anche grazie a lei, e ha voluto ricordarglielo.
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