Giappone: operatori scettici sulle nuove misure della Bank of Japan

Nonostante la Bank of Japan abbia intensificato gli sforzi per combattere gli effetti del Coronavirus, gli indici hanno chiuso in rosso. Vediamo perché.

Giappone: operatori scettici sulle nuove misure della Bank of Japan

Anche la Bank of Japan aumenta l’arsenale di misure a sostegno dell’economia per combattere e sconfiggere il Coronavirus.

La Bank of Japan ha annunciato di aver incrementato a 12 mila miliardi di yen la soglia massima per gli acquisti di ETF.

Oltre a questa misura, che porta il totale dello shopping all’equivalente di circa 100 miliardi di euro, la Bank of Japan ha fatto sapere che i tassi di interesse giapponesi potrebbero essere spinti ulteriormente in territorio negativo.

Giappone: Banca centrale, pronti a fare di più

La decisione della Banca centrale giapponese, che ha fatto sapere che continuerà a rifornire il mercato di yen e ad acquistare titoli di stato giapponesi, è stata varata al termine di un meeting di emergenza.

“Siamo in grado di ridurre ancora il costo del denaro –ha detto il governatore della Bank of Japan, Haruhiko Kuroda –e lo faremo se necessario”. Al momento il tasso overnight è stato confermato al -0,1% visto che, ha rilevato Kuroda, la priorità è di fornire fondi alle imprese e stabilizzare i mercati finanziari.

Anche nel caso della Bank of Japan, gli operatori iniziano a pensare che per la banca centrale giapponese, al quinto anno di tassi negativi, le opzioni a disposizione non siano poi così tante. Anche perché l’efficacia di questa misura, così come del resto anche quella del massiccio piano di acquisto di ETF (che spegne invece 10 candeline), è da anni oggetto di analisi che ne mettono in dubbio la reale efficacia.

Bank of Japan: limite massimo ETF a 12 mila miliardi ¥

Nello specifico, la Bank of Japan ha annunciato di aver incrementato il limite massimo degli acquisti di ETF a 12 mila miliardi di yen, confermando il target di riferimento a 6 mila miliardi annui.

Questa conferma ha fatto sì che, nonostante l’annuncio, il Nikkei abbia perso il 2,46% a 17.002,04 punti, il livello minore dal novembre 2016. Andamento simile per il Topix, sceso del 2,01% a 1.236,34, il livello minore da quasi quattro anni. Cresciuto del 17% a 60 punti, l’indice di volatilità del Nikkei è ai massimi dal 2011.

Nel caso in cui il nuovo limite superiore venisse raggiunto, la Bank of Japan, calcolano gli esperti, supererebbe il fondo pensionistico giapponese nella classifica dei maggiori detentori di azioni.

“Le misure annunciate oggi dalla Bank of Japan –ha commentato Marcel Thieliant di Capital Economics –mancano di mordente e riteniamo che la banca finirà per ridurre il tasso di interesse di breve”.

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