Anche la Germania si prepara alla Terza Guerra Mondiale. In caso di conflitto, il Paese vuole contare sui propri cittadini.
L’invasione russa dell’Ucraina ha segnato l’inizio di un nuovo capitolo nell’ordine mondiale, riaccendendo l’attenzione globale sulla difesa militare, da molti trascurata negli anni di pace. Tutta l’Europa è impegnata nel riarmo e nel potenziamento delle capacità belliche, al fine di aumentare la deterrenza ed essere pronti in caso di escalation. Anche la Germania si sta preparando alla Terza guerra mondiale, non per prendere parte ad alcun conflitto ma per tutela. All’inizio dell’anno è entrata in vigore una nuova legge di modernizzazione del servizio militare che, per quanto priva di stravolgimenti, vuole assicurare prontezza in caso di emergenza.
La Germania si prepara alla Terza guerra mondiale
All’inizio del 2026 è entrata in vigore in Germania una legge sulla modernizzazione del servizio militare. Di fatto, la novità principale apportata riguarda l’esame di coscrizione obbligatorio e le sue dirette conseguenze, come il permesso per viaggiare necessario ai cittadini in età di obbligo militare. Berlino non ha ancora reintrodotto la leva militare obbligatoria, ma ha preparato tutte le condizioni per attivarla rapidamente in caso di necessità. Tutti i cittadini di sesso maschile verranno contattati e schedati al compimento della maggiore età, poi anche sottoposti a un esame di idoneità (a partire dal 2027) finalizzato a individuare con certezza i potenziali interessati in caso di chiamata alle armi.
Contestualmente, la Germania ha previsto la necessità dell’autorizzazione da parte delle Forze Armate, quindi con richiesta preventiva, per soggiorni all’estero della durata di 3 mesi o più da parte dei cittadini di età compresa tra 17 e 45 anni. Per il momento, visto che l’adesione resta a tutti gli effetti volontaria, il permesso si intende automaticamente concesso, ma in seguito servirà l’approvazione del centro di reclutamento competente.
A tal proposito, il ministero della Difesa tedesco sta lavorando per snellire la procedura e semplificarla anche in caso di leva obbligatoria, così da non minare eccessivamente la libertà dei giovani cittadini ed evitare lungaggini burocratiche. In ogni caso, così il Paese ha a disposizione una lista precisa degli uomini adatti al servizio militare per età e superamento della visita medica, compresi quelli che si trovano all’estero.
Le modifiche vengono introdotte gradualmente, con l’esame di coscrizione obbligatorio per i giovani nati nel 2008 e, via via, negli anni successivi. Nel frattempo, la Germania cerca di reclutare più volontari con il nuovo servizio militare, puntando a passare da 180.000 a 260.000 soldati in servizio attivo.
In Europa mancano soldati, ma non è una carenza incolmabile
Attualmente la Bundeswehr (Forze armate tedesche) è composta per oltre il 13% da donne nelle forze attive, percentuale che tuttavia comprende anche le operatrici dei servizi medici. Il numero di volontarie, comunque, aumenta sempre di più ogni anno e non si può pertanto fare a meno di notare che anche l’impianto tedesco all’eventuale leva obbligatoria è ancora riferito esclusivamente alla cittadinanza maschile, come d’altronde accade in tutta l’Europa centrale. In ogni caso, la riforma tedesca sta già suscitando grosse polemiche e proteste già così, nonostante il servizio militare resti obbligatorio a tutti gli effetti.
Le controversie, tuttavia, non nascono certo da un’eccessiva sensibilità all’argomento, visto che pur preservando la volontarietà vengono gettate le basi per reintrodurre l’obbligo immediatamente. Una necessità spinta dall’instabilità internazionale, tant’è che ci sono molti altri Paesi che stanno rivoluzionando la pianificazione militare, tra cui il Regno Unito. Quest’ultimo sta valutando il ritorno al sistema vigente prima della Seconda guerra mondiale, con un sistema di coscrizione per tutti i cittadini dai 18 a 41 anni, in seguito aumentati ai 51.
L’Italia si muove invece in direzione opposta, partendo dal presupposto che la volontarietà del servizio militare garantisce la preparazione di professionisti a tutti gli effetti, dediti e altamente specializzati, quindi almeno per ora la leva resta sospesa.
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