Germania offre una ricompensa di €1.000.000 a chiunque abbia queste informazioni

Giacomo Astaldi

27 Gennaio 2026 - 15:49

Berlino sotto shock: il governo offre 1 milione di euro per catturare i responsabili dell’attacco alla rete elettrica

Germania offre una ricompensa di €1.000.000 a chiunque abbia queste informazioni

Con una scelta senza precedenti nella storia recente della sicurezza interna, il governo tedesco ha annunciato l’offerta di una ricompensa di 1 milione di euro a chi fornirà informazioni utili all’arresto dei responsabili dell’attacco alla rete elettrica che ha paralizzato ampie zone della città all’inizio di gennaio. La decisione, definita dalle autorità come una misura straordinaria, parla chiaro: la situazione è grave e urge chiudere il caso che ha scosso la capitale tedesca nel profondo.

L’attacco alla rete elettrica, spiegato

La notte del 3 gennaio scorso, un incendio doloso su cavi ad alta tensione nei pressi di un ponte vicino alla centrale elettrica di Lichterfelde ha causato un blackout a Berlino con un’estensione che non si vedeva dagli anni della seconda Guerra Mondiale. Il rogo, che gli inquirenti considerano un atto di sabotaggio, ha lasciato circa 45.000 famiglie e oltre 2.000 attività commerciali senza elettricità per giorni, in pieno inverno e con temperature sotto lo zero.

L’interruzione della corrente ha significato mancanza di riscaldamento, difficoltà nelle comunicazioni, ma anche semafori spenti e mezzi pubblici bloccati, che hanno aggiunto caos a una notte già carica di tensione e paura.
Fin dai primi giorni dopo l’attacco, le forze di polizia e gli investigatori federali hanno sospettato che il sabotaggio non fosse opera di un singolo, ma di un gruppo organizzato. “Vulkangruppe”, o Gruppo Vulcano, un collettivo di estrema sinistra, ha pubblicato online diverse rivendicazioni attribuendosi la responsabilità dell’azione, giustificando l’attacco come una protesta contro l’industria dei combustibili fossili. Finora, tuttavia, non sono emerse prove definitive che colleghino direttamente membri identificabili di questo gruppo all’atto vandalico.

Il governo tedesco offre un premio di €1 milione

La risposta ufficiale del governo tedesco è stata rapida ma complessa. Il Ministro dell’Interno, Alexander Dobrindt, ha definito l’attacco un atto terroristico contro l’infrastruttura critica della nazione e ha specificato che una ricompensa così alta non ha precedenti nella Germania post-bellica. Secondo Dobrindt, si tratta di un messaggio inequivocabile: lo Stato non tollera attacchi deliberati contro la sicurezza e il benessere dei suoi cittadini.

La scelta di stanziare un milione di euro da consegnare a chiunque abbia informazioni utili a risolvere il caso ha suscitato reazioni forti nella politica quanto nell’opinione pubblica. La coalizione di governo e le forze dell’ordine lodano la decisione, definendola come necessaria per rompere l’apparente stallo investigativo e ottenere così quella pistola fumante che possa condurre all’arresto dei sospettati. Ma non mancano i critici, che avvertono del nascere di possibili tensioni sociali o polarizzazioni, invitando piuttosto a non criminalizzare interi movimenti politici senza prove concrete.

Intanto la caccia ai responsabili prosegue. La polizia federale e gli investigatori della procura stanno setacciando una vasta gamma di piste, tra cui comunicazioni digitali, attività sospette nelle settimane precedenti all’attacco e collegamenti con altre azioni di sabotaggio che, secondo alcuni rapporti dell’agenzia di intelligence interna (BfV), potrebbero essere stati compiuti dallo stesso gruppo o da cellule affini.

Le autorità hanno anche dichiarato che utilizzeranno tecnologia avanzata per analizzare dati digitali e indizi raccolti dalla scena, tra cui immagini di telecamere di sorveglianza e tracce forensi che possano condurre a prove tangibili.

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