Migliaia di cittadini vanno a vivere in hotel. Tutta colpa della crisi energetica

Laura Pellegrini

19 Gennaio 2026 - 00:22

Un gigantesco blackout colpisce la città e costringe migliaia di cittadini a vivere per giorni in hotel per combattere il freddo. Colpa della crisi energetica?

Migliaia di cittadini vanno a vivere in hotel. Tutta colpa della crisi energetica

Il 3 gennaio scorso la città di Berlino è stata colpita da un clamoroso blackout che ha lasciato completamente al buio, senza elettricità e senza riscaldamento migliaia di famiglie che vicino nel sud-ovest della città. Per combattere le temperature particolarmente rigide per quel periodo, e in attesa di poter rientrare nelle proprie abitazioni, moltissimi cittadini hanno deciso di vivere per alcuni giorni in hotel, nelle camere messe a disposizione gratuitamente dagli albergatori.

Anche i negozi e le attività commerciali sono stati danneggiati da questa spiacevole situazione e hanno dovuto tenere le serrande abbassate per diversi giorni, fino al completo ripristino dell’elettricità. Dopo circa quattro giorni al buio, la città è tornata gradualmente alla normalità.

L’incubo di migliaia di cittadini di Berlino è finito: l’interruzione della corrente elettrica in seguito all’attacco degli estremisti di sinistra è ormai risolta, ma rimangono domande e dubbi sulla gestione della crisi energetica, mentre aumentano le teorie sulle possibili cause del blackout.

Blackout in città: i cittadini vanno a vivere in hotel

Sabato 3 gennaio 2026 circa 45mila famiglie e diverse attività commerciali della zona sud-ovest della città di Berlino sono rimaste completamente al buio a causo di un’interruzione della corrente elettrica.

L’ipotesi è quella di un incendio doloso innescato da un gruppo di estremisti di sinistra: l’episodio, infatti, è stato rivendicato da un gruppo che si definisce “Vulkangruppe”, che ha provocato un’interruzione prolungata dell’energia in diversi quartieri della zona sud-occidentale della città con ripercussioni su abitazioni, imprese, servizi essenziali e strutture sanitarie.

Oltre a rimanere al buio per diversi giorni, le famiglie colpite dal blackout sono rimaste al freddo, senza la possibilità di scaldare il cibo e senza la possibilità di ricaricare i cellulari per chiamare i soccorsi. L’odissea è terminata soltanto giovedì 8 gennaio, quando è stata ripristinata la corrente in tutta la città.

Nel frattempo, per combattere una delle settimane più fredde dell’anno - con temperature scese fino a 10 gradi sotto lo zero - diverse strutture ricettive hanno messo a disposizione delle camere di hotel gratuite per le famiglie colpite dal blackout. Inoltre, le amministrazioni comunali hanno allestito numerose stazioni di soccorso dove erano disponibili stazioni di ricarica, cibo e generi di prima necessità.

Blackout a Berlino: quali sono le cause

Sebbene sia ormai risolto, per i cittadini berlinesi il blackout rimane un bruttissimo ricordo: secondo gli esperti, è stata la più lunga interruzione di energia elettrica registrata dal dopoguerra. L’episodio, inoltre, ha messo in evidenza la fragilità della rete elettrica di Berlino: gli operatori hanno spiegato che circa l’1% della rete elettrica berlinese, lunga 35.000 chilometri complessivamente, si estende in superficie ed è quindi particolarmente vulnerabile.

Molti cittadini si sono chiesti come sia possibile che un unico colpo mirato abbia potuto mettere a repentaglio l’elettricità di una buona parte della capitale, mentre il dibattito pubblico si è concentrato sulle scelte di investimento dell’amministrazione comunale.

Sui social media, in particolare su TikTok, hanno iniziato a diffondersi dei video - spesso generati dall’intelligenza artificiale - che sosterrebbero un’altra teoria: la fragilità della rete elettrica della Germania deriverebbe dalla scarsità di generatori di emergenza a disposizione. Questi ultimi, infatti, sarebbero stati inviati all’Ucraina.

Tutta colpa della crisi energetica?

Lo spaventoso blackout che ha colpito la città di Berlino potrebbe non essere stato causato dalla crisi energetica, o almeno non al 100%. Il team di fact-checking di Euronews, infatti, ha approfondito le ipotesi circolate sui social e ha scoperto che affermazioni si possono ricondurre a un articolo pubblicato dal quotidiano tedesco Berliner Zeitung. Sul quotidiano viene riportata una notizia: 1.700 generatori di emergenza erano stati inviati in Ucraina tramite l’agenzia federale tedesca per la protezione civile e i soccorsi in caso di disastri (THW). I video diffusi sui social, quindi, nasconderebbero una verità scomoda.

Nonostante queste notizie siano circolate sui social negli ultimi giorni, il ministero degli Interni tedesco ha dichiarato invece che i generatori di emergenza erano disponibili durante il blackout e sono stati impiegati per supportare ospedali, case di cura e rifugi di emergenza. Quelli inviati all’Ucraina, invece, erano stati appositamente acquistati per quel fine, come chiarito dal ministro.

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