Germania-Cina: così cambia la relazione economica più osservata d’Europa

Violetta Silvestri

15 Luglio 2023 - 15:25

Come si sta evolvendo la relazione Germania-Cina? Lo svela il documento ufficiale di Berlino, nel quale sono enunciati i nuovi principi guida per i rapporti tra Berlino e Pechino.

Germania-Cina: così cambia la relazione economica più osservata d’Europa

Germania-Cina: cambia tutto nella relazione tra le due potenze, come evidenziato in un documento strategico ufficiale di Berlino.

Berlino ha annunciato giovedì 13 luglio che ridurrà la sua dipendenza da Pechino in alcuni «settori critici» tra cui la medicina, le batterie al litio utilizzate nelle auto elettriche e gli elementi essenziali per la produzione di chip. Un assaggio, questo, di una svolta nei rapporti economici e politici che tutta l’Europa e l’Occidente capitanato dagli Usa sta orchestrando nei confronti del dragone.

Il governo tedesco ha pubblicato la sua prima “Strategia sulla Cina”, un documento di 40 pagine che mette in evidenza cammino sul filo del rasoio che Berlino deve percorrere per gestire la sua dipendenza dalla seconda economia più grande del mondo tra le crescenti critiche nei confronti della situazione dei diritti umani di Pechino e dell’atteggiamento verso il diritto internazionale.

Come sta cambiando davvero il rapporto tra Germania e Cina, tra posizioni politiche in mutamento e legami commerciali sempre più irrinunciabili.

Germania-Cina: così cambiano i rapporti secondo il documento ufficiale

Il documento strategico sulla Cina era atteso con impazienza da politici e imprese di tutta Europa e oltre, desiderosi di vedere come la più grande economia dell’Ue si stesse riposizionando rispetto al dragone, economicamente importante ma sempre più osservato per le sue manovre unilaterali.

Politico.ue ha fatto notare che mentre l’aggressivo ministero degli Esteri di Baerbock aveva redatto una prima versione con parole dure alla fine dell’anno scorso, lo scritto finale è stato ammorbidito - in particolare per quanto riguarda gli investimenti delle società tedesche in Cina - riflettendo la linea più moderata del cancelliere socialdemocratico Olaf Scholz nei confronti di Pechino.

Il motivo di tale fermezza prudente è chiaro. La Cina è il partner commerciale più importante della Germania, con importazioni ed esportazioni tra le due nazioni a quasi 300 miliardi di euro nel 2022, secondo il governo. Nel grafico Ispi è palese la forza di questo legame, difficile da cancellare:

Interscambi commerciali della Germania con altri Paesi Interscambi commerciali della Germania con altri Paesi In primo piano c'è la Cina

Non a caso il documento sottolinea che la più grande economia europea voleva mantenere legami commerciali e di investimento con la Cina, riducendo al contempo le dipendenze nei settori critici e diversificando le sue catene di approvvigionamento, un obiettivo denominato “riduzione del rischio”. Il derisking è diventata la parola chiave europea per inquadrare le nuove relazioni con Pechino, da sostituire alla più severa decoupling, che si traduce in un disaccoppiamento netto che certo non andrebbe a vantaggio della stessa Europa.

Nel caso della Germania, questa distinzione è ancora più importante: riformulare, non cancellare le relazioni è la volontà di Berlino.

Il documento afferma che la Germania è stata eccessivamente dipendente dalla Cina per la tecnologia medica e i prodotti farmaceutici, inclusi gli antibiotici, nonché per la tecnologia dell’informazione e i prodotti necessari per la produzione di semiconduttori e per i vari metalli e terre rare necessari per la transizione energetica.

“Nei settori chiave, l’[Unione europea] non deve diventare dipendente dalle tecnologie di paesi [non UE] che non condividono i nostri valori fondamentali”, si è sottolineato. Il succo della strategia è stato così riassunto: La Cina è cambiata. Come risultato di questo e delle decisioni politiche della Cina, dobbiamo cambiare il nostro approccio alla Cina”.

Senza però dimenticare che la nazione asiatica è un mercato chiave per diverse grandi aziende tedesche, tra cui Volkswagen e BMW, e il Governo ha affermato di voler tenere colloqui con aziende “particolarmente esposte alla Cina” al fine di “identificare i rischi di concentrazione”.

“Molte aziende tedesche che operano in Cina hanno già adottato misure per mitigare i rischi da sole e vedono la strategia come una conferma del loro corso”, ha detto venerdì alla Galileus Web Jens Hildebrandt, direttore esecutivo della filiale della Cina settentrionale della Camera di commercio tedesca.

“È positivo che il governo si sia astenuto dall’aggiungere oneri burocratici alle aziende come obblighi di segnalazione e notifica, stress test o misure di screening degli investimenti in uscita. Tuttavia, alcune aziende tedesche avevano sperato che la strategia fornisse un quadro più ampio per la cooperazione piuttosto che concentrarsi solo sulla riduzione del rischio”, ha aggiunto.

Berlino ha intanto promesso di adeguare gli elenchi dei prodotti soggetti a controlli sulle esportazioni alla luce dei nuovi sviluppi tecnologici, anche nel campo della sicurezza informatica e della tecnologia di sorveglianza. Il governo emanerà anche disposizioni in modo che i progetti di ricerca e sviluppo con la Cina “in cui è probabile il drenaggio della conoscenza” non siano supportati da fondi federali o solo a determinate condizioni, afferma il documento.

La partita politica e dei diritti tra Pechino e Berlino è iniziata

La strategia tedesca è durissima sui diritti umani, criticando Pechino per le “gravi” violazioni dei diritti degli uiguri nello Xinjiang così come per la situazione in Tibet e a Hong Kong, evidenziando “la situazione delle comunità etniche e religiose, e il significativo peggioramento della situazione delle difensori dei diritti umani”.

Il documento afferma che la Germania vuole coordinare la sua politica cinese con l’Ue e sostiene l’applicazione di sanzioni comunitarie contro Pechino “in caso di gravi violazioni dei diritti umani”. Su Taiwan, il testo sottolinea che “qualsiasi cambiamento dello status quo nello Stretto di Taiwan può avvenire solo pacificamente e di comune accordo”.

Fermezza politica e su temi delicati a livello internazionale e dei diritti, apertura cauta nel commercio: così cambia la relazione Germania-Cina, in un quadro geopolitico sempre più complesso e bellicoso nel quale, però, è difficile separarsi del tutto.