Gennaro Sangiuliano è ministro alla Cultura, chi è e cosa sappiamo su di lui

Luna Luciano

22/10/2022

24/01/2023 - 15:30

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Direttore del Tg2, laureato in giurisprudenza e autore di libri di storia. Gennaro Sangiuliano è il nuovo ministro alla Cultura del Governo Meloni. Ecco chi è e qual è il suo pensiero politico.

Gennaro Sangiuliano è ministro alla Cultura, chi è e cosa sappiamo su di lui

Il Governo Meloni è ormai al completo, venerdì 21 ottobre la prima premier donna ha annunciato la lista dei ministri che faranno parte del suo esecutivo.

Sarà un governo quasi esclusivamente politico e con pochi tecnici, cinque in totale, i quali sono comunque ideologicamente vicini ai valori del nuovo governo di centrodestra. Tra i tecnici troviamo anche il nome di Gennaro Sangiuliano come nuovo ministro alla Cultura.

Ex vicedirettore del Tg1 e poi direttore del Tg2, Sangiuliano è famoso per essere stato un inviato speciale in Bosnia, Kosovo e in Afghanistan.
Laureatosi in Giurisprudenza, Sangiuliano pure quando ha intrapreso la carriera giornalistica sembra non aver mai dimenticato la sua passione per la storia e per la politica.

Autore di numerosi libri di storia e attualità, Sangiuliano ora si appresta a lasciare la sua carica di direttore del Tg2, passando il testimone ad interim al vicedirettore anziano Carlo Pilieci. Le sue prime parole da nuovo ministro della Cultura hanno rimarcato il suo impegno politico: “Il mio motto sarà la canzone civile ‘All’Italia’ di Giacomo Leopardi”.

A questo punto è quanto ormai opportuno conoscere la formazione, la carriera e il pensiero politico del nuovo Ministro. Ecco tutto quello che c’è da sapere.

Gennaro Sangiuliano, chi è il ministro alla Cultura: la formazione

Classe 1962, Gennaro Sangiuliano, ora nuovo ministro alla Cultura, è nato a Napoli. Qui nella città partenopea ha portato avanti i suoi studi. Dopo aver concluso i suoi studi al liceo classico, si laurea in Giurisprudenza presso l’Università Federico II.

Coltiverà ancora la sua passione per gli studi spostandosi prima a Roma per frequentare il master in Diritto privato europeo all’Università della Sapienza. Ritorna poi a Napoli per un progetto di dottorato di ricerca in Diritto ed Economia, che porterà a termine con lode.

Intanto Sangiuliano inizia a interessarsi fin da subito alla politica e al mondo dell’informazione, che lo porteranno dopo anni a entrare nella Rai.

Chi è Gennaro Sangiuliano, la carriera: da direttore del Tg2 a ministro alla Cultura

Dopo aver completato la sua formazione, Sangiuliano comincia la sua carriera giornalistica, lavorando per Canale 8 e L’Opinione del Mezzogiorno; per passare pori a l’Indipendente, ottiene poi nel 1996 la direzione del quotidiano Roma, dove rimarrà fino al 2001. Numerose sono ancora le collaborazioni con i quotidiani nazionali, tra i più importanti: l’Espresso , il Sole 24 ore , il Foglio e Il Giornale.

In tutto questo tempo Sangiuliano non dimentica la politica, candidandosi alle elezioni del 2001, senza essere eletto. Nel 2003 la svolta: Sangiuliano approda alla Rai, lavorando al Tgr, diventando caporedattore passa poi al Tg1, per il quale ricoprirà il ruolo di inviato speciale. Famoso per essere stato in Bosnia, in Kosovo e in Afghanistan, si distingue per le sue capacità di sintesi e di analisi del contesto politico internazionale.

Nel 2009 diventa vicedirettore del Tg1, poi direttore del Tg2 nel 2018. Ora, Sangiuliano si appresta a lasciare la redazione per ricoprire il ruolo di ministro alla Cultura.

Negli anni Sangiuliano si è dedicato anche alla sua passione per la storia, diventando autore di numerosi libri, tra i quali biografia di Giuseppe Prezzolini, finalista al Premio Acqui Storia, si dedica poi alla storia dell’antico impero dello zar di Russia, fino ad aver pubblicato una trilogia di biografie di Vladimir Putin, Hillary Clinton e Donald Trump. I l suo ultimo libro, nel 2019, racconta invece la biografia di Xi Jinping.

Gennaro Sangiuliano, nuovo ministro alla Cultura: impegno e pensiero politico

Per quanto si possa identificare Sangiuliano come ministro “tecnico”, il nuovo ministro alla Cultura ha sempre avuto stretti rapporti con le destre, avvicinandosi negli ultimi anni al partito di Meloni.

Ma vediamo il suo percorso politico e ideologico. Fin da giovane Sangiuliano militò tra le file di Fronte della Gioventù, l’organizzazione giovanile del Movimento Sociale Italiano (MSI), movimento di estrema destra d’ispirazione neofascista, dichiaratosi poi post-fascista.

È stato consigliere circoscrizionale del MSI-Destra Nazionale nel quartiere di Soccavo di Napoli. Si candida nel 2001, senza essere eletto, alle elezioni politiche nella lista della Casa delle Libertà, coalizione del centrodestra.

Data la sua netta posizione verso il centrodestra, Sangiuliano negli ultimi anni ha spesso ricevuto critiche per il “forte orientamento politico dato al telegiornale”, come riportato anche da Il Post.

Alla nomina di ministro della Cultura, Sangiuliano si è detto pronto a ricoprire tale carica. Per lui la cultura è sempre stato il suo primo “alimento”: “sono orgoglioso di possedere una biblioteca di 15.000 libri nella mia casa e di aver condiviso la mia conoscenza con molti studenti nei 20 anni di insegnamento all’università”.

Stando alle ultime dichiarazione di Sangiuliano il suo motto sarà la canzone civile All’Italia di Giacomo Leopardi, recitando i primi versi: “O patria mia, vedo le mura e gli archi e le colonne e i simulacri e l’erme torri degli avi nostri, ma la gloria non vedo”. Ora non resta che attendere quali saranno i suoi provvedimenti e vedere se riuscirà nel suo intento di riportare la cultura italiana ai suoi “antichi fasti”.

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