Un ETF che paga ogni mese (ma con un prezzo da pagare)

Tommaso Scarpellini

12 Ottobre 2025 - 12:43

Un ETF che punta alla crescita ma rinuncia a parte dei guadagni per ottenere stabilità. Tra azioni USA e strategie su opzioni, il confine tra rischio e reddito diventa sorprendentemente sottile.

Un ETF che paga ogni mese (ma con un prezzo da pagare)

Ci sono strumenti che puntano alla crescita e altri che cercano rendita. Questo ETF di JPMorgan tenta una sintesi: offre esposizione alle azioni americane, ma con una strategia capace di generare reddito mensile anche quando i mercati sono turbolenti. Un approccio ibrido, che genera un flusso mensile derivante da una strategia ad opzioni su azioni ad alto potenziale di crescita. Eppure potrebbe non essere tutto oro quello che luccica. Infatti, la strategia ad opzioni ha un costo, in termini di mancato apprezzamento del capitale. Ecco cosa c’è da sapere.

Cosa devi sapere

Il JPM US Equity Premium Income Active UCITS ETF è un fondo a gestione attiva che ha come riferimento l’indice S&P 500 Total Return Net. Si tratta del più noto indice azionario statunitense, che rappresenta le 500 maggiori società americane e considera anche i dividendi reinvestiti, offrendo così una visione più realistica della crescita complessiva. Tuttavia, questo ETF non si limita a copiarlo: lo utilizza come punto di partenza, costruendo un portafoglio selezionato di aziende che operano negli Stati Uniti, ma con la libertà di discostarsene quando serve.

L’obiettivo dichiarato è duplice: ottenere crescita del capitale nel lungo termine e, allo stesso tempo, distribuire reddito periodico agli investitori. Per riuscirci, il fondo utilizza una strategia chiamata covered call. In pratica, il gestore acquista azioni e contemporaneamente vende opzioni call, ossia contratti che danno a un altro investitore il diritto di comprare quelle azioni a un prezzo prestabilito. In cambio, il fondo riceve un premio immediato. È da questi premi che nasce la capacità del fondo di erogare dividendi ogni mese.

Il TER (Total Expense Ratio), cioè il costo annuo che l’investitore sopporta per la gestione, è pari a circa 0,35%, a cui si somma uno 0,10% di costi di transazione. Il totale, quindi, si aggira intorno allo 0,45% annuo, un valore contenuto per una strategia così sofisticata e interamente gestita in modo attivo.

Il fondo è classificato come Articolo 6 SFDR, ovvero non ha finalità ESG specifiche. Il suo rischio sintetico è valutato a livello 4 su 7 oggi. È pensato per chi ha un orizzonte temporale di almeno cinque anni, coerente con la volatilità dei mercati azionari e con il tempo necessario affinché la strategia mostri i suoi effetti.

La valuta di riferimento è il dollaro americano (USD) e la distribuzione dei dividendi avviene mensilmente. Questo aspetto lo rende particolarmente interessante per chi desidera entrate regolari, ad esempio per integrare una rendita o per reinvestire in modo costante nel tempo.

Qualche considerazione in più

Questo ETF investe prevalentemente in large cap statunitensi, ossia le grandi aziende che rappresentano l’ossatura dell’economia americana: tecnologia, finanza, sanità, energia, beni di consumo. È un portafoglio costruito nel cuore del capitalismo globale, ma con una gestione dinamica.

La componente più caratteristica rimane quella delle opzioni call. Quando il fondo vende una call, incassa un premio che si traduce in reddito aggiuntivo. Ma, in cambio, rinuncia a una parte dei guadagni futuri se il mercato sale oltre un certo livello. È un compromesso: meno esplosività nei rialzi, ma maggiore stabilità nei rendimenti. È proprio questa “rinuncia” che permette di ridurre la volatilità e rendere il profilo del fondo più prevedibile.

Il prezzo dell’ETF è sensibile a vari fattori. Da un lato segue l’andamento delle azioni americane, dall’altro risente del livello di volatilità implicita nei mercati. Quando la paura cresce e gli investitori pagano di più per coprirsi dai rischi, i premi delle opzioni aumentano. Viceversa, in fasi di mercato troppo tranquille, i premi scendono e il contributo delle call al reddito si riduce.

Esempi pratici educativi

Per capire come funziona una strategia covered call, possiamo usare un esempio semplificato. Immaginiamo che il gestore possieda azioni di una grande società americana, come Apple. Decide di vendere un’opzione call con scadenza a un mese, che dà a un altro investitore il diritto di comprare le azioni a un prezzo leggermente superiore a quello attuale. In cambio, il fondo incassa un premio immediato.

Se alla scadenza le azioni restano sotto quel prezzo, l’opzione scade senza valore e il premio rimane nelle casse del fondo come reddito. Se invece le azioni salgono oltre la soglia, il fondo dovrà venderle a quel prezzo prefissato, rinunciando al guadagno ulteriore. In entrambi i casi, però, il premio ricevuto rappresenta una forma di entrata ricorrente che compensa eventuali fasi di lateralità del mercato.

Si parla infatti di strategia buy-write: acquistare titoli (“buy”) e vendere opzioni (“write”). È una tecnica che tende a dare il meglio in mercati laterali o moderatamente rialzisti, cioè quando i prezzi non si muovono troppo velocemente in una direzione.
Un aspetto educativo interessante è comprendere come questa strategia modifichi il profilo rischio/rendimento: non elimina i rischi, ma li distribuisce diversamente.

Rischi principali

Il principale rischio è naturalmente quello legato alle azioni sottostanti. Se il mercato americano scende bruscamente, anche il valore dell’ETF ne risente. In contesti di rialzo prolungato dei tassi d’interesse, l’ETF può incontrare difficoltà, perché i rendimenti obbligazionari più alti riducono l’attrattiva delle azioni e quindi dei fondi azionari. Al contrario, in un ambiente di tassi stabili o in calo, la strategia può trarre vantaggio dalla maggiore domanda di strumenti orientati al reddito.

È bene sapere che, se il mercato azionario registra forti rialzi improvvisi, la strategia di covered call tende a limitare la crescita: il fondo “cede” parte del guadagno potenziale in cambio del premio incassato. È il motivo per cui questo tipo di ETF risulta spesso più difensivo in fasi di euforia e più resiliente in fasi di incertezza.

DISCLAIMER
Le informazioni e le considerazioni contenute nel presente articolo non devono essere utilizzate come unico o principale supporto in base al quale assumere decisioni relative agli investimenti. Il lettore mantiene la piena libertà nelle proprie scelte d’investimento e la piena responsabilità nell’effettuazione delle stesse, poiché egli solo conosce la sua propensione al rischio e il suo orizzonte temporale. Le informazioni contenute nell’articolo sono fornite a mero scopo informativo e la loro divulgazione non costituisce e non è da considerarsi un’offerta o sollecitazione al pubblico risparmio.