FTX, la «riserva frazionaria» per le cripto e Paper Bitcoin: un processo da silenziare

Mauro Bottarelli

29 Dicembre 2022 - 09:21

Mentre Bankman-Fried attende il processo a casa dei genitori, i media paiono colti da amnesia. Perché alla base dello schema ci sarebbe una partita di giro pari al 24% del mining ufficiale del 2022

FTX, la «riserva frazionaria» per le cripto e Paper Bitcoin: un processo da silenziare

Un silenzio tombale. Quello calato sulla vicenda di Sam Bankman-Fried e sul collasso di FTX non può che essere definito tale. L’ultima notizia che i media hanno sentito il dovere di riferire ai cittadini è quella relativa ai 250 milioni di cauzione pagati dall’ex guru delle criptovalute al suo arrivo negli Usa, in modo da poter attendere comodamente a casa dei suoi genitori a Palo Alto, in California, che la giustizia faccia il suo corso. Contornato da guardie private armate fino ai denti.

E se l’udienza preliminare è attesa per il 3 gennaio di fronte a una Corte federale di New York, appare interessante notare subito come la giudice originariamente assegnata al caso, Ronnie Abrams, abbia dovuto ricusare se stessa, perché sposata con il titolare di un’azienda che nel 2021 collaborò con FTX. Strane coincidenze. O tentativi. In compenso, ancora più interessante della nuova nomina alla Corte distrettuale di Lower Manhattan, è questo:

in straordinaria - e casuale, ovviamente - quasi contemporanea con il pagamento della cauzione milionaria di Bankman-Fried, ecco che i conti della Alameda Wallets, la cassaforte delle schema Ponzi di FTX, paiono tornati attivi. Trasferimenti di fondi, a soli due giorni dal rilascio del patron. Non vi pare una notizia?

Meglio farci il callo, l’ordine di scuderia sulla vicenda è uno solo: evitare clamori. Soprattutto, evitare che venga alla luce quale fosse la base - legalissima - sulla quale Sam Bankman-Fried ha costruito il suo impero della truffa. Il cosiddetto paper Bitcoin, ovvero l’applicazione cripto del principio di riserva frazionaria delle banche. Tradotto, la natura di per sé a rischio di deriva establishment delle piattaforme di negoziazione cripto. E, soprattutto, il doppio gioco del Sistema.

Qual è infatti il principio su cui si è basato il successo delle crypto-exchanges? La gente, dopo mesi e mesi di tentazioni e riflessioni, decide di comprare Bitcoin. Ma ne sa poco. E, soprattutto, teme per la sicurezza della loro custodia. Che fare, quindi? Affidarsi agli esperti che le piattaforme ingaggiano e stipendiano al fine di far dormire sonni tranquilli ai detentori di quei Bitcoin o affini. Di fatto, la logica dei risparmi in banca e non sotto il materasso o la mattonella.

Ma siccome l’occasione fa l’uomo ladro, Sam Bankman-Fried ha deciso di applicare il principio di sussidiarietà a quel mondo borderline: tutto ciò che non è esplicitamente vietato è implicitamente lecito. Ed ecco che quei Bitcoin affidatogli da ignari e fiduciosi clienti non restano nella piattaforma ma escono e vanno altrove, generandogli un profitto. Hedge funds e chiunque li voglia, il mercato ottiene ciò che chiede. E il cliente non sa nulla, poiché logandosi alla crypto.exchange vede il suo conto con tutti i coins al loro posto.

Il principio? Semplice: talmente alto è l’interesse da rendere minuscolo il rischio di redemptions di massa. E se nessuno vuole prelevare, nessuno si accorge dello scoperto. Il problema? Sostanziale. In questo modo, il cliente è detentore di un diritto su un Paper Bitcoin detenuto dalla piattaforma ma non più, almeno all’atto pratico, del Bitcoin reale. Il quale circola liberamente per il mercato. A sua insaputa. E operando al fine di mantenere soppresse artificialmente le valutazioni delle criptovalute, poiché il loro prestito genera offerta supplementare.

Sapete cosa non si deve sapere su FTX e la sua epopea fraudolenta, soprattutto? Le stime ritengono che solo nell’ultimo anno con questo metodo abbia generato qualcosa come 80.000 Paper Bitcoin nei suoi bilanci. Ovvero, coins detenute dai clienti ma non garantite da reale criptovaluta in detenzione. Si tratta del 24% dei circa 330.000 nuovi bitcoins creati nel medesimo arco temporale, almeno stando alle previsioni ufficiali di mining. Tradotto, manipolazione.

Esattamente come accade con la liquidità delle Banche centrali. Esattamente come accade con i futures su oro e argento rispetto alle reali detenzioni a garanzia presenti dei caveau del Comex. Ecco il peccato originale, la lettera scarlatta che renderà il processo contro San Bankman-Fried e FTX il meno mediatico del secolo: mentre discuteva di regolamentazione e potenziale messa al bando, il Sistema usava le criptovalute come alternativa alla manipolazione tradizionale.

Il terrore di fondo? Eccolo:

Percentuale per area geografica del global asset portfolio di investimento Percentuale per area geografica del global asset portfolio di investimento Fonte: IMF/Goldman Sachs

la possibilità che qualcuno, nel corso del processo e con l’emergere dei particolari, sposti un pochino il focus dell’intera vicenda. E decida di lasciar perdere per un istante il dito dei Bitcoin alle Bermuda e cominci a fare qualche domanda rispetto alla Luna delle valute fiat alle Cayman, una magnitudo di differenza da 20x. E, soprattutto, epicentro globale del follow the money per trovare il vero crimine finanziario. Altro che l’argent de poche del Qatargate.