La Francia critica l’Italia. «È un nuovo paradiso fiscale»

Alessandro Nuzzo

2 Maggio 2026 - 15:00

Sempre più stranieri decidono di trasferirsi in Italia. Tra i motivi oltre al clima, il paesaggio e al cibo c’è anche la tassazione agevolata. In crescita quelli proveniente d’Oltralpe.

La Francia critica l’Italia. «È un nuovo paradiso fiscale»

Sono sempre di più gli stranieri facoltosi che decidono di trasferirsi in Italia, e questo trend è in crescita anche negli ultimi mesi, complice l’aumento delle tensioni geopolitiche che si stanno verificando in Medio Oriente e in altre aree del mondo. Anche zone come gli Emirati Arabi, che negli ultimi anni sono state una meta molto ambita grazie a un regime fiscale particolarmente favorevole, stanno perdendo parte della loro attrattività.

Chi sceglie di trasferirsi in Italia lo fa per il clima, per il cibo e per la qualità della vita, ma c’è un altro fattore che sta diventando sempre più determinante: il sistema fiscale. Da diversi anni, infatti, l’Italia offre un regime fiscale vantaggioso per chi decide di spostare la propria residenza nel Paese, soprattutto se dispone di patrimoni rilevanti. Si tratta di una sorta di flat tax che consente agli stranieri di pagare un importo fisso ogni anno, indipendentemente dal reddito prodotto all’estero.

Come funziona la flat tax per gli stranieri

Il meccanismo è relativamente semplice: chi trasferisce la residenza fiscale in Italia e non vi ha risieduto nei nove anni precedenti può optare per un’imposta sostitutiva forfettaria sui redditi di fonte estera. In altre parole, che si guadagni un milione o cinquanta milioni di euro all’anno fuori dall’Italia, l’importo dovuto resta invariato. Il regime è stato introdotto con la legge di bilancio del 2017 e successivamente modificato: inizialmente l’imposta era fissata a 100.000 euro annui, poi è stata aumentata a 200.000 e da quest’anno è stata portata a 300.000 euro per il contribuente principale. A questo si aggiunge la possibilità di estendere il regime ai familiari, con un’imposta aggiuntiva di 50.000 euro ciascuno.

L’opzione può essere esercitata con la prima dichiarazione dei redditi presentata in Italia, si rinnova automaticamente ogni anno e può durare fino a 15 periodi d’imposta, con la possibilità di revoca in qualsiasi momento. I redditi prodotti in Italia restano invece soggetti alla tassazione ordinaria, che per gli scaglioni più alti può arrivare al 43%. Tuttavia, chi aderisce alla flat tax beneficia anche di ulteriori vantaggi: è esonerato dall’obbligo di dichiarare investimenti e immobili detenuti all’estero, non paga imposte patrimoniali sugli asset esteri e, in materia di successione e donazione, l’imposta si applica solo sui beni localizzati in Italia.

Questo regime sta attirando un numero crescente di stranieri benestanti e, in particolare, sempre più cittadini francesi. È noto che l’Italia non gode di grande considerazione in Francia, e per questo oltralpe c’è chi accusa il nostro Paese di essersi trasformato in un nuovo paradiso fiscale. Tuttavia, se si confrontano i due sistemi, è facile capire le ragioni di questo flusso migratorio.

La differenza con la pressione fiscale in Francia

La pressione fiscale francese è infatti più elevata e, soprattutto, meno prevedibile. Negli anni il governo ha ridimensionato l’imposta patrimoniale, ma chi possiede grandi patrimoni immobiliari continua a essere fortemente penalizzato. A ciò si aggiungono la taxe foncière, ovvero l’imposta annuale sulla proprietà, e un sistema di aliquote che cresce rapidamente al salire del reddito.

Sempre più francesi con patrimoni significativi stanno quindi guardando oltre le Alpi. Secondo gli operatori del settore, le richieste di consulenza per trasferirsi in Italia sono in costante aumento. Non si tratta solo di milionari: tra i nuovi arrivati ci sono imprenditori che hanno venduto la propria azienda, proprietari di immobili e investitori che percepiscono dividendi dall’estero. Per molti di loro, la convenienza è evidente: su un reddito estero di due milioni di euro annui, la flat tax italiana da 300.000 euro equivale a un’aliquota effettiva del 15%, mentre in Francia la stessa cifra sarebbe tassata fino al 45%.

Non è soltanto una questione economica, ma anche di certezza normativa. In Francia le regole fiscali cambiano frequentemente e le elezioni presidenziali del 2027 aumentano l’incertezza sul futuro. In Italia, invece, chi ha già trasferito la residenza prima del 31 dicembre 2025 resta tutelato dalle modifiche successive e continua a pagare 200.000 euro anziché 300.000.

La città che più sta beneficiando di questo fenomeno è Milano. Il capoluogo lombardo sta vivendo un vero boom di residenti facoltosi attratti dalla flat tax. Questo afflusso ha avuto effetti significativi sul mercato immobiliare, con una domanda crescente di immobili di lusso e prezzi in continuo aumento. Non a caso, in alcune delle zone più esclusive del centro i valori al metro quadro si stanno allineando a quelli di città come Londra e Parigi. Roma, invece, continua ad attrarre soprattutto chi cerca qualità della vita, storia e un ritmo più lento.

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