Foto e selfie: le regole per lo scatto perfetto

13 Agosto 2022 - 09:57

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La fotografa Sara Galimberti spiega in esclusiva a Money.it trucchi e segreti per immortalare al meglio i nostri momenti felici

Foto e selfie: le regole per lo scatto perfetto

Ormai non ne possiamo più fare a meno. A casa o al ristorante, da soli o con amici, nel tempo libero o al lavoro, la tentazione di scattare o scattarsi una foto per condividerla sui social è ormai irresistibile. Una tendenza che, complici gli smartphone di ultima generazione, coinvolge tutti, senza distinzione di sesso ed età.

Ma quali sono le regole per lo scatto perfetto? Lo abbiamo chiesto a Sara Galimberti, fotografa, che nella sua carriera ha avuto la possibilità di immortalare alcuni dei personaggi più amati del piccolo e grande schermo, come Manila Nazzaro, Roberta Morise, Gabriel Garko, Elisa Silvestrin.

Sara, basta aprire i social per rendersi conto che i selfie e la fotografia in generale hanno assunto un’importanza sempre maggiore nella nostra vita quotidiana. Che si tratti di un piatto, di un paesaggio o di un ritratto a tutti noi capita di voler condividere con un’immagine il nostro vissuto. Come spieghi questa tendenza? Voglia di “esserci” o voglia di condividere?

«Direi entrambe. Quando è vissuta con leggerezza e in modo non troppo ossessivo, questa tendenza rappresenta un modo per condividere o mandare un messaggio. Senza dimenticare che esistono anche situazioni nelle quali il contatto attraverso i social, per chi è impossibilitato ad averne di reali (magari per via della distanza fisica), rappresenta un modo per non isolarsi.

In altri casi, invece, la spasmodica e quasi ossessiva condivisione di ogni momento della vita reale nasconde un’intrinseca insicurezza e voglia di conferme da parte del pubblico social e in questo senso voglia di “esserci” per non passare inosservati.

È questo, a mio avviso, un effetto negativo dei social, che il più delle volte hanno distorto la realtà e confuso i piani virtuale e reale, creando dei falsi miti e delle false percezioni».

Per realizzare foto perfette serve per forza una attrezzatura costosa?

«La scelta dell’attrezzatura dipende dal livello di racconto che si intende fare. Se si fotografa per professione è chiaro che sarà necessario munirsi dell’attrezzatura più performante e tecnicamente avanzata per garantire una professionalità al racconto fotografico.

Se invece si fotografa per piacere personale si può usare una macchina fotografica più economica e, ovviamente, anche un buon cellulare».

In effetti oggi molti usano il cellulare per scattarsi foto. Esistono però anche in questo caso delle regole da seguire. Partiamo dalla fotocamera: meglio usare quella anteriore o posteriore?

«Dipende dal modello di cellulare. Se si usa un cellulare di ultima generazione e con una buona ottica, a mio avviso si possono usare entrambe le fotocamere. Se invece abbiamo un cellulare non molto recente meglio sempre usare la fotocamera posteriore.

La fotocamera anteriore ha il vantaggio di permettere al soggetto di guardare in diretta l’inquadratura e lo scatto in anteprima, ma in linea generale quella posteriore garantisce sempre una maggiore risoluzione».

Fotografa Fotografa Tra gli scatti più famosi di Sara Galimberti ci sono molti personaggi di cinema e televisione

Quanto è importante avere l’illuminazione giusta? E se si è in controluce è meglio usare il flash?

«L’illuminazione giusta è fondamentale per ottenere uno scatto tecnicamente perfetto. Mentre in studio per un fotografo professionista tutto può essere controllato e regolato attraverso l’utilizzo dei flash appositi, in esterna è importante tenere a mente alcuni aspetti:

  • evitate di scattare a luce piena, nelle ore diurne, con il sole ancora molto alto e forte. Negli shooting in esterna un cielo semi-coperto è spesso l’ideale per noi fotografi. Inoltre bisognerebbe cercare di ottenere uno scatto né troppo sovraesposto (scatto bruciato, cioè con troppa luce) né troppo sottoesposto (scatto con poca luce tanto da sembrare buio);
  • se si vuole ottenere un effetto di controluce bisogna fare in modo di avere la sorgente luminosa di fronte alla fotocamera, posizionando il soggetto in modo da far avere alle sue spalle la sorgente luminosa;
  • ci sono controluce artistici definiti “silhouette” che hanno volutamente l’effetto di mostrare solo il contorno del soggetto. Ma se vogliamo raccontarlo in modo nitido, e ci troviamo in una situazione di controluce, ci può venire in aiuto il flash;
  • utilizzando il flash sul soggetto avremo un effetto di annullamento parziale dello sfondo, mentre il soggetto in primo piano sarà perfettamente in luce. Questo se usiamo un cellulare.
  • Se invece usiamo una macchina fotografica reflex più o meno professionale o anche professionale, basterà regolare i valori di diaframma, tempi ed Iso per ottenere uno scatto tecnicamente corretto e con soggetto illuminato senza perdere lo sfondo e/o senza necessariamente usare il flash».

Nel caso di un selfie, dove è meglio guardare?

«Nel caso di un selfie si consiglia sempre di posizionare il telefono in modo rialzato rispetto al soggetto, portando l’obiettivo leggermente più in alto della prospettiva degli occhi. Meglio sempre allontanare il telefono dal volto il più possibile, per evitare un effetto deformante del viso.

Meglio evitare anche la cosiddetta Duck Face con le labbra a papera. È preferibile piuttosto socchiudere le labbra e assumere un’espressione naturale.

Inoltre l’ideale sarebbe cercare di allungare un po’ il collo e abbassare le spalle per avere una corretta postura d’insieme e guardare verso l’ottica della fotocamera per stabilire una comunicazione più diretta e incisiva, a meno che non ci sia la volontà di guardare altrove per comunicare volutamente qualcosa di diverso.

Personalmente io apprezzo molto i selfie naturali e spontanei senza troppe costruzioni».

Dove è meglio posizionarsi all’interno dell’inquadratura?

«Per la posizione del soggetto all’interno dell’inquadratura è bene seguire la cosiddetta regola dei terzi. Bisogna immaginare il rettangolo dell’immagine inquadrata attraversato da due linee verticali e due orizzontali e prendere come fuoco gli incroci tra le linee.

Per ottenere uno scatto più interessante è sempre meglio evitare di posizionare il soggetto al centro dell’inquadratura, meglio tendere verso destra o verso sinistra rispetto alla linea centrale».

Tu sei una fotografa professionista e nella tua carriera hai avuto modo di immortalare alcuni dei volti più amati e conosciuti di cinema e Tv. Ci racconti qualche aneddoto o qualche incontro che ti ha piacevolmente colpito?

«Ho avuto la fortuna di vivere tutte belle esperienze e devo dire che ricordo con piacere ogni servizio fotografico perché ognuno, a suo modo, mi ha lasciato qualcosa. Al di là del personaggio ho cercato sempre di conoscere la persona e l’anima che avevo di fronte e, laddove è stato possibile, anche di stabilire una connessione molto prima di scattare.

Mi è capitato di incontrare artisti umili che si sono concessi al mio obiettivo con molta disponibilità e divertimento. Un’emozione recente sicuramente è stata poter immortalare due premi Oscar come Danny Glover e Murray Abraham, ma in generale ogni esperienza è stata per me significativa e importante».

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