Forex: crollo Sterlina e Euro, abbiamo raggiunto il limite?

David Pascucci

26/09/2022

02/12/2022 - 15:03

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Durante la notte abbiamo assistito al crollo delle majors, il tutto a favore del dollaro americano.

Forex: crollo Sterlina e Euro, abbiamo raggiunto il limite?

Un vero e proprio flash crash quello che è avvenuto stanotte sul mercato valutario, un crollo che ha portato euro e sterlina a fare nuovi minimi assoluti e a guidare un ulteriore rafforzamento del dollaro, un movimento assolutamente pericoloso qualora dovesse proseguire anche nel lungo periodo. La situazione è ancora in fase di studio, ma di base sembra che il limite di sopportazione della forza del dollaro sia stato raggiunto proprio con questo movimento, una vera e propria assurdità a livello macroeconomico. Nel frattempo i mercati azionari proseguono con dei movimenti tendenzialmente ribassisti pur tentando delle timide reazioni dai minimi.

Il Flash Crash nella notte

Sono le 2:00 e il mercato valutario ha già aperto da 2 ore con le negoziazioni in Nuova Zelanda e Australia, tutti in attesa dell’apertura del cash giapponese con le negoziazioni del Nikkei, il più importante indice asiatico come riferimento per il mondo finanziario occidentale. Il mercato azionario nipponico apre e il mercato valutario sembra essere tranquillamente stabile sui livelli di chiusura di venerdì, quindi non c’era nulla di cui preoccuparsi. I problemi iniziano intorno alle 2:30 quando il mercato valutario fa nuovi minimi, sia su EurUsd che su GbpUsd.

Da quel momento in poi, tutta la potenza del dollaro viene alla luce proprio sul cambio britannico con un crollo veramente importante se consideriamo che l’oscillazione fatta in circa 30 minuti è stata del 4%. Un vero e proprio flash crash che ha coinvolto in parte anche EurUsd che fa ulteriori nuovi minimi perdendo “solamente” un 1,5% portandosi in area 0,9550, nuovi minimi storici per questo cambio. Livelli che non avremmo mai immaginato per questo mercato valutario e che mai avremmo pensato potessero essere raggiunti in così poco tempo. In tutto ciò, la sterlina ha toccato i minimi in area 1,0360, livelli impensabili fino a qualche settimana fa. La situazione sta diventando, non solo ingestibile, ma anche pericolosa per le dinamiche di lungo periodo.

Le cause del crash

Ancora non si hanno notizie certe riguardo episodi di “fat finger”, ossia ordini di vendita pesanti da parte di traders. Unica possibilità da considerare è il fatto che a livello tecnico, molti operatori non erano attivi in quella sessione di mercato, pertanto il mercato ha trovato un vero e proprio vuoto sui book che ha portato le quotazioni a non essere supportate proprio per la mancanza di compratori.

Questo shock di mercato è stato cruciale per portare la sterlina a nuovi minimi assoluti, mentre l’euro ha seguito lo stesso sentiero di ribasso ma con entità assolutamente più contenute. Mentre la sterlina crolla del 4%, euro è crollato dell’1,5%, in contemporanea lo Yen ha veramente risentito molto poco di questa oscillazione di mercato rimanendo esente da questo shock. Gli analisti, almeno per il momento, non hanno fornito alcuna causa riconducibile a episodi speculativi di rilievo e manipolazioni di mercato (improbabili sul Forex), pertanto rimaniamo dell’idea che sia stato semplicemente un crollo dovuto a una mancanza importante di compratori su determinati livelli.

Sterlina Flash Crash Sterlina Flash Crash Timeframe a 5 minuti

Cosa aspettarsi ora?

Stiamo raggiungendo il limite. Il problema risiede nel fatto che una valuta con un così basso potere sul mercato alimenta l’inflazione ma allo stesso tempo riduce il costo del debito futuro che proprio gli UK dovranno affrontare in merito al taglio delle aliquote fiscali promosso dal nuovo governo e in questo contesto i Gilts (titoli decennali degli UK) hanno aumentato i loro rendimenti andando oltre il 4%.

Il problema del dollaro forte potrebbe non esaurirsi a breve, pertanto il mese di settembre sembra tecnicamente compromesso ed eventuali rimbalzi contro il dollaro potrebbero essere visibili da ottobre senza escludere eventuali interventi delle banche centrali direttamente sul mercato, così come ha fatto il Giappone qualche giorno fa intervenendo direttamente sul cambio UsdJpy.

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