Fondo perduto decreto Ristori, attività stagionali a rischio esclusione

Fondo perduto per attività stagionali, il rischio di esclusione dal decreto Ristori è dovuto al mese preso in considerazione per verificare il calo di fatturato: ad aprile molte strutture non avevano ancora aperto.

Fondo perduto decreto Ristori, attività stagionali a rischio esclusione

Fondo perduto per le attività stagionali, la normativa del decreto Ristori potrebbe escluderle per le tempistiche di riferimento del calo del fatturato.

Il mese di riferimento è lo stesso preso in considerazione dal decreto Rilancio, ovvero i corrispettivi di aprile 2020 rispetto allo stesso mese del 2019.

Qual è il problema? Molte attività stagionali potrebbero non rientrare nei parametri per caratteristiche fisiologiche: vediamo perché.

Fondo perduto decreto Ristori, attività stagionali a rischio esclusione

I nuovi contributi a fondo perduto del decreto Ristori sono tra le misure messe i campo dal Governo per dare un sostegno economico alle attività interessate dalle restrizioni contenute nel DPCM del 24 ottobre.

Il meccanismo, nel complesso, è più generoso di quello precedente del decreto Rilancio, considerato che nella maggior parte dei casi considerati verrà corrisposto un contributo dal 100% al 400% di quello corrisposto in precedenza.

Le “basi” di partenza per il calcolo del contributo sono comunque poste dal decreto Rilancio, quindi il requisito rimane il calo del fatturato del 33% tra aprile 2020 rispetto ad aprile 2019.

Il problema è quindi fisiologico: molte attività stagionali, anche se rientranti come codice Ateco tra i beneficiari dei bonus del decreto Ristori, potrebbero essere comuqnue escluse.

Fondo perduto decreto Ristori per attività stagionali: l’esclusione su base “temporale”

Molte attività stagionali, infatti, ad aprile 2020 potrebbero non aver aperto per i più disparati motivi.

Ad aprile scorso, tra l’altro, molte attività potrebbero aver riscontrato problemi a riprendere la stagione lavorative proprio perché c’erano i precedenti DPCM ad impedirlo.

Come nota il Sole 24 Ore del 5 novembre, per il riconoscimento del nuovo bonus si prende in considerazione un calo riferito alla diminuzione di attività relativo ad un dato temporale scollegato rispetto al periodo di inattività (totale o parziale).

Questo significa che le attività stagionali che non hanno questo requisito, per qualsivoglia motivo, oltre ad essere rimasto già escluso dal contributo a fondo perduto del decreto Rilancio non potrà richiedere nemmeno i nuovi ristori, a prescindere dall’entità dei danni economici che sta subendo o che subirà nel corso del nuovo periodo di blocco dell’attività, sia essa totale o parziale.

La scelta di basarsi sul meccanismo del decreto Rilancio aiuta senza dubbio in termini di semplificazione e velocità nelle procedure di erogazione, eppure in questo modo vengono sacrificate migliaia di attività stagionali.

Si auspica quindi che il legislatore prenda seriamente in considerazione di cambiare i parametri di riferimento, almeno per le attività stagionali, in vista anche delle ulteriori restrizioni su base regionale in vigore dal 6 novembre al 3 dicembre.

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