Leonardo non decolla nonostante ordini record. Il futuro di Leonardo dipenderà da come Mariani saprà tradurre in risultati tangibili l’eredità di Cingolani in un contesto globale sempre più complesso
Nel pieno di un contesto geopolitico che continua a premiare il settore della difesa europea, Leonardo rappresenta uno dei casi più emblematici di Piazza Affari: fondamentali solidissimi, backlog storico e posizionamento strategico di prim’ordine, ma un titolo che a giugno paga un arretramento significativo, collocandosi tra i più deboli del FTSE MIB con un calo del 4-5% da inizio mese e circa il 20% dai massimi di marzo oltre i 66 euro. Oggi quota intorno ai 51-53 euro, con una capitalizzazione di circa 30 miliardi.
La transizione al nuovo amministratore delegato Lorenzo Mariani, insediatosi formalmente l’8 maggio dopo la conclusione del mandato di Roberto Cingolani, ha introdotto un elemento di cautela tra gli investitori.
Nonostante Mariani sia un manager interno di lunga esperienza – ex co-direttore generale e già alla guida di MBDA Italia – il mercato ha applicato un “risk premium” sulla governance, penalizzando il titolo proprio nel momento in cui i risultati operativi confermavano la solidità del percorso avviato sotto Cingolani. [...]
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