Foglie nel giardino del vicino: come fare

Caterina Gastaldi

1 Settembre 2022 - 15:23

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Quando le foglie e i rami dei propri alberi finiscono nel giardino del vicino chi è che ha il dovere e il diritto di occuparsene?

Foglie nel giardino del vicino: come fare

Occuparsi del proprio giardino e degli alberi può essere un hobby piacevole, ma le piante del proprio cortile comportano anche diverse responsabilità nei confronti del prossimo, di cui è importante essere consapevoli. Questo non significa che i vicini possano fare richieste di ogni genere, infatti, anche nel caso in cui cadessero delle foglie nei giardini confinanti, non è detto che i proprietari di questi possano agire in qualche modo.

Per evitare questioni, e andare a rovinare i rapporti con i propri vicini, il primo passo è sicuramente quello di rispettare le regole previste, il secondo è di mantenere aperta una conversazione, in modo da poter risolvere pacificamente qualsiasi problema. Di seguito quindi tutto ciò che è necessario sapere per gestire ogni eventualità.

Le distanze da rispettare

Il modo migliore per evitare problematiche, è sempre quello di prevenirle. Per questo, nel caso in cui si fosse proprietari di un immobile con giardino e si desiderassero piantare degli alberi, sarà opportuno farlo rispettando le distanze minime dal confine dettate dalla legge. Queste variano a seconda della tipologia di albero e dalla presenza o meno di un muro divisorio, pubblico o privato che sia. In presenza di un muro, infatti, le distanze non è necessario che vengano tenute in considerazione, a patto che le piante siano tenute a un’altezza inferiore a quella del muro stesso.

Ecco quindi le regole di cui tenere conto, considerando anche la distanza in questi casi viene misurata a partire dalla linea di confine, fino alla base esterna del tronco dell’albero nel tempo della piantagione, o dalla linea stessa al luogo dove fu fatta la semina:

  • è richiesto che alberi ad alto fusto vengano piantati minimo a tre metri di distanza dal confine. Per alberi ad alto fusto si intendono quelli il cui fusto sorge a un’altezza notevole, come noci, querce, o cipressi;
  • per gli alberi considerati non ad alto fusto, quindi il cui fusto, sorto ad altezza non superiore a tre metri, si diffonde in rami, è richiesta una distanza minima di un metro e mezzo dal confine;
  • infine, in caso di viti, arbusti, siepi vive, le piante da frutto di altezza non maggiore di due metri e mezzo, la distanza minima da rispettare è di mezzo metro. Questa regola è valida per quasi tutte le piante da siepe, tranne che per casi particolari come l’ontario o il castagno. In situazioni del genere, la distanza è comunque di un metro.

Per quanto queste siano le regole generali, i diversi comuni possono scegliere di variare o modificarle. Per questo sarebbe opportuno informarsi all’ufficio apposito.

I doveri del proprietario

Quando vengono rispettate le regole relative alle distanze, nessuno può impedire a qualcuno di piantare o seminare alberi. Tuttavia questo non significa che non si abbiano doveri a proprio carico. Nello specifico, pur non essendo esplicitamente richiesto dalla legge, il buon senso richiede che gli alberi non vengano messi in posizioni che possano portare sconforto al vicino.

Per esempio, tenendo sempre conto del fatto che una pianta tenderà a crescere e allargarsi, sarà opportuno provare a evitare di posizionarla troppo vicino a grondaie o scarichi, propri o altrui, per evitare che questi si intasino per via della caduta di foglie o rami.

In generale il proprietario ha il dovere di eseguire sempre una corretta manutenzione del suo verde, con potature regolari che evitino, per quanto possibile, inconvenienti per i vicini. La Cassazione infatti si è espressa riguardo alla questione delle foglie nei giardini altrui e, tenendo conto che si tratta di un processo naturale da parte delle piante, non c’è nulla che il proprietario di un albero possa fare per impedirlo, quando questo è mantenuto a dovere.

Al contrario, se i rami dell’albero si espandessero nella proprietà privata altrui, andando ad arrecare danni, come spostando le tegole o intasando le grondaie il proprietario della pianta dovrà:

  • risarcire il vicino per i lavori necessari a sistemare i danni;
  • potare l’albero, per quanto possibile, in modo che non arrechi disturbo;
  • mantenerlo potato e curarlo per evitare nuovi problemi.

Tollerabilità delle immissioni

Le foglie e i rami delle piante altrui che cadono nel proprio giardino sono considerate “immissioni”. Sotto questo termine ricadono diverse tipologie di cose, dal fumo, al rumore, fino ai prodotti fisici come, appunto, le foglie.

La legge prevede che non si possa richiedere ai propri vicini la totale eliminazione di immissioni, poiché effetto naturale delle diverse attività di un privato all’interno della sua proprietà. Tuttavia queste devono rimanere entro dei limiti di tollerabilità. Questo concetto, per quanto semplice a prima vista, risulta invece di difficile determinazione qualora dovesse farsi riferimento a valutazioni di tipo soggettivo e personalistico.

In generale si intende il limite entro cui l’immissione in questione, pur comportando una parziale menomazione del godimento della proprietà, possa venire ritenuta accettabile. Va da sé che spesso, in caso di questioni da dirimere, è il giudice stesso a dare un suo parere al riguardo. Tuttavia è importante riconoscere che la Cassazione si sia già pronunciata in passato riguardo alla caduta di foglie nei territori altrui, non ritenendole un problema.

In pratica è dato per scontato che le foglie cadano dagli alberi ed essendo queste facilmente biodegradabili nonché una conseguenza di un effetto naturale, vengono generalmente considerate un’immissione tollerabile.

Diritto alla potatura e raccolta

Si ha sempre il diritto di richiedere la potatura dei rami di un albero quando questi sconfinano, tuttavia non si può mai procedere autonomamente in questo senso. Bisognerà rivolgersi prima al proprietario e, nel caso in cui questo non acconsenta, ci si potrà rivolgere all’autorità giudiziaria, che dovrà pronunciarsi al riguardo.

Anche nel caso in cui il giudice confermasse la necessità di procedere con la potatura, si potrà solo chiedere un rimborso delle spese al vicino, senza pretendere che sia lui direttamente a occuparsi di questi lavori. Il diritto alla potatura è quindi da considerarsi il diritto di richiederla.

Per quel che riguarda il diritto di raccolta, questo è relativo agli alberi da frutto i cui rami sconfinano nel proprio territorio e varia a seconda del Comune di appartenenza. Infatti in alcuni casi è consentito raccogliere direttamente i frutti dalla pianta, mentre in altri è previsto che si possano prendere solo quelli caduti a terra.

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