Fino a quando può essere prorogato lo stato di emergenza?

Isabella Policarpio

07/01/2021

14/01/2021 - 11:26

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Fino a quando può essere prorogato lo stato di emergenza e quante sono le proroghe possibili è stabilito da una legge ordinaria. Negli ultimi anni, la sua durata è stata raddoppiata. Scopriamo perché.

Fino a quando può essere prorogato lo stato di emergenza?

Per quanto tempo ancora durerà lo stato di emergenza e quante sono le proroghe possibili? Sono domande più che lecite, dato che il premier Conte sta valutando una nuova proroga fino a luglio.

La durata massima dello stato di emergenza è stabilita dalla legge numero 225/1992 con cui venne istituita la protezione civile e che disciplina le ipotesi di emergenza nazionali e regionali.

Per tutta la durata dell’emergenza, il governo e la protezione civile concentrano nelle loro mani diversi poteri “eccezionali”, in deroga alle procedure ordinarie, per assicurare l’intervento più rapido possibile, mettendo da parte l’iter di approvazione delle leggi che, normalmente, passa per il parlamento.

Per questa ragione, lo stato di emergenza non può durare per sempre: 12 mesi al massimo, prorogabili per lo stesso termine se le condizioni di emergenza persistono.

Vediamo cosa dice la legge al riguardo.

Quante volte il Governo può prorogare lo stato di emergenza?

Questa la domanda che negli ultimi giorni accomuna molti cittadini. Lo scorso 7 ottobre 2020 il Consiglio dei Ministri ha deliberato una proroga - la seconda - fino al 31 gennaio 2021, due mesi e mezzo in più rispetto alla scadenza originaria. E adesso non si esclude una proroga ulteriore, chi dice fino a marzo e chi, addirittura, fino alla fine di luglio.

Ma qual è il limite stabilito dalla legge e fino a quando può durare ancora la situazione emergenziale?

Legalmente lo stato di emergenza nazionale può avere una durata massima di 12 mesi, estendibile - se ve ne è la necessità - per ulteriori 12 mesi.

Ciò significa che, nella peggiore delle ipotesi, il nostro Paese potrebbe essere sotto emergenza fino a gennaio 2022, in sostanza per due anni complessivi.

La durata massima e la procedura di proclamazione e fine dello stato di emergenza sono disciplinate dalla legge ordinaria n. 225/1992, che, nella sua prima versione, riportava come termine massimo 180 giorni prorogabili per altri 180 giorni. Un lasso di tempo inferiore alla durata attuale. Come mai?

La norma è stata oggetto di una riforma nel 2018 (con il decreto legislativo n.1 del 2 gennaio) che ne ha raddoppiato l’estensione temporale: 12 mesi prorogabili per ulteriori 12 mesi, sempre che lo stato di necessità persista.

Quindi, ad oggi, lo stato di emergenza può essere prorogato fino a 2 anni senza alcuna limitazione riguardo al numero di proroghe e alla loro estensione temporale (poche settimane ciascuna o diversi mesi).

Molti esponenti della politica e del mondo accademico contestano il largo uso della decretazione d’urgenza del nostro Paese, cosa che ha come conseguenza il susseguirsi di numerosi decreti legge e DPCM e l’indebolimento dei procedimenti democratici. Ma, nonostante le critiche, negli ultimi anni il numero di proroghe possibili e la sua durata massima risultano raddoppiati.

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