FinecoBank sale con le banche dopo le midterm USA, alla vigilia dei conti dei nove mesi

FinecoBank guadagna il 4,14% a 22,14 euro alle 13:34, meglio delle altre reti del risparmio gestito, sostenuta dal rally delle banche dopo le midterm USA e alla vigilia dei conti. Il titolo è appena sopra la media a 50 sedute (22,07 euro); più in alto gli ostacoli sono a 22,52 e 22,64 euro.

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di Ufficio Studi Money.it 0 Commenta

Corre anche FinecoBank nella seduta che a Piazza Affari premia le banche dopo il voto di midterm negli Stati Uniti. Alle 13:34 il titolo passa di mano a 22,14 euro, il 4,14% sopra i 21,26 euro della chiusura di ieri, dopo aver toccato un massimo a 22,22 e un minimo a 21,43. Nello stesso momento il FTSE MIB sale del 2,10% a 50.991 punti.

Notizie proprie, oggi, non ce ne sono. A muovere il titolo è il clima del settore, a cui si somma un appuntamento ravvicinato: il Consiglio di amministrazione esamina oggi i conti dei primi nove mesi, che il mercato vedrà domani.

Nel risparmio gestito nessuno fa meglio. Banca Mediolanum guadagna il 3,60% e Banca Generali il 2,62%, mentre Azimut, all’ultimo dato delle 13:31, segnava +2,47%. Per intensità il rialzo di Fineco ricorda piuttosto quello delle grandi banche: a fine mattinata, secondo Reuters, l’indice FTSE Italia Banche saliva del 4,5%. La spiegazione più probabile sta nel modo in cui la società guadagna.

Perché i tassi contano per Fineco

Fineco viene di solito accostata alle reti di consulenza, ma quasi metà dei suoi ricavi nasce dalla liquidità che i clienti tengono sul conto. Nel primo semestre 2026 il margine finanziario è arrivato a 339,4 milioni di euro, in crescita del 7,7%, su 713,8 milioni di ricavi totali. Come spiega il comunicato sui risultati del 30 luglio, a fare la differenza sono stati i volumi, che hanno più che compensato il calo dei tassi di mercato. Per l’intero anno la banca si aspetta un margine «in crescita grazie alla combinazione di raccolta positiva dei depositi e ai tassi di interesse di mercato più elevati».

Qui la seduta di oggi incrocia i conti di Fineco. Un trader citato da Reuters legge il voto così: con un Congresso a maggioranza democratica, la Casa Bianca avrebbe meno leve per spingere la Federal Reserve verso una politica più accomodante, e i tassi avrebbero più spazio per salire. Per le banche, che guadagnano di più quando il denaro costa di più, è una buona notizia. Il ragionamento nasce negli Stati Uniti, e chi si chiede come investire dopo il voto di midterm trova indicazioni soprattutto sul mercato americano. Piazza Affari sembra però estenderlo agli istituti europei più legati ai tassi. Resta una lettura di mercato, di cui nei bilanci non c’è ancora traccia.

In Europa il vento soffia nella stessa direzione. Il 29 ottobre la BCE ha lasciato il tasso sui depositi al 2,50%, dopo due rialzi nel corso dell’anno, e il mercato considera probabile una nuova stretta a dicembre. La banca, intanto, ha spalle larghe: a fine giugno il CET1 ratio era al 23,18% e le masse totali dei clienti (TFA) a 175,2 miliardi.

Domani i conti dei nove mesi

Il calendario finanziario aggiornato a febbraio fissa a oggi, mercoledì 4 novembre, l’approvazione del resoconto al 30 settembre e a domani la pubblicazione dei risultati, con la conference call. L’orario non è indicato. A luglio la semestrale era uscita alle 7 del mattino successivo al Consiglio.

Una parte dei numeri è già pubblica. A settembre la raccolta netta ha toccato 1,45 miliardi di euro, quasi il doppio dei 748 milioni di un anno prima, con 21mila nuovi clienti. Da gennaio la raccolta somma 13,1 miliardi, contro i 9,4 dello stesso periodo del 2025.

Anche gli analisti guardano alla parte bancaria del modello. Il 15 ottobre BofA ha inserito Fineco tra le sue top pick del risparmio gestito, con giudizio Buy. Nelle stime aggiornate il broker ha limato dell’1% l’utile per azione 2026, per i minori ricavi da brokerage, ma l’ha alzato della stessa misura sul 2028 grazie a un margine di interesse più forte.

Il segnale sul grafico

La seduta di oggi chiude una fase di bande di Bollinger molto strette. In un colpo il titolo ha superato le resistenze indicate per la giornata e la media mobile a 200 sedute, e ora si muove appena sopra quella a 50 sedute, a 22,07 euro. Una chiusura sopra questo livello darebbe forza al segnale. La regressione a 60 sedute resta negativa: per ora il rialzo interrompe una discesa regolare, senza ancora invertirla.

Più in alto si incontrano il ritracciamento di Fibonacci del 50% a 22,52 euro e la media a 100 sedute a 22,64. Se il prezzo tornasse sotto 22,07, il primo appoggio sarebbe a 21,85 euro, la più alta delle due resistenze superate oggi. Gli indicatori calcolati sulla chiusura del 3 novembre, con l’RSI a 48,4, non pendevano da nessuna parte: il segnale vero potrebbe arrivare più dai conti di domani che dal grafico.

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