Conviene comprare BTP adesso o aspettare il rialzo dei tassi BCE a dicembre? Le simulazioni su 2, 5 e 10 anni

Flavia Provenzani

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La BCE dovrebbe alzare i tassi il 17 dicembre. Conviene comprare BTP subito o aspettare? Le simulazioni su 2, 5 e 10 anni mostrano che rimandare l’acquisto paga solo se la banca centrale sorprende il mercato.

Conviene comprare BTP adesso o aspettare il rialzo dei tassi BCE a dicembre? Le simulazioni su 2, 5 e 10 anni

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Tra chi ha liquidità da investire in titoli di Stato circola in queste settimane un ragionamento che sembra filare liscio. Se la BCE alzerà i tassi a dicembre, i rendimenti dei BTP saliranno e i prezzi scenderanno, quindi tanto vale aspettare la riunione del 17 dicembre e comprare dopo, a condizioni migliori. Il ragionamento ha però un difetto, perché dimentica che il mercato non aspetta le decisioni della banca centrale per muoversi, ma le anticipa. Un rialzo annunciato, discusso e atteso da settimane è già scritto nei prezzi di oggi, come una notizia che arriva in edicola quando tutti l’hanno già letta online. Per capire quanto valga davvero l’attesa abbiamo messo alla prova tre BTP con scadenze diverse in tre scenari possibili.

Cosa ha deciso la BCE e che cosa si aspetta il mercato

Il 29 ottobre il Consiglio direttivo ha lasciato fermo al 2,50% il tasso sui depositi, dopo i due rialzi da 25 punti base decisi a giugno e a settembre. La decisione è stata unanime, ma Christine Lagarde ha raccontato che nel Consiglio si è discusso se un nuovo aumento fosse appropriato, ipotesi accantonata per l’incertezza del quadro e per un’inflazione di fondo rimasta grosso modo stabile. La presidente ha anche escluso, almeno per ora, effetti significativi di secondo livello su salari e prezzi, un segnale letto da alcuni osservatori come l’avvicinarsi della fine del ciclo restrittivo.

Le attese restano comunque orientate al rialzo. In un sondaggio Reuters di inizio ottobre 64 economisti su 73 prevedevano un aumento di 25 punti base nella riunione del 17 dicembre, che porterebbe il tasso sui depositi al 2,75%. Secondo le stime riportate dopo la riunione, i mercati attribuivano a quel rialzo una probabilità compresa tra l’80 e l’86%, e incorporavano nei prezzi circa tre aumenti da un quarto di punto nei dodici mesi successivi. Sullo sfondo pesano un’inflazione italiana salita a ottobre al 5,4% secondo la stima preliminare dell’Istat e l’uscita anticipata di Lagarde, che lascerà la presidenza il 7 febbraio 2027.

I tre BTP scelti da Money.it per la simulazione

Per rappresentare le tre scadenze abbiamo scelto titoli liquidi di emissione recente, riaperti in asta a fine ottobre, così da avere prezzi affidabili. I dati sono quelli dell’ultimo contratto sul MOT di Borsa Italiana del 3 novembre 2026.

ScadenzaTitolo e ISINPrezzoRendimento lordo a scadenzaRendimento netto a scadenzaDuration modificata
2 anni BTP 3% 30 ottobre 2028, IT0005729733 99,18 3,47% 3,09% 1,88
5 anni BTP 3,95% 1° febbraio 2032, IT0005733636 100,24 3,93% 3,41% 4,59
10 anni BTP 4% 1° ottobre 2036, IT0005729931 96,90 4,42% 3,90% 7,87

Il BTP a due anni è stato riaperto all’asta del 27 ottobre a un rendimento lordo del 3,55%, mentre il quinquennale e il decennale sono passati dall’asta del 29 ottobre, aggiudicati rispettivamente al 4,02% e al 4,49%. Nei giorni successivi i rendimenti sono scesi, complice il calo del petrolio e del gas sulle speranze di pace in Iran.

Il punto di partenza è un risparmiatore con 10.000 euro che vuole tenere il titolo fino alla scadenza. Nel primo caso compra oggi, con regolamento il 6 novembre. Nel secondo aspetta la riunione e compra il 18 dicembre, con regolamento il 22 dicembre, lasciando nel frattempo i soldi su un conto deposito libero al 2,50% lordo, che in 46 giorni produce 23,32 euro netti. Nel terzo investe 5.000 euro oggi e 5.000 euro a dicembre. Per ogni strategia abbiamo calcolato quanto si ritrova in tasca alla scadenza del titolo, sommando cedole e rimborso e togliendo l’imposta del 12,5% su interessi e plusvalenze.

Quanto costeranno i BTP a dicembre dipende dalla reazione dei mercati alla riunione, e per misurarla abbiamo immaginato tre risposte possibili. Se la BCE alza i tassi come previsto senza cambiare tono, lo scenario che chiamiamo BCE senza sorprese, i rendimenti restano quelli di oggi. Se invece al rialzo accompagna segnali di nuove strette, la BCE più aggressiva, i rendimenti salgono di 25 punti base sul due anni, 20 sul cinque anni e 15 sul dieci anni, mentre con una BCE più prudente, che rinuncia al rialzo o lo presenta come l’ultimo, scendono degli stessi importi. Sono ipotesi di lavoro, utili a misurare il peso delle sorprese.

Su un orizzonte di poche settimane sono infatti le sorprese a contare, visto che un rialzo arrivato esattamente come da copione dovrebbe muovere poco i prezzi.

Sui BTP aspettare un rialzo annunciato non conviene

Comprando oggi, alla scadenza i 10.000 euro diventano 10.596,25 euro netti sul BTP a due anni, 11.774,72 euro sul cinque anni e 13.840,50 euro sul dieci anni, senza reinvestire le cedole. Ecco quanto si guadagna o si perde, rispetto a questi valori, rimandando tutto l’acquisto a dicembre.

Tutto a dicembre, differenza sul valore finaleBCE senza sorpreseBCE più aggressivaBCE più prudente
BTP a 2 anni -15,32 euro +25,59 euro -56,16 euro
BTP a 5 anni -23,68 euro +73,35 euro -128,30 euro
BTP a 10 anni -36,53 euro +109,92 euro -181,73 euro

Se la BCE farà esattamente quello che tutti si aspettano, chi ha rimandato l’acquisto ci rimette dai 15 ai 37 euro ogni 10.000. A dicembre ritroverebbe gli stessi rendimenti di oggi, dopo aver rinunciato per un mese e mezzo alle cedole del BTP in cambio degli interessi più magri del conto deposito. L’attesa ripaga soltanto se la BCE si mostra più severa di quanto il mercato abbia già messo in conto, e anche in quel caso il guadagno resta sempre più piccolo della perdita che si rischia nello scenario opposto.

A parità di movimento dei rendimenti, insomma, perdere costa più di quanto renda vincere. Chi aspetta parte già con il passo indietro del rendimento lasciato sul tavolo nelle settimane di attesa, e se lo porta dietro qualunque cosa decida Francoforte.

Il punto di pareggio, pochi centesimi di rendimento

Per rendere il confronto ancora più concreto abbiamo calcolato di quanto dovrebbero salire i rendimenti entro il 18 dicembre perché chi aspetta chiuda in pari con chi compra oggi.

TitoloAumento del rendimento necessario per pareggiare
BTP a 2 anni 9,4 punti base
BTP a 5 anni 4,5 punti base
BTP a 10 anni 3,8 punti base

Bastano pochi giorni di mercato per superare soglie così basse, in un senso o nell’altro. Il rendimento del decennale è sceso dal 4,61% del 6 ottobre al 4,42% del 2 novembre, quasi 20 punti base in meno in un mese, e il 2 ottobre lo spread con il Bund aveva toccato i 130 punti. Chi rimanda l’acquisto scommette quindi sulla direzione dei rendimenti nelle prossime sei settimane, e con un rialzo dei tassi già nei prezzi indovinarla è un terno al lotto.

Due tranche, la via di mezzo

Chi non vuole scommettere può dividere l’importo. Investendo metà oggi e metà dopo la riunione, tutte le differenze della tabella precedente si dimezzano.

Metà oggi e metà a dicembre, differenza sul valore finaleBCE senza sorpreseBCE più aggressivaBCE più prudente
BTP a 2 anni -7,66 euro +12,79 euro -28,08 euro
BTP a 5 anni -11,84 euro +36,67 euro -64,15 euro
BTP a 10 anni -18,27 euro +54,96 euro -90,86 euro

La divisione in due tranche non migliora il risultato atteso, ma riduce il rimpianto nel caso in cui le cose vadano storte, ed è spesso questo che chiede chi investe in titoli di Stato. Ha però un costo che le nostre simulazioni non includono, perché due ordini significano due commissioni, e se la banca applica una commissione minima per ogni operazione la spesa, su importi di poche migliaia di euro, può mangiarsi buona parte del vantaggio.

Quale scadenza scegliere conta più del giorno in cui si compra

Il giorno dell’acquisto vale qualche decina di euro, la scadenza scelta decide invece quanto rischio ci si porta in casa. Con una duration modificata di 7,87, se i rendimenti salissero di mezzo punto il prezzo del BTP a dieci anni scenderebbe di circa il 3,9%, mentre il due anni, con una duration di 1,88, perderebbe meno dell’1%. Sono perdite sulla carta, che diventano reali solo per chi è costretto a vendere prima della scadenza.

Chi è sicuro di arrivare fino in fondo incassa comunque le cedole e il rimborso a 100 fissati al momento dell’acquisto, qualunque cosa faccia la BCE nel frattempo, mentre a chi potrebbe aver bisogno dei soldi tra qualche anno conviene una scadenza vicina al proprio orizzonte più del rendimento più alto della curva. Con l’inflazione di ottobre al 5,4%, poi, nessuno dei tre titoli rende oggi al netto più di quanto cresca il costo della vita, e il conto tornerà in attivo solo se nei prossimi anni i prezzi rallenteranno verso l’obiettivo del 2%, a cui le aspettative di lungo periodo restano per ora ancorate. È proprio per arrivarci che la BCE sta alzando i tassi.

Le date da tenere d’occhio

Chi preferisce comprare in asta trova il prossimo appuntamento con i BTP a medio e lungo termine il 12 novembre, preceduto dall’asta dei BOT dell’11 novembre. Il 25 novembre toccherà ai BTP Short Term e il 27 novembre a una nuova asta di titoli a medio e lungo termine. Il 17 novembre l’Istat diffonderà il dato definitivo dell’inflazione di ottobre. La riunione decisiva della BCE si terrà il 17 dicembre e sarà accompagnata dalle nuove proiezioni macroeconomiche dello staff, che la banca centrale pubblica ogni anno a dicembre e che potrebbero spostare i rendimenti più del rialzo stesso. Nel frattempo il mercato dovrà fare i conti anche con la successione alla guida della BCE, un fattore di incertezza in più per le prossime settimane.

Questo articolo ha finalità esclusivamente informative e non costituisce sollecitazione all’investimento né consulenza personalizzata. Prezzi e rendimenti sono rilevati sul MOT di Borsa Italiana il 3 novembre 2026 (ultimi contratti tra le 17:10 e le 17:25). Le simulazioni considerano titoli tenuti fino alla scadenza, imposta sostitutiva del 12,5% su cedole e plusvalenze, cedole non reinvestite, e non includono commissioni e imposta di bollo. Gli scenari sui rendimenti sono ipotesi e non previsioni.

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