Festa patronale: è retribuita in busta paga?

Tutte le informazioni sul trattamento economico in busta paga delle feste patronali: importi, differenze e quanto spetta per le festività non godute.

La festa del patrono è retribuita in busta paga come un giorno festivo, al pari di Pasqua, Natale e Ferragosto. L’importo della retribuzione corrisponde a quello percepito per una normale giornata lavorativa, anche se si resta a casa.

Inoltre alle feste patronali si applicano le stesse regole delle festività nazionali per quanto riguarda la retribuzione in caso di mancato godimento (quando cade di sabato o domenica) e se il dipendente deve o vuole lavorare ugualmente.

Ma cosa succede se dipendente e sede aziendale si trovano in città diverse? Dovrà lavorare oppure no?

In questo articolo tutto quello che c’è da sapere sulle feste patronali e come devono comportarsi datore e dipendente.

Quanto è retribuita la festa patronale?

Essendo equiparata alle altre festività rosse sul calendario, anche le feste patronali sono retribuite in busta paga. Queste ricorrenze sono trattate in tutto e per tutto come giorni festivi nazionali.

Per conoscere l’esatto importo della retribuzione occorre vedere cosa è stabilito nel CCNL di riferimento.

Se il giorno del patrono ricorre durante un periodo di assenza per ferie, malattia o altro, il dipendente ha comunque diritto a ricevere l’importo in busta paga, al pari dei colleghi.

Conta il luogo della sede aziendale

A questo punto occorre precisare che per le feste patronali fa fede il Comune in cui è situata l’azienda e non quello dove vive il dipendente. Quindi se un lavoratore vive a Milano e lavora da casa ma la sua azienda ha sede a Roma non avrà diritto a percepire in busta paga la retribuzione per il giorno di Sant’Ambrogio (patrono del capoluogo lombardo).

Se l’azienda ha più filiali in diverse zone d’Italia conta la sede abituale del dipendente, ovvero quella in cui lavora ogni giorno o per la maggior parte dell’anno.

Festa patronale cade di sabato/domenica, che succede?

Può accadere che la festività del patrono cada di sabato e domenica, giorni in cui il lavoratore è a casa. Anche in questi casi - come succede per le festività nazionali - si avrà retribuzione in busta paga:

  • se la festa del patrono cade di sabato è retribuita come una normale giornata lavorativa;
  • se la festa del patrono cade di domenica vi si aggiungerà anche una maggiorazione (nella misura prevista dal CCNL).

Quando si lavora durante la festa patronale: cosa succede?

Alcuni dipendenti, per scelta o per necessità aziendali, lavorano anche durante le feste patronali. In tal caso gli verrà corrisposta in busta paga una maggiorazione per il lavoro festivo (come avviene a chi lavora a Natale o a Pasqua).

L’importo della maggiorazione è stabilito dal CCNL di appartenenza, ad esempio per gli impiegati nel settore turistico all’importo giornaliero bisogna aggiungere il 20%.

Cosa rischia il datore che non paga la festa patronale?

Come abbiamo visto la festa patronale è equiparata ad un giorno festivo, pertanto per il datore la retribuzione in busta paga è un dovere e non una facoltà o una premialità.

In caso di mancato pagamento o se omette la maggiorazione prevista per il lavoro nei festivi (per chi deve o sceglie di non godere della festa patronale) il datore di lavoro rischia sanzioni amministrative che oscillano da 700 a 4.645 euro.

Argomenti:

Busta paga Festività

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