Nuovo massimo storico per i prezzi dell’oro, mentre l’argento punta dritto a un nuovo obiettivo, ormai a un passo. Le previsioni per il 2026 di alcuni esperti.
Ennesimo scatto al rialzo per i prezzi dell’oro, nello specifico per le quotazioni del contratto spot sul metallo giallo, balzate al nuovo record di sempre.
Le quotazioni del bene rifugio per eccellenza hanno superato nella giornata di oggi, mercoledì 24 dicembre 2025, la soglia psicologica di $4.500 l’oncia, per la prima volta nella storia, sulla scia delle continue tensioni geopolitiche e delle attese di ulteriori tagli dei tassi da parte della Federal Reserve.
I prezzi dell’oro hanno continuato così a marciare al rialzo, in un anno che ha dato indubbiamente enormi soddisfazioni a chi ha deciso di investire sul metallo, visto il rally YTD, ovvero dall’inizio del 2025, superiore a +70%.
Non solo oro, massimi storici anche per il platino e per l’argento
Ma il 2025 non è stato stellare soltanto per l’oro. Altri metalli hanno segnato infatti nuovi record. Come il platino, che oggi è scattato al nuovo massimo storico, superando la soglia di 2.300 dollari, e l’argento, per cui le previsioni per il 2026 anticipano nuove sorprese.
I record si spiegano in parte con la minore appetibilità del dollaro USA, come ha spiegato alla CNBC Vishnu Varathan, responsabile della divisione di ricerca macro dell’area ex Asia di Mizuho Securities:
“L’oro è schizzato oltre quota $4.500, l’argento sta flirtardo con la soglia di $72, il platino sta puntando verso quota $2.400; tutti (metalli) che stanno beneficiando del loro appeal come strumenti di hedge contro la svalutazione del dollaro USA”.
Svalutazione evidente, visto che, così come emerge dai dati di LSEG, il Dollar Index si è indebolito di quasi il 10% nel corso del 2025.
In generale, gli analisti rimangono ottimisti soprattutto sulla performance dei prezzi dell’oro e dell’argento.
David Neuhauser, direttore degli investimenti presso Livermore Partners, ha riferito per esempio nel corso della trasmissione della CNBC “Access Middle East” che i prezzi dell’oro hanno ulteriore spazio per continuare a correre fino a centrare il prossimo target di $6.000 l’oncia:
“Credo che tutti i metalli, nella maggior parte dei casi, stiano salendo perché sono stati sottopesati e perché esiste il rischio che il debito di tutto il mondo finisca per esplodere. Di conseguenza, c’è la necessità di disporre di asset che facciano da scudo a questa svalutazione. È esattamente quello che stiamo vedendo ora: il segnale è forte e chiaro, e potrebbe andare avanti ancora per un po’”.
I futures sull’oro con scadenza a febbraio hanno chiuso la sessione di ieri, 23 dicembre 2025, a $4.505,7 l’oncia, dopo essere balzati al record di $4.530.80 l’oncia, mentre il contratto spot sull’oro è avanzato dell’ 1,03% a $4.491,23 l’oncia, per superare poi oggi quota $4.500 per la prima volta nella storia.
Buy anche sull’argento, con i futures con scadenza a marzo che oscillano attorno a $72.235 l’oncia, mentre i contratti spot sul metallo bianco hanno oltrepassato l’ambìta soglia psicologica di $70 l’oncia nelle prime ore della sessione odierna.
La soglia era stata già oltrepassata dai futures nel corso delle ultime sedute.
Occhio anche all’altro metallo, su cui le previsioni sono super bullish.
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Cosa dicono gli analisti. Traiettoria rialzista per oro e argento confermata anche per il 2026?
A confermare la sua fiducia nei confronti dell’oro e non solo anche Luca Simoncelli, Investment Strategist di Invesco che, nella nota “Ottimismo sotto l’albero - il contesto di mercato resta favorevole”, ha così scritto:
“É comunque evidente come la maggiore liquidità con cui opera il sistema finanziario vada a supportare le quotazioni di asset reali come l’oro che, insieme ad altri metalli preziosi ed industriali, continua a tracciare una decisa traiettoria rialzista”.
Benjamin Louvet, Head of Commodities di Ofi Invest AM si è mostrato anch’esso positivo in particolare sull’argento guardando all’anno prossimo, facendo notare che, “nonostante sia il metallo che, secondo i dati diffusi da Bloomberg, avrebbe meglio performato quest’anno, anche nel 2026 dovrebbe mantenere il suo trend di crescita ”.
Louvet ha osservato che, “con il 2025, il mercato di questa commodity chiuderà in deficit per il 5° anno consecutivo, a causa di una domanda sempre sostenuta dalle sue proprietà di ottimo conduttore e da un’offerta particolarmente limitata. Inoltre, la situazione attuale sta pesantemente coinvolgendo anche le giacenze di magazzino, che fino a oggi hanno contribuito in maniera significativa a soddisfare la domanda, ma che ora si stanno assottigliando velocemente”.
Tali condizioni si ripeteranno anche nel corso del 2026: “Questo deficit dovrebbe affermarsi anche nei prossimi 12 mesi, aggiungendo ulteriori pressioni sulle riserve e spingendo ancora di più i prezzi al rialzo”, ha affermato infatti Louvet, pur avvertendo che “ la crescita della domanda potrebbe frenare a causa di un rallentamento nel settore dei pannelli fotovoltaici della Cina e di un processo di sostituzione dell’argento nella produzione di questi ultimi con altri metalli. Per questo, non ci sarebbe da sorprendersi se il già citato deficit fosse meno ampio nel 2026”.
Detto questo, il deficit meno consistente “non dovrebbe andare ad alterare sensibilmente lo scenario” e, in conclusione, “l’outlook per l’argento resta solido, con significativi potenziali di crescita”, tanto che “ l’allocazione nel fondo è del 16% ”.
Tornando all’oro, occhio anche al giudizio recente di Goldman Sachs, che ha scritto di prevedere, nel suo scenario di base, che il prezzo dell’oro salga del 14% fino a 4.900 dollari l’oncia entro dicembre 2026.
In un report dedicato alle prospettive delle materie prime per il 2026, la banca ha scritto di attendersi che una domanda strutturalmente elevata da parte delle banche centrali, insieme al supporto ciclico derivante dai tagli dei tassi da parte della Federal Reserve, contribuisca a sostenere ulteriormente le quotazioni dell’oro.
Goldman Sachs continua inoltre a raccomandare un’esposizione lunga sul metallo giallo. Insomma, non solo il 2025. A quanto pare, secondo le previsioni degli analisti, anche il 2026 sarà, è il caso di dire, un anno d’oro per il metallo omonimo. E, a quanto pare, anche per altri metalli.
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