Febbre del Nilo, nuovi casi in Italia: un morto a Cremona. Ecco le zone più a rischio

Torna a spaventare la febbre del Nilo nel Lodigiano dopo la morte di un uomo di 80 anni ricoverato in terapia intensiva. In totale sono state registrate 13 infezioni.

Febbre del Nilo, nuovi casi in Italia: un morto a Cremona. Ecco le zone più a rischio

È morto il primo paziente affetto dalla febbre del Nilo in Italia, una patologia trasmessa attraverso la puntura delle zanzare, ha fatto sapere primario di Pneumologia dell’ospedale Maggiore di Cremona, Giancarlo Bosio. Si trattata di un uomo di 80 anni ricoverato nel reparto di terapia intensiva.

Anche le condizioni di un altro uomo di 70 anni si sono aggravate, richiedendo il ricovero nel medesimo reparto, ma adesso sta migliorando ed è stato trasferito nel reparto di pneumologia. L’ATS di Milano ha fatto sapere che lo scorso 19 agosto erano state rilevate 13 infezioni nel Lodigiano, facendo scattare l’allerta.

Febbre del Nilo in Italia: le zone a rischio

Scatta l’allarme soprattutto nel Lodigiano dopo la morte di un paziente affetto dalla febbre del Nilo, conosciuta anche come West Nile e il ricovero di nove persone in ospedale. Altri tre pazienti invece stanno svolgendo la convalescenza presso la propria abitazione.

Per limitare la diffusione di questo virus, in una zona fortemente colpita anche dal coronavirus in passato, le autorità locali hanno previsto degli interventi di disinfestazione e bonifica, in modo da ridurre il numero delle zanzare nella zona. L’amministrazione ha inoltre esortato i cittadini a ridurre gli innaffiamenti, svuotare i sottovasi e tutti i ristagni di acqua ed e attuare trattamenti con prodotti antilarvali e adulticidi.

Le zone maggiormente a rischio, in cui è scattata l’allerta sono San Martino, Massalengo, Graffignana, Borghetto, Vidardo, Casaletto e nella Bassa. La febbre del Nilo non si trasmette da persona a persona, e nemmeno per via aerea, l’unico modo in cui si può contrarre questa malattia è tramite la puntura della culex, un particolare tipo di zanzara presente soprattutto nella pianura Padana, anche gli anni precedenti erano stati registrati diversi casi di questa patologia, molti dei quali sono risultati anche essere fatali.

Cos’è la febbre del Nilo

La febbre del Nilo, conosciuta anche come febbre West Nile è una patologia causata dal virus West Nile, o Virus del Nilo, diffuso principalmente in Africa, Asia occidentale, Europa, Australia e America. Questo patogeno fu isolato per la prima volta nel 1939 in Uganda e in pochissimo tempo si è diffuso in tutto il mondo, grazie anche alla semplicità con cui si diffonde.
Anche in Italia si sta assistendo a un incremento del numero di pazienti affetti da questa patologia, che ha un periodo di incubazione che varia dai 2 ai 14 giorni, ma può arrivare anche a 21 nei pazienti che hanno dei deficit nel sistema immunitario.

Tendenzialmente questo virus è asintomatico, ma in alcuni pazienti, circa il 20% degli infetti, può manifestarsi attraverso febbre, mal di testa, nausea, vomito, linfonodi ingrossati, rush cutanei. Nei casi più gravi, circa l’1% dei casi, si possono avere anche stati di confusione, alterazione delle percezioni, tremori, paralisi, coma, danni neurologici irreversibili.

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