Fai acquisti da Temu o Shein? Allora potrebbero esserci brutte notizie in arrivo

Luna Luciano

05/07/2024

L’Ue vuole eliminare il limite doganale: ecco perché questa potrebbe essere una brutta notizia per i siti quali Shein, Temu e i suoi clienti. Ecco cosa cambierà.

Fai acquisti da Temu o Shein? Allora potrebbero esserci brutte notizie in arrivo

Per chi acquista da Temu, Shein o AliExpress ci sono brutte notizie in arrivo.

La Commissione Europea potrebbe a breve decidere di rimuovere il limite doganale sui beni acquistati da aziende come quella dell’ultra-fast fashion sopracitate.

Da anni ormai, siti come Temu, Shein, hanno spopolato per via dei prezzi ultra-vantaggiosi, basti pensare che uno smartwatch costa solo tra i 15-30 euro, così come lampade e vasi. Oggetti e accessori che magari non hanno la qualità dell’alto artigianato, ma che consentono alle persone di soddisfare quei desideri indotti dalle pubblicità e società di comprare e avere accessori non necessari e a buon mercato. Almeno fino ad ora.

Infatti, in questo momento l’Ue potrebbe decidere di rimuovere l’attuale limite doganale di 150 euro, ma perché questo dovrebbe colpire negozi online come Temu e Shein? Ecco tutto quello che c’è da sapere a riguardo.

Ue vuole eliminare limiti doganali: ecco perché è una brutta notizia per Temu e Shein

Alla domanda sul “perché” le persone acquistino vestiti, accessori e oggetti da Temu e Shein la risposta è sempre la stessa: i prezzi vantaggiosi. Ed è prioprio su questo che l’Unione Europea vorrebbe intervenire.

Infatti, come riportato dai mass media internazionali, un prezzo così competitivo trova ragione d’essere anche per il mancato pagamento dei dazi doganali che non sono imponibili a prodotti sotto i 150 euro totali di valore, mentre è sempre previsto il pagamento dell’IVA.

La decisione dell’Ue mira a colpire proprio i negozi online come Temu, Shein e AliExpress, che per un periodo di tempo hanno deliberatamente fissato i prezzi delle merci al di sotto del loro valore per evitare di dover pagare i dazi doganali. Ciò vuol dire che se l’Europa eliminerà tale limite, ogni acquisto fatto su Shein e Temu, benché al di sotto della soglia minima, dovrà tener conto dei dazi alla dogana.

Le aziende stesse dovranno quindi pubblicare il prezzo reale sul sito web, in modo che i consumatori non si ritrovino improvvisamente con una fattura più alta del previsto a causa delle tasse.

Tuttavia, non è ancora possibile stabilire esattamente quanto sarà più costoso in futuro fare acquisti su siti web al di fuori dei confini dell’UE come AliExpress, Temu, Shein et similia. Inoltre, alcuni esperti del settore, temono che anche una simile misura non riesca ad abbattere i parametri di concorrenza vantaggiosi di questi siti dell’ultra-fast fashion.

Temu e Shein: ha senso comprare da chi sfrutta e inquina il Pianeta?

E se in molti vedevano in Temu e Shein un modo per “abbattere” i costi risparmiando, in modo da poter far fronte all’impennata dei prezzi dei beni di prima necessità, è anche vero però che è necessario domandarsi se ha davvero senso comprare da aziende che hanno basato il loro successo sullo sfruttamento del personale e inquinando il nostro Pianeta.

Mesi fa, Bloomberg ha svolto un’indagine per verificare la catena di approvvigionamento di Temu e quello che è emerso è che una decina di prodotti venduti dal sito per gli Stati Uniti provengono da aziende situate nello Xinjiang, regione cinese dove vivono gli uiguri sottoposti a una feroce repressione da anni da parte di Pechino.

Centinaia di migliaia sono le persone appartenenti a questa minoranza musulmana e che sono state rinchiuse in “campi di rieducazione” dove sono soggette a torture fisiche e psicologiche, violenze sessuali, sterilizzazioni forzate e costrette al lavoro forzato, producendo prodotti dell’ultra-fast fashion che finiscono nei grandi shop di Temu e Shein e di grandi marche.

Infine, c’è la questione inquinamento. Come ricordato in un recente articolo sul segreto del successo di Temu:

un’azienda che è attenta ai materiali dall’inizio alla fine della catena di lavorazione non può vendere a basso costo. L’impatto dell’ultra fast fashion, nella dinamica dell’iper-consumismo, è enorme. La formula è semplice: tanti prodotti, campagne aggiornate spesso, qualità scarsa (materiale impattante, soprattutto derivati del petrolio come il poliestere e poco salutare) e vita breve.

Il risultato è un Pianeta i cui confini sono ridisegnati dai rifiuti e dalla violazione dei diritti umani.

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