Facebook: la criptovaluta Libra rischia il flop. Le autorità USA non la vogliono

Facebook rischia il flop con il progetto della criptovaluta Libra. Ieri al Consiglio in 7 aziende hanno deciso di abbandonare Zuckerberg. Tra queste vi sono: PayPal, Mastercard, Visa e Booking. Esse non avrebbero resistito alle pressioni delle autorità USA

Facebook: la criptovaluta Libra rischia il flop. Le autorità USA non la vogliono

Delusione e amarezza. Potrebbe essere questo il sunto della giornata di ieri di Facebook e del suo fondatore Mark Zuckerberg. Convocato proprio ieri a Ginevra, il consiglio della Libra Association che avrebbe dovuto approvare lo statuto e nominare il board incaricato di gestire il lancio della criptovaluta Libra di Facebook, previsto entro giugno 2020, è stato un flop.

Al tavolo del Consiglio della Libra Association infatti si sono presentati 21 dei 28 membri previsti. In sette quindi non hanno presenziato a una delle riunioni più importanti per il futuro della criptovaluta Libra: PayPal, Visa, Mastercard, Stripe, e-Bay, Mercado Pago e Booking.

In questo momento quindi 7 dei maggiori partner di questo progetto, specializzate nel settore dei pagamenti digitali, hanno deciso di alzare bandiera bianca e ad abbandonare momentaneamente Zuckerberg e la sua Libra .

I motivi del no alla criptovaluta Libra di Facebook

Il motivo principale che ha spinto i 7 colossi a tirarsi indietro nello sviluppo della criptovaluta Libra di Facebook va ricercato in un aspetto ben preciso: la troppa pressione delle autorità nazionali e internazionali che talvolta hanno anche deciso di mandare delle lettere scritte direttamente alle società coinvolte.

A dimostrazione di ciò, i CdA di Stripe, Mastercard e Visa avrebbero ricevuto una lettera dai senatori statunitensi che minacciavano uno scrutinio più severo sulle loro attività aziendali qualora avessero continuano a sostenere il progetto Libra.

A questo avvertimento si sono aggiunte anche le parole del Segretario di Stato americano Steven Mnuchin, che ieri ha dichiarato: «Ho incontrato rappresentanti di Libra più volte e ho chiarito che se non avessero rispettato i requisiti anti-riciclaggio avremmo agito legalmente contro di loro».

Ma non è tutto. Dopo che le 7 aziende in questione hanno deciso di non prendere parte al Consiglio della Libra Association, il Segretario di Stato ha rincarato la dose: “Credo abbiano realizzato di non essere pronti e proprio per questo alcuni partner preoccupati hanno deciso di abbandonare almeno finchè Libra non sarà all’altezza degli standard richiesti".

Zuckerberg: ci sono altre compagnie pronte a entrare

E se da una parte Facebook nella giornata di ieri ha visto andare in fumo 70 milioni di dollari di investimenti, visto che i membri del Consiglio della Libra Association avevano promesso 10 milioni di euro di investimenti ad azienda per lo sviluppo di Libra, Mark Zuckerberg sembra non essere preoccupato.

Subito dopo la conclusione della riunione, il numero uno del colosso dei social media ha dichiarato che i fondi non sono un problema. Sono infatti oltre 1500 le aziende che si sono fatte avanti per far parte della Libra Association. Di conseguenza le risorse per gli investimenti non mancheranno.

Ovviamente però c’è un aspetto che Zuckerberg sa benissimo: aver perso, almeno momentaneamente, Visa, Mastercard e PayPal, non è di certo una botta facile da digerire. Le tre istituzioni finanziarie avrebbero infatti accelerato il processo di conversione delle valute nella criptovaluta Libra e viceversa.

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