Da inizio anno, 93 fondi statunitensi hanno abbandonato Facebook. Il titolo, rispetto al picco toccato a luglio, segna un rosso di oltre 38 punti percentuali.
Le preoccupazioni relative il calo dei margini di profitto e una reputazione continuamente sotto attacco, nel 2018 hanno spinto 93 fondi statunitensi a liquidare la loro quota in Facebook. È quanto emerge da un report elaborato da Lipper.
Secondo le statistiche riportate da Lipper, tra i fondi che hanno liquidato la quota ci sono colossi come Fidelity Investments e The Hartford and Putnam Investments (che hanno venduto 12 milioni di azioni). Lettera anche per Jana Partners e Third Point, che insieme hanno messo sul mercato, nel corso del terzo trimestre, 3,7 milioni di azioni.
L’età dell’oro è finita
Le vendite sono state innescate dalla convinzione che, forse, l’età dell’oro è finita: i prossimi saranno anni di consolidamento caratterizzati da problemi innescati da una regolamentazione sempre più stringente.
“Le rivelazioni relative le questioni relative la privacy, le preoccupazioni sulla sicurezza dei dati e una crescente regolamentazione hanno reso difficile ritardare gli investimenti necessari a fronteggiare tali questioni”, ha detto Jim Hamel, portfolio manager dell’Artisan Global Opportunities Fund (che ha liquidato le posizioni lo scorso maggio).
“Come avevamo previsto –continua Hamel- si tratta di fattori che avrebbero pesato significativamente sulla crescita degli utili dei prossimi trimestri”.
Titolo sceso del 38% da fine luglio
Alla seconda seduta consecutiva con il segno meno, il titolo FB passa di mano a 135,19 dollari, -1,99% sul dato precedente. Nell’ultimo mese il titolo ha perso il 9% mentre il saldo annuo è negativo per 22,5% punti percentuali.
Rispetto al massimo storico, toccato lo scorso 25 luglio a 218,62 dollari, il titolo è in rosso di oltre il 38%.
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