L’euro sta correndo da mesi e il dollaro arranca. E con il superamento di area 1,15, il cambio EUR/USD ha finalmente rotto gli indugi e messo nel mirino quota 1,20. Un target ambizioso, certo, ma tecnicamente possibile, considerando lo slancio delle ultime settimane e il cambio di passo della politica monetaria.
Non è però una corsa in linea retta e prima di arrivare lassù, il mercato potrebbe prendersi una pausa, magari tornando a testare dei supporti. Tutto dipenderà dalle prossime mosse della Fed e della Bce e da come i mercati interpreteranno i segnali in arrivo.
Di seguito vediamo cosa può accadere e i livelli da monitorare.
Il trend è cambiato: ecco cosa sta succedendo
Dopo aver toccato un minimo sotto 1,07 a metà aprile, l’euro ha cominciato a recuperare terreno sul dollaro. Una rimonta costante, costruita passo dopo passo, che lo ha riportato prima sopra 1,08, poi a consolidare attorno a 1,09, fino al recente triplo test di area 1,16.
Grafico EUR/USD
Fonte Tradingview
Il cambio di marcia non è casuale. A fare da motore sono stati principalmente due elementi:
- Negli USA l’inflazione sta rallentando e questo riaccende le speranze per un taglio dei tassi da parte della Fed, forse già a settembre;
- Il dollaro ne sta pagando il prezzo, indebolito dalle aspettative di una politica monetaria meno aggressiva e da qualche crepa nei dati macro statunitensi.
Dall’altra parte dell’oceano, invece, la Bce ha già rotto il ghiaccio con diversi tagli dei tassi. E per ora, nonostante l’allentamento, l’euro tiene botta. Dunque i mercati scommettono su un’Europa che può ripartire, mentre gli Stati Uniti iniziano a rallentare.
Obiettivo 1,20. Ma prima serve superare alcuni ostacoli
Ora che l’area 1,15 è stata superata, lo scenario cambia. Tecnicamente il trend si è girato a rialzo e questo apre la strada verso livelli più alti. Il primo obiettivo facilmente raggiungibile è 1,1690, un punto chiave dove passa una resistenza che ha respinto i tentativi di salita a ottobre 2021.
Se anche quel livello salta, si apre il campo verso 1,19-1,20. In caso di euforia, non è da escludere nemmeno un’accelerazione verso 1,22, top di maggio 2021.
Detto ciò, il mercato non sale mai in linea retta. Un pullback è possibile, anzi, fisiologico , soprattutto se qualche dato dovesse rafforzare il dollaro nel breve. In quel caso i livelli da monitorare con attenzione sono:
- 1,145, che da resistenza potrebbe diventare supporto;
- 1,12, area di equilibrio e nodo tecnico importante;
- 1,10, livello spartiacque tra conferma del trend e rischio inversione;
- 1,085, ultimo baluardo prima di tornare in fase laterale.
Occhi puntati su Powell e Lagarde
Le prossime settimane saranno decisive. La Fed si muove con cautela, ma i segnali di rallentamento economico iniziano a diventare evidenti. Se l’inflazione continua a scendere e la disoccupazione a salire, un taglio dei tassi già a luglio diventa più di una possibilità. E in quel caso, l’euro avrebbe tutto da guadagnare.
La Bce, dal canto suo, ha già iniziato il percorso, ma resta prudente. Se i mercati iniziano a credere che Francoforte si fermerà dopo uno o due tagli, l’euro potrebbe addirittura rafforzarsi ulteriormente, perché si tratterebbe di un segnale di fiducia sulla tenuta dell’economia europea.
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