Nell’ultimo anno, i rendimenti dei mercati finanziari, per noi investitori e risparmiatori europei, sono stati fortemente influenzati da una variabile che in passato aveva avuto un impatto tutto sommato limitato — e in alcuni casi persino positivo — ma che oggi rappresenta un fattore di rischio sempre più rilevante: il dollaro statunitense.
A partire dal 2025, infatti, il dollaro ha iniziato un processo di indebolimento progressivo che potrebbe proseguire anche nel corso del 2026. Questa dinamica incide in modo diretto sui rendimenti degli investimenti denominati in valuta estera, in particolare su quelli espressi in dollari.
È bene ricordare che una strategia di investimento solida dovrebbe sempre basarsi su una corretta diversificazione, non solo per classi di attivo, ma anche in termini di rischio Paese e rischio valutario.
Tuttavia, è possibile sterilizzare il rischio cambio anche in un altro modo. Come? Attraverso strumenti finanziari che prevedono una copertura valutaria, come alcune specifiche tipologie di ETF “hedged”. Ma come si riconoscono questi strumenti? E quali sono le loro caratteristiche principali? Vediamo meglio di cosa si tratta e come funzionano.
ETF con copertura valutaria: ecco perché oggi meritano attenzione
Donald Trump lo ha detto chiaramente: il dollaro è sempre più debole ed è “una cosa bellissima”. Vista da una prospettiva strettamente statunitense, questa affermazione può anche avere una sua logica: in linea di principio, un dollaro debole favorisce le esportazioni e sostiene la produzione interna.
Ma se siamo investitori europei, il discorso cambia radicalmente. Per noi, l’indebolimento del dollaro rappresenta una brutta notizia, e lo abbiamo sperimentato direttamente nei nostri portafogli negli ultimi mesi. Una dinamica che, tra l’altro, potrebbe proseguire anche nel corso del 2026.
Prendiamo l’indice azionario statunitense per eccellenza, l’S&P 500. Nel corso del 2025 ha registrato un ottimo rendimento, poco superiore al 16%. Un risultato che però molti investitori europei non hanno visto. Un classico ETF sullo stesso indice, senza copertura valutaria, avrebbe infatti reso meno del 4%.
Una differenza enorme, che non si vedeva da moltissimo tempo, e che evidenzia quanto il fattore cambio possa incidere sui rendimenti finali.
Questo problema non riguarda solo chi investe esclusivamente negli Stati Uniti. Anche chi punta su mercati globali ne è coinvolto: l’MSCI World, uno degli indici azionari globali più importanti al mondo, ha infatti un’esposizione agli Stati Uniti pari a circa il 73%.
Premesso che alla base di qualsiasi strategia di investimento dovrebbe esserci una corretta diversificazione, in questa fase di mercato gli ETF con copertura valutaria possono rappresentare una scelta intelligente.
ETF Hedged come riconoscerli e quali differenze
Gli ETF hedged, o ETF con copertura valutaria, sono strumenti progettati per ridurre (o eliminare) l’impatto delle variazioni dei tassi di cambio sui rendimenti dell’investitore. In pratica, permettono di investire in mercati esteri senza esporsi alle oscillazioni tra la valuta dell’investimento (ad esempio il dollaro) e la valuta dell’investitore, come l’euro.
Riconoscere un ETF hedged è piuttosto semplice, perché la copertura valutaria è quasi sempre indicata direttamente nel nome dello strumento. Le diciture più comuni sono: “Hedged”, “EUR Hedged”, “Currency Hedged” ecc., come nel caso seguente.
S&P 500 EUR Hedged
S&P 500 EUR Hedged
Oltre a questo, sul sito JustETF è disponibile una scheda prodotto molto intuitiva, che mostra in modo chiaro se un ETF è coperto dal rischio valutario o meno.
ETF
Copertura Valutaria
È importante ricordare che gli ETF con copertura valutaria hanno generalmente un costo leggermente più alto rispetto agli ETF tradizionali. Questo costo non si limita al TER (Total Expense Ratio), ma include anche l’impatto delle operazioni di copertura stessa. In pratica, il rendimento di un ETF hedged riflette sia la performance dell’indice sottostante sia il costo della protezione valutaria, che può ridurre leggermente i guadagni in caso di mercati stabili o di cambio favorevole, ma offre una maggiore stabilità quando le valute estere si indeboliscono.
In conclusione, gli ETF con copertura valutaria rappresentano uno strumento utile per gli investitori europei che vogliono proteggere il proprio portafoglio dalle oscillazioni del cambio. Permettono di concentrarsi principalmente sulla performance dell’indice sottostante, riducendo l’impatto di un dollaro debole o di altre valute estere.
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