Gli ETF più performanti nel primo semestre 2024

Redazione ETF

14 Luglio 2024 - 09:37

Ecco gli ETF che hanno toccato le stelle nel primo semestre e quelli che, invece, hanno sofferto.

Gli ETF più performanti nel primo semestre 2024

Il secondo trimestre del 2024 ha offerto una panoramica interessante sulle dinamiche di mercato degli ETF, evidenziando sia vincitori che perdenti in un contesto di volatilità economica e politica. Gli ETF legati ai semiconduttori e alcuni mercati emergenti hanno mostrato una resilienza notevole, mentre settori come l’energia pulita e alcuni mercati latinoamericani hanno affrontato sfide significative.

Dominio dei Semiconduttori

I semiconduttori hanno continuato a mostrare una forza straordinaria nel secondo trimestre. L’Amundi MSCI Semiconductors ESG Screened UCITS ETF (SEMG), con una significativa esposizione a Nvidia, ha registrato un incremento del 18% nel trimestre. Questo successo è stato alimentato dalla crescita eccezionale di Nvidia, che ha visto i suoi ricavi salire a 26 miliardi di dollari grazie alla crescente domanda nel settore dell’intelligenza artificiale.

Altri ETF che hanno beneficiato dell’espansione nel settore dei semiconduttori includono l’Invesco US Technology Sector UCITS ETF (XLKQ) e l’iShares S&P 500 Information Technology Sector UCITS ETF (IITU), che hanno avuto incrementi rispettivamente del 14,1% e del 13,7%.

Inoltre, la robusta performance della Taiwan Semiconductor Manufacturing Company (TSMC) ha dato ulteriore slancio agli ETF che si concentrano su Taiwan, come l’HSBC MSCI Taiwan Capped UCITS ETF (HTWN) e l’iShares MSCI Taiwan UCITS ETF (ITWN), che hanno registrato aumenti superiori al 13%.

Focus Amundi MSCI Semiconductors ESG Screened UCITS ETF (SEMG)

L’Amundi MSCI Semiconductors ESG Screened UCITS ETF Acc rappresenta un’opzione di investimento prominente per chi cerca di accedere all’industria dei semiconduttori attraverso una lente di sostenibilità. Gestito da Amundi, questo ETF traccia l’indice MSCI ACWI Semiconductors & Semiconductor Equipment ESG Filtered, che include aziende di grande e media capitalizzazione attive nel settore dei semiconduttori e dell’equipaggiamento semiconduttore in 23 mercati sviluppati e 24 emergenti.

La particolarità di questo indice è il suo filtro ESG, che seleziona le aziende in base ai criteri ambientali, sociali e di governance. Questo approccio si riflette nell’attenzione del fondo alla sostenibilità, una considerazione sempre più critica per gli investitori moderni. L’ETF ha un totale patrimonio gestito di circa 416 milioni di euro e offre un modello di replica fisica totale, acquistando tutti i componenti dell’indice per rifletterne fedelmente la performance.

Con una commissione totale annua di soli 0,35%, l’ETF si posiziona come una scelta economica per l’accesso a un settore tecnologico cruciale. I dividendi generati vengono accumulati e reinvestiti, permettendo una crescita composta nel tempo. Questa strategia di reinvestimento può essere particolarmente vantaggiosa in un settore ad alta crescita come quello dei semiconduttori.

L’ETF ha dimostrato una volatilità annua del 29,47%, un riflesso delle dinamiche del settore tecnologico, che può essere soggetto a rapidi cambiamenti e innovazioni. Le principali partecipazioni includono giganti del settore come NVIDIA, Taiwan Semiconductor Manufacturing Co., Broadcom e ASML, che insieme costituiscono una significativa percentuale dell’indice.

La Tecnologia Stimola il Mercato Turco

Un altro settore geografico che ha beneficiato indirettamente del boom tecnologico è stato il mercato turco. L’Amundi MSCI Turkey UCITS ETF (TUR) e l’iShares MSCI Turkey UCITS ETF (ITKY) hanno sorpreso con rendimenti del 21,6% e del 20,8%, rispettivamente. Questo aumento è stato guidato dalla forte presenza di aziende tecnologiche e dalla crescente inflazione, che ha spinto gli investitori verso il mercato azionario.

Discesa degli ETF Latinoamericani

Al contrario in America Latina, gli ETF hanno segnato una performance deludente. L’iShares MSCI Mexico Capped UCITS ETF (CMXC) e l’Xtrackers MSCI Mexico UCITS ETF (XMES) hanno registrato cali del 17,1% e del 16,7% rispettivamente, influenzati dalla volatilità post-elezioni presidenziali in Messico. Anche gli ETF brasiliani e altri ETF latinoamericani hanno sofferto, evidenziando la fragilità dei mercati emergenti in un periodo di incertezza economica globale.

Difficoltà nel Settore dell’Energia Pulita

Anche il settore dell’energia pulita ha continuato a lottare. Il VanEck Rare Earth and Strategic Metals ETF (REMX) ha visto il maggiore calo con una diminuzione del 17,3%. Anche gli ETF incentrati su solare e batterie, come il Global X Solar UCITS ETF (RAYZ) e il Global X Lithium & Battery Tech UCITS ETF (LITU), hanno subito significative perdite.
Questi declini possono essere attribuiti all’inflazione persistente e ai tassi di interesse elevati, che hanno penalizzato particolarmente le industrie ad alta intensità di capitale, come quelle legate alle energie rinnovabili. Inoltre, l’incertezza politica negli Stati Uniti ha aggiunto un ulteriore strato di complessità, con le minacce all’Inflation Reduction Act da parte dell’ex presidente Trump.

Conclusioni

Il secondo trimestre del 2024 ha illustrato vividamente come differenti settori e regioni possano reagire a dinamiche di mercato distinte. Mentre i semiconduttori e alcuni mercati emergenti hanno tratto vantaggio da specifiche condizioni favorevoli, settori come l’energia pulita e i mercati latinoamericani hanno incontrato ostacoli significativi. Queste tendenze offrono spunti preziosi per gli investitori che cercano di navigare la complessità del panorama globale degli ETF.

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