ETF Energia solare -40% nel 2023. Un’occasione d’ingresso nel secondo semestre?

Redazione ETF

1 Giugno 2024 - 18:53

Un anno disastroso ha caratterizzato le performance dell’energia solare. Sarà un opportunità nel secondo semestre 2024?

ETF Energia solare -40% nel 2023. Un’occasione d’ingresso nel secondo semestre?

Il mercato dell’energia solare ha vissuto una crescita senza precedenti negli ultimi anni, alimentata dalla crescente domanda di soluzioni energetiche sostenibili e dalle preoccupazioni legate al cambiamento climatico. Tuttavia, nonostante l’aumento della domanda e della produzione di energia solare, i fondi ETF dedicati a questo settore hanno registrato una performance negativa significativa nel 2023, con perdite che raggiungono il 40%. Questo paradosso solleva una domanda cruciale: siamo di fronte a un’opportunità di investimento o a una crisi del settore solare?

Impulso agli investimenti in energia rinnovabile

La guerra in Ucraina ha innescato una crisi energetica che ha spinto molti paesi a rivedere le proprie strategie energetiche, accelerando gli investimenti in fonti rinnovabili. In Europa, in particolare, la spinta verso l’energia solare è stata notevole. Secondo un’analisi di SolarPower Europe, l’Unione Europea è sulla buona strada per raggiungere gli ambiziosi obiettivi di espansione della capacità solare, con diversi paesi che potrebbero addirittura superare i loro target. In totale, gli Stati membri dell’UE hanno pianificato l’installazione di 90 GW di nuova capacità solare entro il 2030.

Il Paradosso: alta produzione, bassi profitti

Nonostante i dati incoraggianti sulla crescita della produzione di energia solare, gli investimenti nel settore non stanno rendendo come ci si potrebbe aspettare. Chi avesse investito in un ETF tematico dedicato all’energia solare un anno fa, oggi si troverebbe con perdite comprese tra il 37% e il 46%. Questo scenario sembra paradossale in un momento di massima espansione della capacità produttiva solare.

Le cause di questa contraddizione sono molteplici:

  • prima fra tutte, la sovraccapacità produttiva: l’offerta di moduli solari ha superato di gran lunga la domanda, portando i prezzi ai minimi storici di 16 centesimi per watt. Sebbene questo renda più accessibile l’adozione di tecnologie solari, ha anche ridotto i margini di profitto per i produttori.
  • l’aumento dei costi dei materiali,
  • i ritardi nelle autorizzazioni e gli alti tassi di interesse hanno contribuito a mettere sotto pressione i bilanci delle aziende del settore.

Gli analisti sottolineano anche il ruolo dei prezzi elevati del polisilicio, un componente fondamentale per i pannelli solari, che hanno determinato costi più alti lungo tutta la filiera produttiva. Questi fattori combinati hanno reso il 2023 un anno particolarmente difficile per gli ETF legati all’energia solare, nonostante la crescita della capacità installata e il sostegno politico.

La sovraccapacità produttiva non è l’unico problema che affligge i produttori di pannelli fotovoltaici. Il mercato è attualmente saturo, con un’offerta che supera la domanda. Questa dinamica ha portato i prezzi dei moduli solari ai minimi storici, favorendo certamente la diffusione dell’energia solare ma mettendo al contempo a dura prova i margini di profitto delle aziende produttrici.

La drastica riduzione dei costi dei pannelli fotovoltaici – diminuiti del 90% nell’ultimo decennio ha reso l’energia solare più competitiva e accessibile, contribuendo al raggiungimento degli obiettivi climatici globali. Tuttavia, questo ribasso ha avuto conseguenze significative sui bilanci delle aziende. I produttori devono fare i conti con costi crescenti dei materiali, ritardi nelle autorizzazioni e un’incertezza politica che colpisce molti mercati chiave.

Prospettive per il mercato solare

Nonostante le difficoltà attuali, le prospettive a lungo termine per il mercato solare rimangono promettenti. Il «Global Market Outlook for Solar Power 2023-2027», recentemente pubblicato, fornisce una visione ottimistica del futuro, evidenziando una crescita continua e robusta.

Le previsioni indicano che 26 paesi hanno aumentato la loro produzione di energia rinnovabile nel 2022, rispetto ai 17 del 2021, e si prevede che oltre 50 paesi raggiungeranno una capacità installata superiore a 1 GW entro il 2025. Entro il 2027, la capacità operativa totale dovrebbe superare i 2 TW all’inizio dell’anno e i 3,5 TW entro la fine. Questi numeri riflettono una crescita sostenuta che, nonostante le attuali turbolenze, suggerisce un futuro luminoso per l’energia solare.

In questo contesto, gli investitori potrebbero vedere le attuali difficoltà come una situazione interessante da considerare. Le valutazioni depresse degli ETF solari potrebbero rappresentare un opportunità, considerando le prospettive di lungo termine e l’impegno globale verso la transizione energetica?

Focus su un ETF Solare

Un esempio rilevante nel panorama degli ETF solari è l’Invesco Solar Energy UCITS ETF Acc, che replica l’indice MAC Global Solar Energy. Questo ETF investe in un’ampia gamma di aziende operanti nel settore dell’energia solare a livello globale. Con un indicatore di spesa complessiva (TER) del 0,69% annuo, offre agli investitori un’esposizione diretta al settore delle energie rinnovabili, accumulando e reinvestendo i dividendi.

Nonostante l’Invesco Solar Energy UCITS ETF Acc sia di dimensioni relativamente piccole, con un patrimonio gestito di circa 59 milioni di Euro, include partecipazioni in aziende leader del settore come First Solar, Enphase Energy e SolarEdge Technologies. Tuttavia, la performance recente è stata deludente: nel 2023, il rendimento è sceso del 29,46%, evidenziando la volatilità e le difficoltà del settore.

Conclusione

Gli ETF solari, con la loro esposizione diversificata e accessibile, rimangono un veicolo interessante legato ad un futuro verde. Gli investitori devono però essere preparati a navigare attraverso periodi di volatilità, mantenendo uno sguardo fisso sulle prospettive a lungo termine. Con un’analisi attenta e una strategia ben ponderata, il settore dell’energia solare potrebbe rappresentare un comparto da valutare.

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