Esterometro 2022: come funziona, cosa cambia e novità per le partite Iva

Caterina Gastaldi

13 Maggio 2022 - 18:30

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L’esterometro: cos’è, come funziona e quali sono le scadenze? Ecco da quando non sarà più necessario l’esterometro.

Esterometro 2022: come funziona, cosa cambia e novità per le partite Iva

L’esterometro, a volte viene chiamato spesometro transfrontaliero, è l’evoluzione dello spesometro, sostituito dall’arrivo della fatturazione elettronica. In pratica si tratta di un documento con all’interno le informazioni riguardanti i dati relativi alle operazioni come acquisti e cessioni, intercorse tra soggetti passivi stabiliti nel territorio italiano e soggetti esteri, siano essi Ue o extra Ue.

Vediamo come funziona e come cambierà l’esterometro 2022.

Cos’è e come funziona l’esterometro

In breve, l’esterometro è un documento che i soggetti passivi di Iva devono inviare all’Agenzia delle Entrate a cadenza trimestrale, nel caso in cui si effettuino scambi con soggetti esteri, che siano parte dell’Unione Europea o meno.

Non tutte le operazioni devono venire comunicate, sono escluse, infatti, nel caso in cui:

  • sia stata emessa una bolletta doganale per delle operazioni extraeuropee;
  • le operazioni transfrontaliere, quindi europee ma non italiane, nel caso in cui sia stata emessa, o ricevuta, fattura elettronica mediante il Sistema di Interscambio.

Salvo le eccezioni è necessario comunicare sempre, attraverso l’esterometro, sia le operazioni che vengono effettuate nei confronti di soggetti non stabiliti in Italia, sia quelle ricevute, sempre se da soggetti non stabiliti in Italia.

Come si compila l’esterometro

All’interno dell’esterometro è obbligatorio inserire le seguenti informazioni da inviare all’Agenzia delle Entrate con cadenza trimestrale:

  • i dati identificativi del cedente o prestatore;
  • i dati identificativi del cessionario o committente;
  • la data del documento che attesta l’operazione;
  • la data di registrazione, solo per i documenti ricevuti e le note di variazione;
  • il numero del documento;
  • la base imponibile;
  • l’aliquota Iva che è stata applicata;
  • l’imposta ovvero, nel caso in cui l’operazione non comporti l’annotazione dell’imposta nel documento, la tipologia dell’operazione.

L’invio delle informazioni deve essere fatto sempre in formato telematico. L’invio può essere fatto utilizzando il portale “fatture e corrispettivi”, nella sezione “dati fattura e comunicazioni Iva”.

Chi deve fare l’esterometro

A dover compilare e inviare l’esterometro sono tutti i soggetti passivi d’imposta residenti in Italia. Questo include tutti coloro che esercitano attività sia di cessione di beni, sia di prestazione di servizi sul territorio italiano.

La compilazione dell’esterometro è obbligatoria per questi soggetti quando ricevono o emettono fatture da o verso soggetti non residenti in Italia. Esistono però alcune categorie che sono escluse da questa comunicazione.

Cosa cambia e novità nel 2022

Il 2022 sarà l’ultimo anno dell’esteremotro, infatti, cambierà la modalità di invio delle informazioni riguardo gli scambi con soggetti esteri per i proprietari di partita Iva.

Proprio come lo spesometro è stato sostituito in passato dall’avvento della fattura elettronica, anche l’esterometro lascerà spazio a una modalità più pratica ideata per semplificare la comunicazione delle informazioni richieste.

L’abolizione dell’esterometro, che era prevista per gennaio 2022, è stata spostata al 1° luglio 2022. Da questa data è stato stabilito che i dati relativi alle cessioni di beni o servizi transfrontalieri dovranno essere trasmessi tramite fattura elettronica al Sistema di Interscambio, con lo stesso formato (.xml) utilizzato per le fatture elettroniche.

Questo significa che dal 1° luglio si andranno a modificare le scadenze e le modalità di comunicazione:

  • per quel che riguarda le fatture da emettere si devono seguire le stesse regole attualmente in atto, il che significa che vanno trasmesse al Sistema di Interscambio entro 12 giorni dall’effettuazione dell’operazione o dei documenti che ne certificano i corrispettivi, oppure, nei casi di fatturazione differita, vanno inviate entro il 15 del mese successivo;
  • riguardo alla trasmissione delle fatture ricevute invece, queste andranno trasmesse entro 15 giorni del mese successivo a quello in cui è stato ricevuto il documento che certifica l’operazione oppure della sua effettuazione.

L’abolizione dell’esterometro infatti non significa che non si dovranno più fare queste comunicazioni, ma che si andrà a cambiare modalità di invio.

Inoltre, se per ora i regimi forfetari non sono obbligati a inviare l’esterometro, da luglio anche loro dovranno farlo, se hanno avuto ricavi o compensi sopra 25.000 euro dal momento che anche questi ultimi hanno l’obbligo di fatturazione elettronica, sempre utilizzando il modello .xml della fatturazione elettronica attraverso il sistema di interscambio.

Inoltre, sempre dal 2022, sono previste nuove sanzioni in caso di errata o mancata trasmissione dei dati. Infatti la sanzione amministrativa prevista è pari a 2 euro per ogni fattura, fino a un massimo di 400 euro mensili.

Questa cifra può essere ridotta del 50%, fino al limite massimo di 200 euro per ciascun mese, nel caso in cui l’invio dei dati avvenisse entro 15 giorni successivi alla scadenza.

Come evitare l’esterometro

Non tutti i soggetti passivi di Iva devono inviare l’esterometro: ci sono infatti alcune eccezioni. Nello specifico, primi tra tutti a non aver questo obbligo sono quei soggetti residenti in Italia esonerati dall’obbligo di fatturazione elettronica.

A rientrare in questa categoria sono, per esempio:

  • i regimi forfettari, entro certi limiti secondo le modifiche del 1° luglio 2022;
  • i contribuenti a regime di vantaggio;
  • le associazioni sportive dilettantistiche ed enti non commerciali in regime fiscale agevolati, se con proventi conseguiti nel periodo d’imposta precedente non superiori a € 65.000;
  • i piccoli agricoltori in regime di esonero.

Scadenze esterometro: quando si invia?

Fino al 1° luglio 2022 rimangono però in atto le scadenze classiche dell’esterometro, che va inviato a cadenza trimestrale, una volta a quadrimestre. Questo significa che nel 2022 l’invio dovrà riguardare solo il primo trimestre (gennaio, febbraio, marzo) e il secondo (aprile, maggio, giugno).

La scadenza per l’invio del secondo trimestre, l’ultimo da inviare, era segnata per il 31 luglio che, cadendo di domenica, l’ha fatta slittare fino al 22 agosto. Quella per l’invio del primo trimestre è già passata, ed era segnata per il 2 maggio.

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