In Australia viaggia ogni giorno un treno lungo 7 km privo del macchinista. Ecco a cosa serve e perché è fondamentale per il Paese
Mentre tutti parlano di USA, Cina, e Giappone come centri nevralgici dell’innovazione mondiale, l’Australia sta intraprendendo un incredibile processo di ammodernamento lontano dai riflettori.
Le innovazioni introdotte nel settore di bonifiche ambientali vengono ormai replicate in ogni angolo del globo, ma è con i trasporti che il Paese si sta affermando come punto di riferimento mondiale. È proprio in Australia che viaggiano alcuni dei treni più lunghi del mondo che, grazie ai software AI, non hanno neanche bisogno del macchinista.
I treni dei record
In Australia il trasporto ferroviario ha fatto passi da gigante, trainato dal bisogno di ridurre i costi operativi per le aziende minerarie e per il trasporto capillare dei minerali di ferro. È così che sono nati i treni merci lunghi chilometri e che viaggiano h24, 7 giorni su 7, senza conducente.
Due le aziende di riferimento: la Rio Tinto, che fa circolare 53 treni lunghi 2,5 chilometri ciascuno, e la BHP che sta facendo viaggiare un convoglio che supera i 7 chilometri di lunghezza e che è capace di trasportare la bellezza di 82.000 tonnellate di minerali.
Perché treni lunghi chilometri e senza conducente?
Agli inizi degli anni 2000 le compagnie minerarie australiane hanno dovuto affrontare un’esplosione della domanda di minerale di ferro. Un boom che le mise di fronte alla sfida di aumentare la capacità e le prestazioni di trasporto senza saturare la rete con più treni e senza costruire nuove linee.
Il minerale di ferro, per essere redditizio, deve essere trasportato in quantità enormi poiché il suo valore per tonnellata è estremamente basso in confronto a quello di altre materie prime. Si parla di 110 dollari a tonnellata, poco meno di 100 euro, contro gli oltre 3.000 euro dell’alluminio e gli oltre 12.000 del rame.
La soluzione trovata dalle compagnie australiane è stata l’automazione dei treni, metodo che permette risparmi sul carburante e sulla manodopera.
Un esempio estremo di economie di scala: se in passato servivano 2-3 addetti per far funzionare un singolo treno, adesso i convogli autonomi non hanno bisogno di umani, possono circolare più velocemente, più a lungo e con minor dispendio di diesel (nel Paese la rete non è elettrificata)
La tecnologia dei trasporti ai massimi livelli
Le locomotive vengono preparate presso gli scali di smistamento di Dampier e Cape Lambert da un macchinista in carne e ossa. Ma è l’unico intervento umano. Subito dopo l’operazione viene trasferita al centro di controllo di Perth (lontano circa 1.500 km) che stabilisce il percorso del treno e lo indirizza verso una miniera per il carico.
Una volta riempito inizierà il suo viaggio sotto la supervisione della centrale operativa e in completa sicurezza. La guida autonoma dei treni è infatti basata su comunicazioni ad alta velocità, innovativi sensori termici e radar capaci di riconoscere oggetti e animali a quasi 2 km di distanza, scanner laser ai passaggi a livello, software di bordo e dispositivi per l’arresto automatico.
In più, grazie alla recente introduzione dell’intelligenza artificiale, il sistema è in grado di utilizzare schemi comportamentali basati sugli oggetti che incontra. Ad esempio, suona automaticamente il clacson se rileva un animale o una persona, oppure arresta la marcia se individua una pietra sui binari, cosa che accade spesso nel deserto.
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