Esenzione Ticket sanitario: categorie, limiti di reddito 2018 e richiesta

Disoccupati, Under 6 e Over 65 non pagano il ticket sanitario, così come i malati cronici e le donne in gravidanza: ecco una guida dedicata a tutti i casi di esenzione del contributo da pagare (non sempre) in favore della spesa sanitaria.

Esenzione Ticket sanitario: categorie, limiti di reddito 2018 e richiesta

L’esenzione del ticket sanitario è un diritto che lo Stato riconosce ad alcuni cittadini, quali ad esempio a coloro che sono economicamente disagiati o anche nei confronti di chi si trova in un determinato stato patologico (come ad esempio in gravidanza). Vi spiegheremo meglio quali sono le categorie che non pagano il ticket sanitario nel prosieguo di questo articolo, nel quale faremo chiarezza anche su come fare per chiedere il diritto all’esenzione.

Vi ricordiamo comunque che il ticket sanitario - pur essendo un contributo che i cittadini versano in favore della spesa sanitaria - non va sempre pagato. Molte prestazioni sanitarie, infatti, sono totalmente gratuite, mentre solo per una piccola parte di queste è necessario pagare il ticket. Nel dettaglio, il ticket si paga per quelle prestazioni sanitarie non comprese nei livelli essenziali di assistenza (i cosiddetti LEA). Quindi, va pagato per le prestazioni specialistiche, per quelle di pronto soccorso e per le cure termali.

Inoltre, come anticipato, anche per le prestazioni per le quali il paziente deve pagare il ticket, la legge riconosce alcuni casi di esenzione; vediamo quali sono in questa guida dedicata.

Ma procediamo con ordine e vediamo quali sono i requisiti - attualmente in vigore - per beneficiare dell’esenzione del pagamento sia del ticket sanitario che del super ticket sulle prestazioni specialistiche.

Quando (non) si paga?

Introdotto in Italia dal 1982, il ticket sanitario è lo strumento riconosciuto dalla legge con il quale gli italiani contribuiscono ai costi della Sanità. Si tratta di una tassa (e non di un’imposta) perché si paga esclusivamente per le prestazioni sanitarie di cui si usufruisce.

Nel dettaglio, tra le prestazioni incluse nei LEA (livelli essenziali di assistenza) il ticket si paga per:

  • le visite mediche specialistiche e per gli esami di diagnostica strumentale e di laboratorio;
  • le prestazioni eseguite in pronto soccorso che non hanno carattere di emergenza o urgenza (codice bianco) o che non sono seguite da ricovero;
  • cure termali.

Il ticket sanitario, invece, non si paga per:

  • esami di diagnostica strumentale e di laboratorio incluse nei programmi per la diagnosi precoce o per la prevenzione collettiva, se promossi - o autorizzati - dalla Regione (come ad esempio la mammografia o il PAP test);
  • esami di diagnostica strumentale e di laboratorio necessari per la tutela della salute collettiva (ad esempio la visita medica e gli esami correlati ai quali vanno sottoposti coloro che sono stati a contatto con una persona affetta da malattia infettiva e contagiosa);
  • prestazioni pediatriche e di medicina generale;
  • trattamenti erogati durante il ricovero ospedaliero;
  • per gli alimenti destinati a categorie particolari (come ad esempio per gli alimenti senza glutine per i celiaci, per i quali è prevista anche una detrazione ai fini Irpef);
  • dispositivi medici per diabetici;
  • prestazioni erogate per la tutela della maternità;
  • analisi per prevenzione della diffusione dell’infezione da HIV;
  • donazioni del sangue, organi e tessuti;
  • vaccinazioni obbligatorie.


Quindi sono solamente tre le categorie di prestazioni sanitarie per le quali si paga il ticket; tuttavia il pagamento di questa tassa non è obbligatorio per tutti poiché ci sono dei soggetti che ne sono esentati.

Chi ha diritto all’esenzione

L’esenzione dal ticket è un diritto di molte categorie di cittadini, che possono usufruire gratuitamente della sanità pubblica. Le esenzioni del ticket dipendono da vari fattori: il reddito, l’anzianità, malattie patologiche e altri criteri che ora vedremo nel dettaglio. Facendo richiesta di esenzione non verrà più chiesto alcun tipo di contributo per le spese sanitarie.

Nel dettaglio, l’esenzione del ticket sanitario è prevista sulla base di determinate condizioni:

  • reddito;
  • età;
  • condizione sociale;
  • essere affetti da determinate patologie;
  • invalidità civile;
  • in casi particolari come gravidanza, diagnosi precoce di tumori e accertamento HIV.

Non tutti però sono informati sui propri diritti e continuano a spendere i loro soldi inutilmente, dal momento che non sanno di avere diritto all’esenzione del ticket.

Vediamo nel dettaglio quali sono le categorie esonerate.

1) Malati cronici

La prima categoria che può richiedere l’esenzione del ticket sono i malati cronici. La lista completa delle malattie accettate può essere letta sul sito del Ministero della Sanità. Per questa categoria di persone l’esenzione dal ticket deve essere richiesta presso l’Azienda Sanitaria Locale di residenza.

Si dovrà esibire un certificato medico che attesti la malattia e, in caso venisse riconosciuta l’esenzione, il ticket non dovrà essere pagato neanche per i farmaci utilizzati in terapia.

L’esenzione del ticket è prevista anche per coloro che hanno malattie rare. In questo caso le esenzioni riguardano tutte le prestazioni sanitarie necessarie per diagnosticare la malattia, monitorare i cambiamenti e le varie prestazioni di prevenzione. Per questa particolare categoria tutte le indagini per l’accertazione della malattia saranno gratuite.

2) Diagnosi precoce tumori

Anche la diagnosi precoce dei tumori rientra tra i motivi di esenzione dalla compartecipazione alla spesa sanitaria.

Non tutte le diagnosi sono esentate dal pagamento del ticket, l’esenzione avviene solo per alcune tipologie, ossia per quelle che risultano le più diffuse:

  • tumore al collo dell’utero;
  • tumore al seno;
  • tumore al colon-retto.

Tutti gli esami svolti per prevenire uno di questi mali sono totalmente a carico dello Stato e non chiedono la compartecipazione del paziente.

3) Invalidità

Possono inoltre richiedere l’esenzione dal pagamento del ticket tutte le persone invalide. In questo caso l’esenzione sarà applicata o soltanto per alcune visite specialistiche, strettamente legate all’invalidità del paziente oppure a tutte le visite sanitarie.

L’esenzione per questa categoria di richiedenti dipenderà dal grado di invalidità. L’invalidità inoltre dovrà essere accertata da una Commissione medica della Asl di residenza del richiedente.

4) Gravidanza

Anche nel periodo della gravidanza tutte le donne avranno diritto all’esenzione del pagamento del ticket per alcune visite specialistiche e diagnostiche.

Tali visite vengono erogate dallo Stato in via del tutto gratuita, perché considerate necessarie per la tutela della salute della mamma e del bambino.

5) Reddito

Arriviamo infine all’ultimo motivo per cui si può richiedere l’esenzione: il reddito. L’esenzione del ticket si applica infatti anche a determinate condizioni sociali o a situazioni reddituali molto basse.

Le categorie che vengono esentate dal pagamento del ticket sono:

  • codice E01: i cittadini che hanno meno di 6 anni e quelli che superano i 65, nel caso in cui facciano parte di un nucleo familiare con un reddito complessivo non superiore a 36.151,98 euro annui.
  • codice E02: disoccupati e familiari a carico, coloro che hanno un reddito del nucleo familiare inferiore a 8.263,31 euro, che arriva fino a 11.362,05 euro quando uno dei coniugi è a carico. A questo conteggio si devono aggiungere 516,46 per ogni figlio a carico;
  • codice E03: titolari di pensione sociale o percettori di assegno sociale e familiari a carico;
  • codice E04: titolari di pensione minima di età superiore a 60 anni e familiari a carico. Anche in questo caso però per chiedere l’esenzione dal pagamento del ticket si dovranno rispettare i criteri di reddito che abbiamo indicato prima.

Il termine “nucleo familiare” viene utilizzato in riferimento ai fini fiscali e non anagrafici. L’attestazione del nucleo familiare deve essere comprovata con documenti fiscali. Quando si parla invece di “familiari a carico” si intendono figli o parenti che percepiscono redditi annui inferiori ai 2.840 euro l’anno.

Grazie all’introduzione della ricetta elettronica il codice della fascia di reddito risulterà direttamente nella banca dati delle Entrate e dell’Inps e quindi sarà automaticamente presente sulla prescrizione del medico.

Per tutti coloro che rientrano in uno dei criteri di esenzione del ticket sopra indicati o che rilevano delle incongruenze con i dati della fascia economica attestata potranno recarsi alla Asl e richiedere il certificato nominale di esenzione.

Come chiedere l’esenzione

Solitamente per chiedere l’esenzione del ticket il cittadino deve presentare diversi documenti a seconda della propria situazione. Ad esempio, chi chiede l’esenzione per motivi legati al reddito deve presentare l’autocertificazione dove sono indicati i dati personali e il reddito complessivo del nucleo familiare (riferito ovviamente all’anno precedente a quello in cui si chiede l’esenzione). Se invece si richiede l’esenzione perché disoccupati bisogna portare l’indicazione del Centro per l’impiego dove si è iscritti.

A questi va poi allegata una copia del documento d’identità, nonché dichiarare di essere consapevoli delle conseguenze - penali - qualora si stia dichiarando il falso.

Il tutto va consegnato alla ASL di appartenenza alla Regione che rilascerà un certificato provvisorio in scadenza il 31 marzo di ogni anno (ad eccezione degli Over 65 che appartengono alle categorie E01-E03 e E04 per i quali il certificato, salvo modifiche del reddito, non deve essere aggiornato).

Non sempre comunque è necessario presentarsi alla Asl; l’esenzione del ticket sanitario, infatti, può essere anche verificata dal medico curante tramite la lista della Tessera Sanitaria dove, incrociando i dati in possesso di Inps, Servizio Sanitario Nazionale e Agenzia delle Entrate, sono indicati i cittadini che hanno diritto all’esenzione del ticket.

Solo se il nominativo non è presente nell’elenco, ma il cittadino ritiene comunque di avere diritto all’esenzione, questo dovrà chiedere alla Asl il suddetto certificato provvisorio che poi andrà consegnato al medico curante.

Addio al super ticket sanitario

Nella Legge di Bilancio 2018 è stato approvato l’emendamento che abolisce (ma non per tutti) il super ticket sanitario, ovvero la tassa aggiuntiva di 10€ che in alcune Regioni viene applicata sulle prestazioni specialistiche.

Ad oggi questo contributo si paga interamente nelle seguenti Regioni:

  • Liguria;
  • Abruzzo;
  • Lazio;
  • Molise;
  • Campania;
  • Puglia;
  • Calabria;
  • Sicilia.

Ci sono delle Regioni - come Veneto, Toscana, Umbria, Marche ed Emilia Romagna - dove l’importo del super ticket varia a seconda del reddito, mentre in Piemonte, Lombardia e Friuli Venezia Giulia è commisurato al valore della ricetta.

Bisogna sottolineare però che l’esenzione del super ticket sarà solamente parziale; per la sua cancellazione definitiva, infatti, bisognava stanziare almeno 1 miliardo di euro, cifra insostenibile per le casse dello Stato.

Ecco perché è stato deciso di esonerare dal pagamento di questa tassa solamente alcune categorie di soggetti, quali i giovani (probabilmente fino a 16 anni), gli anziani e i cittadini con un reddito non elevato.

Il tutto per un costo complessivo di 60 milioni di euro; per saperne di più, però, dovremo attendere la pubblicazione del decreto attuativo, con il quale verrà fatta chiarezza su coloro che saranno esentati dal pagamento di questa tassa aggiuntiva al ticket sanitario. Decreto che ad oggi, a quasi un anno dall’approvazione della Legge di Bilancio, tarda ad arrivare; ormai, quindi, è molto probabile che il tutto venga rinviato al 2019.

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