Energia solare sempre più costosa: cattive notizie per la lotta climatica

14 Settembre 2021 - 13:32

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Pressione dei prezzi anche sull’energia solare: il rincaro delle materie prime sta impattando sul mercato delle rinnovabili. E questa non è una buona notizia per la lotta climatica.

Energia solare sempre più costosa: cattive notizie per la lotta climatica

Tutti i fattori della crisi economica post-pandemica stanno pressando l’industria dell’energia solare.

Dalla carenza di materie prime ai colli di bottiglia nelle forniture fino all’impennata dei prezzi di alcune commodities: i principali ostacoli alla piena ripresa dell’economia minacciano seriamente la lotta climatica.

L’industria solare, infatti, è tra i molti settori in difficoltà per costi troppo elevati, secondo un rapporto pubblicato dalla Solar Energy Industries Association e da Wood Mackenzie.

Con energie rinnovabili costose, gli obiettivi della lotta al cambiamento climatico si allontanano: cosa aspettarsi?

Energia solare: prezzi mai così alti

I prezzi dell’energia solare sono in evidente e costante aumento. È la prima volta che tali costi energetici, sia residenziali, commerciali e delle utenze crescono di pari passo da quando la società di consulenza Wood Mackenzie ha iniziato a monitorare i prezzi nel 2014.

Le pressioni sono arrivate da un balzo dei prezzi delle materie prime, tra cui acciaio e alluminio. Anche i costi di spedizione elevati hanno avuto un ruolo importante. La maggior parte di questi impatti inizierà probabilmente a manifestarsi nel 2022, dal momento che molte aziende hanno scorte sufficienti per adesso.

Un rapporto separato di Rystad Energy ha affermato che i prezzi globali dei pannelli solari sono aumentati del 16% quest’anno rispetto ai livelli del 2020. I costi complessivi, che includono i costi ridotti come il lavoro, sono balzati del 12% nel 2021. Rystad ha messo in guardia quindi sulle prospettive della domanda per i prossimi anni.

In focus ci sono materie prime necessarie all’energia solare, come silicio policristallino, argento, rame, alluminio e acciaio che stanno avanzando in questo nuovo scenario post-Covid.

Il mono-polisilicio, materiale chiave per i pannelli fotovoltaici, è passato da $ 7,6 per chilogrammo nel 2019 a $ 9 per kg nel 2020, ed è probabile che raggiunga una media di $ 18 per kg nel 2021.

Il prezzo dell’argento, importante per i collegamenti dalla cella di silicio ai fili di rame, è passato da 550 dollari al kg nel 2019 a 850 dollari al kg (in media) nel 2021.

Perché gli obiettivi climatici sono a rischio

L’analisi di Rystad Energy è stata chiara nel prevedere le prossime strategie sul cambiamento climatico.

Secondo la società, a lungo termine, l’industria solare deve aumentare la capacità e continuare a combattere l’escalation dei costi per raggiungere gli obiettivi del cambiamento climatico.

Per mantenere l’aumento della temperatura globale al di sotto di 1,5°C, i produttori di pannelli solari dovrebbero idealmente crescere del 10% all’anno per soddisfare la capacità di produzione di moduli necessari per 1.200-1.400 GW entro il 2035.

Tuttavia, con l’attuale carenza di approvvigionamento di materie prime essenziali come polisilicio, argento e vetro e l’aumento dei prezzi di materiali ausiliari, una tale crescita è un obiettivo davvero ambizioso. Infatti, entro il 2035, l’industria del solare fotovoltaico dovrebbe procurarsi sette volte più argento di quanto fa oggi, quando ne consuma già il 10% della produzione globale.

Limitare il riscaldamento globale a 1,7°C è invece uno scenario più realizzabile con gli attuali vincoli di offerta. Ma questa non è una buona notizia, considerando l’urgenza della lotta climatica e la necessità di una transizione energetica, già in ritardo.

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