Elezioni amministrative Ragusa 2023: data, candidati e sondaggi

Alessandro Cipolla

25 Gennaio 2023 - 16:13

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La guida alle elezioni amministrative Ragusa 2023: la possibile data del voto, la legge elettorale, chi potrebbero essere i candidati in campo e cosa dicono i sondaggi.

Elezioni amministrative Ragusa 2023: data, candidati e sondaggi

Elezioni amministrative Ragusa 2023, la guida al voto: grandi manovre in vista delle comunali che potrebbero essere accorpate ad alcuni degli appuntamenti delle elezioni regionali, anche se sulla data ancora non ci sono novità da parte della Regione Sicilia.

Dopo il successo alle elezioni amministrative del 2018, a Ragusa l’attuale sindaco Giuseppe Cassì ha annunciato l’intenzione di essere di nuovo in campo per cercare di ottenere un secondo mandato sostenuto però solo dalle liste civiche, con i partiti del centrodestra al momento fuori.

Tutto da decidere nel centrosinistra, dove si vocifera un possibile impegno da parte dell’ex sindaco Nello Dipasquale, ma prima il Partito Democratico dovrà capire se ci sono le condizioni per un accordo con il Movimento 5 Stelle.

In attesa degli immancabili sondaggi elettorali, vediamo quale può essere la data delle elezioni amministrative Ragusa 2023, i possibili candidati e quali sono i dettami della legge elettorale.

Elezioni amministrative Ragusa 2023: la data

Ancora non è stata presa una decisione in merito alla data delle elezioni amministrative 2023; la scelta infatti si potrebbe intersecare con quella delle regionali in Friuli-Venezia Giulia e in Molise.

Nel 2018 a Ragusa per il primo turno delle elezioni amministrative si è votato in data 10 giugno; cinque anni dopo le urne potrebbero tornarsi ad aprirsi con qualche settimana d’anticipo in caso di accorpamento con le regionali.

Per quanto riguarda gli orari, superata la fase più difficile della pandemia di recente si è tornati all’unica giornata di voto, di domenica dalle ore 07:00 alle ore 23:00, ma il Viminale di recente ha deciso di far votare alle regionali in Lombardia e nel Lazio anche di lunedì.

La legge elettorale

La legge elettorale delle elezioni amministrative in Italia è di stampo maggioritario per quanto riguarda l’elezione del sindaco, mentre la ripartizione dei consiglieri avviene in maniera proporzionale.

Essendo Ragusa un Comune con più di 15.000 abitanti, se nessun candidato al primo turno dovesse ottenere il 40% dei voti allora si procederà a un ballottaggio tra i due più votati. Nel caso si dovesse verificare una perfetta parità nel testa a testa, sarà eletto sindaco il candidato più anziano.

Per garantire la formazione di una maggioranza solida e di conseguenza una sostanziale governabilità, alle liste collegate al candidato sindaco risultato vincitore verrà attribuito il 60% dei seggi; i restanti posti nel Consiglio verranno poi assegnati alle altre liste in maniera proporzionale attraverso il “metodo D’Hondt”.

Alla divisione dei seggi, si andranno a eleggere nel totale 32 consiglieri escluso il sindaco, saranno ammesse tutte le liste e i gruppi di liste di candidati che avranno superato la soglia di sbarramento del 3% dei voti validi.

Per quanto riguarda le modalità di voto, nei comuni con più di 15.000 abitanti è ammesso il voto disgiunto, con l’elettore che potrà esprimere fino a due preferenze mantenendo però la parità di genere (un uomo e una donna).

I candidati

Sfruttando la grande frammentazione con ben sette candidati in campo, Giuseppe Cassì alle elezioni amministrative del 2018 è riuscito a diventare sindaco di Ragusa sconfiggendo al ballottaggio il primo cittadino uscente pentastellato Antonio Tringali.

Cinque anni più tardi, Cassì ha annunciato la sua candidatura bis senza però il sostegno di Fratelli d’Italia, unico partito che lo aveva appoggiato nel 2018; il sindaco così al sua fianco avrà solo liste civiche, provenienti magari anche da altri schieramenti.

Tagliato fuori dalla scelta di Cassì, il centrodestra a Ragusa questa volte dovrebbe presentarsi unito anche se sul nome, al momento, non è arrivata ancora la proverbiale fumata bianca.

Nel Partito Democratico i nomi più caldi invece sono quelli del segretario cittadino Peppe Calabrese e dell’ex sindaco Nello Dipasquale; nel centrosinistra però prima si dovrà fare chiarezza sulla coalizione, con il Movimento 5 Stelle spettatore interessato anche se i grillini hanno fatto intendere di essere pronti a correre di nuovo da soli.

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