L’elenco delle società inserite negli indici azionari del Vaticano

Alessandro Nuzzo

12 Febbraio 2026 - 18:41

Lo IOR in collaborazione con Morningstar ha lanciato due indici azionari composti da aziende che oltre alla solidità finanziaria rispettano principi etici e di religione.

L’elenco delle società inserite negli indici azionari del Vaticano

L’Istituto per le Opere di Religione (IOR) ha annunciato il lancio di due nuovi indici azionari sviluppati in collaborazione con Morningstar Indexes: Morningstar IOR Eurozone Catholic Principles e Morningstar IOR US Catholic Principles. Uno riguarda le aziende quotate nell’area euro, l’altro quelle quotate negli Stati Uniti. L’obiettivo dichiarato è offrire un punto di riferimento stabile per chi vuole investire secondo criteri coerenti con la Dottrina sociale della Chiesa, senza rinunciare a trasparenza e metodi tipici dell’industria degli indici. 

I due benchmark nascono in un momento in cui gli investimenti a tema non si limitano più alla grande categoria Esg, ma si frammentano in approcci identitari e valoriali: sostenibilità, impatto, criteri religiosi, filtri etici specifici. Morningstar, dal canto suo, mette sul tavolo una costruzione basata su regole e verifiche standardizzate.

La vera distinzione rispetto agli indici classici non riguarda solo i numeri, ma il modo in cui quei numeri vengono letti. Accanto ai consueti requisiti finanziari, infatti, entrano in gioco criteri di natura etica, allineati alla politica d’investimento dello IOR e costruiti in coerenza con la Dottrina sociale della Chiesa. In concreto, questo comporta l’esclusione di settori e pratiche ritenuti inconciliabili con la dignità della vita umana, la protezione della persona e la cura dell’ambiente, mentre vengono favoriti quei modelli imprenditoriali che puntano su responsabilità, sostenibilità e un’idea di sviluppo capace di tenere insieme crescita economica e progresso sociale.

Le principali aziende inserite nei due indici

Sia l’indice Eurozona sia quello statunitense includono 50 società large e mid cap, selezionate con una metodologia che combina criteri finanziari e filtri etici allineati alla Investment Policy dello IOR. In sostanza: non si tratta di un indice etico generico, ma di un paniere che esclude aziende coinvolte in attività considerate incompatibili con l’insegnamento cattolico, e che valuta anche profili legati a responsabilità sociale e tutela dell’ambiente. Secondo le prime analisi queste dovrebbero essere le 10 principali aziende presenti nei due indici con le relative percentuali di peso del portafoglio.

Morningstar IOR Eurozone Catholic Principles:

  • ASML Holding NV - 6,16%
  • Deutsche Telekom AG - 5,07%
  • SAP SE - 3,96%
  • Banco Santander SA - 3,88%
  • Hermes International SA - 3,82%
  • Banco Bilbao Vizcaya Argentaria SA - 3,80%
  • Prosus NV Ordinary Shares - Class N - 3,76%
  • Vinci SA - 3,46%
  • UniCredit SpA - 3,45%
  • Allianz SE - 3,43%

Morningstar IOR US Catholic Principles

  • Meta Platforms Inc Class A - 5,31%
  • Amazon.com Inc - 5,22%
  • NVIDIA Corp - 5,09%
  • Tesla Inc - 4,84%
  • Apple Inc - 4,62%
  • JPMorgan Chase & Co - 4,27%
  • Broadcom Inc - 4,00%
  • Visa Inc Class A - 3,35%
  • Micron Technology Inc - 3,01%
  • Alphabet Inc Class A - 2,86%

Il tema era già stato messo sul tavolo nel 2024, durante la conferenza Mensuram Bonam di Londra, che aveva fatto dialogare professionisti della finanza e rappresentanti ecclesiastici arrivati da più Paesi. In quell’occasione vennero richiamate stime secondo cui, in Europa, gli investimenti riconducibili all’universo cristiano superano gli 800 miliardi di euro: una cifra imponente che, però, fino a questo momento non aveva a disposizione benchmark specifici con cui valutare insieme rendimento e aderenza ai principi etici. Con la creazione di questi due indici si punta a colmare questa lacuna.

Giovanni Boscia, vicedirettore generale, CFO e responsabile dell’asset management dello IOR, ha detto: «Con il lancio di questi due nuovi indici azionari, lo IOR compie un ulteriore passo avanti in un processo che da anni lo vede adottare le migliori pratiche finanziarie internazionali, nel rigoroso rispetto dei principi della dottrina sociale della Chiesa».

«Disporre di benchmark costruiti secondo criteri etici cattolici riconosciuti ci permette di rendere ancora più rigorosi e trasparenti i nostri processi di valutazione delle performance e di rendicontazione», ha proseguito Boscia. «Questa iniziativa riafferma il nostro impegno come istituzione finanziaria al servizio della Chiesa, rafforzando ulteriormente il ruolo dello IOR come punto di riferimento per il mondo cattolico».

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