Ecobonus 2023: terminati i fondi per scooter e moto non elettrici

Gaetano Cesarano

16 Gennaio 2023 - 12:05

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Lo stanziamento previsto per incentivare l’acquisto di moto e scooter tradizionali è stato esaurito in pochissimi giorni: quali sono le alternative.

Gli incentivi moto e scooter garantiti dall’ecobonus 2023 sono già esauriti per i modelli ad alimentazione tradizionale.

Lo stanziamento era limitato con una dotazione di fondi pari a 5 milioni di euro per incentivare l’acquisto di veicoli a due ruote con motore tradizionale contro i 35 milioni - in gran parte ancora disponibili - previsti invece per il passaggio ad uno scooter o una moto elettrica.

Lo schema di incentivazione era infatti particolarmente interessante: per l’acquisto di uno scooter o una moto con motore tradizionale era infatti previsto un contributo del 40% sul prezzo d’acquisto, con una soglia massima di intervento fissata in 2.500 euro, a fronte della contestuale rottamazione di una moto o scooter di classe inquinante da Euro 0 a Euro 3.

Ecobonus 2023 Ecobonus 2023 Fondi disponibili al 16.01.2023

Gli ecobonus moto ancora disponibili

Gli acquirenti di moto e scooter di nuova immatricolazione ad alimentazione elettrica delle categorie di riferimento L1e, L2e, L3e, L4e, L5e, L6e e L7e possono ancora beneficiare dell’ecobonus 2023.

A fronte dell’iniziale stanziamento di 35 milioni di euro, la disponibilità dei fondi - che può essere monitorata sul sito ufficiale del Mise - è attualmente di 14 milioni di euro.

Per l’acquisto di moto e scooter ad alimentazione ibrida o elettrica è previsto un contributo del 30% sul prezzo di acquisto (al netto dell’IVA del 22%) fino alla concorrenza di 3 mila euro. Come già disposto per gli incentivi precedenti, il contributo arriva al 40% - con una soglia massima d’intervento pari a 4 mila euro - in caso di contestuale rottamazione di un veicolo a due ruote con classe di omologazione da Euro 0 a Euro 3.

Se anche in questo caso dovesse verificarsi l’esaurimento anticipato delle dotazioni previste, non è da escludere - come avvenuto nel 2022 - che una parte dei fondi destinati alle automobili (categoria M1) possano essere «trasferiti» su moto e scooter.

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