Avere un’idea precisa di un X ritorno sul reddito fisso sui titoli di Stato. Vediamo un caso immaginario su uno strumento di investimento reale
Segui Money.it su Google Aggiungici alle fonti preferite per vedere più spesso le nostre notizie nei risultati di ricerca.
Rischio e rendimento sono da sempre croce e delizia del piccolo investitore. Meglio anteporre la sicurezza al costo di sacrificare il ritorno finale o meglio correre qualche rischio in più per potenziare gli incassi a parità di tempo? Bella domanda, alla quale non esiste risposta certa e valida per tutte le stagioni.
Tempi, obiettivi di investimento e propensione al rischio cambiano da caso a caso, per non considerare le preferenze verso gli strumenti, gli emittenti, i costi e le spese, etc.
Non potendo che procedere per casi ipotetici e immaginari, simuliamo ora quello di un risparmiatore con precise esigenze di fondo. Ossia una predilezione verso i titoli di Stato, la quasi assoluta certezza di non aver bisogno del capitale anzitempo e un obiettivo chiaro in termini di ritorno complessivo. A titolo di esempio, ecco un BTP a sconto buono per guadagnare il 15% netto e rimborso del capitale a scadenza.
Il BTP in scadenza il 1° aprile 2031
Il riferimento è al BTP con codice ISIN IT0005422891, data emissione e godimento 1° ottobre 2020 e scadenza al 1° aprile 2031. Si tratta quindi di un classico decennale in origine la cui durata residua si è nel frattempo ridotta (anni residui: 5,94 circa).
La data di nascita del bond aiuta a comprendere perché la cedola annua sia “solo” dello 0,90%, lo 0,7875% al netto della ritenuta fiscale del 12,5%. In pratica al termine di ogni semestre (date stacco: 01/04 e 01/10) il titolare del bond incassa lo 0,45% lordo (netto: 0,4% scarso) moltiplicato per il prestito nominale sottoscritto. Davvero poca cosa se pensiamo che il decennale con data godimento 15/01/’25, scadenza 1° agosto 2035 ha un tasso annuo del 3,65%. In pratica quest’ultimo paga 4 volte quanto il BTP Tf 0,90% Ap31.
Il titolo al momento prezza con uno sconto superiore al 10% rispetto al valore nominale 100 di emissione e di rimborso finale. Il che sarebbe un pro per chi mira soprattutto a costituire un X capitale finale e vuole investire oggi “a sconto” sulla quella cifra finale. Discorso inverso, invece, per chi ha esigenze di entrate periodiche, poiché farebbe bene a considerare altre alternative anche a parità di prodotti.
Rendimento netto e complessivo del BTP cedola 0,90%
Nello specifico, il prezzo di chiusura della scorsa ottava è stato a 89,27, per un rendimento effettivo annuo lordo e netto a scadenza del 2,9% e 2,55. Moltiplicandolo per gli anni di vita utile residua ne deriverebbe un rendimento totale di poco oltre il 15% netto (di sola ritenuta).
Immaginiamo di voler sottoscrivere 15mila € nominali di questo debito sovrano. Oggi servirebbero 13.390,50 € più altri 10-20 € di commissioni bancarie (dipende dalle condizioni economiche previste dalla propria banca). Ogni 1° di aprile e di 1° ottobre fino al termine giungerebbe una cedola semestrale netta sui 59 € circa.
Ovviamente sulla prossima rata del 1° ottobre 2025 andrebbero dedotti 6,20 € di rateo già maturato. È la parte di cedola che spetta a chi ci vende il BTP e già pagata al tempo stesso dell’acquisto sul secondario, insieme al capitale e le commissioni.
A scadenza, invece, il nominale accreditato sarebbe di 15mila €, superiore al capitale oggi impegnato. Ne deriverebbe una plusvalenza di circa 1.610 € su cui graverebbe una tassazione da capital gain sui 201 €.
leggi anche
Tassi fissi e crescenti per il bond a 5 anni in euro della banca tripla A e taglio minimo €1.000
Ecco un BTP a sconto buono per guadagnare il 15% netto e rimborso del capitale a scadenza
Il ritorno complessivo può definirsi sufficiente, insufficiente o adeguato al mix tempo-rischio assunto? Difficile dirlo perché non conosciamo tante altre esigenze e priorità del nostro ipotetico profilo di investitore. Una cosa è certa e non la diciamo neanche noi, ma il mercato.
Oggi il payout riconosciuto dall’equilibrio, dalla sintesi acquirenti-venditori su questo strumento sovrano e relativo tempo-rischio, è quello su esposto. Se il mercato avesse la parola direbbe: prendere o lasciare.
Più in generale, quello su visto è un esercizio di calcoli e simulazioni. La gestione e la pianificazione del proprio patrimonio finanziario è invece cosa più complessa e articolata, che presuppone a priori risposte a precise domande.
Commenti
0Nessun commento: scrivi tu il primo.