Con la fine del 2024 e l’arrivo imminente del 2025, quali potrebbero essere le azioni migliori su cui puntare?
Particolare attenzione è rivolta a quei titoli che, durante il cosiddetto “everything rally” dell’anno appena trascorso, non sono riusciti a registrare una performance positiva, chiudendo uno degli anni più rialzisti dell’S&P500 con una perdita in conto capitale.
Si tratta di aziende in gravi difficoltà finanziarie o, al contrario, di opportunità nascoste e sottovalutate da un mercato eccessivamente concentrato sul boom dell’AI?
Un elemento fondamentale da considerare in questo periodo dell’anno è l’effetto delle vendite per perdite fiscali. Questo fenomeno, tipico della fine dell’anno, consiste nella vendita di titoli in perdita per compensare i guadagni in conto capitale, riducendo così l’impatto fiscale sugli utili e ottimizzando il portafoglio dal punto di vista tributario. Di conseguenza, i titoli che hanno registrato perdite significative, superiori al 10%, potrebbero subire movimenti non rappresentativi dei loro fondamentali, ma piuttosto legati a questa strategia di aggiustamento del portafoglio.
La situazione diventa particolarmente interessante con l’inizio del nuovo anno, quando gli investitori tornano a valutare quali asset inserire in portafoglio.
Titoli che hanno scontato ribassi eccessivi rispetto alle loro prospettive per il 2025 potrebbero attirare nuovamente l’attenzione degli analisti. Questo rinnovato interesse potrebbe innescare una nuova ondata di ottimismo, portando a una ripresa a V e offrendo opportunità significative per chi saprà coglierle.
È particolarmente interessante osservare le dinamiche del Russell 2000, l’indice che rappresenta le società a piccola capitalizzazione. Nel 2024, questo indice ha registrato un incremento modesto del 9%, nettamente inferiore al 25% dell’S&P 500.
Inoltre, molte azioni a bassa capitalizzazione hanno storicamente chiuso l’anno con perdite in conto capitale. Queste società potrebbero essere state eccessivamente penalizzate nel dicembre 2024 e, di conseguenza, potrebbero beneficiare di un rinnovato ottimismo con l’inizio del nuovo anno.
Quali titoli seguire nel 2025?
Guardando oltre il Russell 2000 e adottando un approccio di stock picking, anche alcuni colossi dell’S&P 500 potrebbero tornare a suscitare l’interesse degli investitori, dopo essere stati messi in ombra dal boom dell’intelligenza artificiale.
Ad esempio, molti grandi nomi del settore dell’abbigliamento hanno vissuto un 2024 complesso sia dal punto di vista fondamentale sia mediatico. Tra questi, un caso emblematico è Nike. Nel corso del 2024, Nike ha registrato una perdita YoY di quasi il 40%, segnando un calo significativo rispetto alle sue performance precedenti.
NKE, 1D
Grafico a candele giornaliere del titolo NKE. Fonte: baha.com
L’elenco, però, non si ferma qui. The Boeing Company (BA), iconico marchio del settore dei trasporti, si conferma tra i titoli più venduti del 2024, registrando una performance YoY del -30%. Anche Adobe (ADBE), grande player del mercato digitale, ha chiuso l’anno con una performance negativa del -24%.
Passando ai grandi nomi del mercato domestico italiano, non mancano aziende di rilievo nell’elenco. ENI, ad esempio, ha registrato una performance negativa del -21% nel corso del 2024.
Questo potrebbe rendere questi titoli delle opportunità interessanti per il 2025, nel caso in cui il mercato torni a concentrarsi sui fondamentali.
Una Federal Reserve orientata verso un allentamento potrebbe fornire un ulteriore supporto ai titoli che nel corso dell’anno hanno registrato una contrazione fondamentale. Questo perché in molti casi, ciò che ha affossato il valore delle azioni è stato proprio il peso del debito; basto pensare alle aziende del Russell 2000, a piccola capitalizzazione, che hanno più del 20% del proprio debito a tasso variabile.