Ecco il Btp che a Natale raddoppia la cedola, premiando gli investitori che hanno puntato su un titolo che si distingue per la sua capacità di offrire rendimenti interessanti in un contesto di mercato complesso.
Solo nel primo anno di emissione, in un periodo in cui l’inflazione raggiungeva livelli elevati e la Banca Centrale Europea aveva appena avviato un ciclo di rialzo dei tassi di interesse, questo titolo ha ottenuto un guadagno del 9,95%. Tuttavia, con la progressiva stabilizzazione dei prezzi al consumo, il ritmo di crescita delle cedole si è attenuato, portando a semestri di relativa calma, in cui non si sono registrate rivalutazioni significative. Oggi il rendimento complessivo del titolo è di circa l’11%.
Ora, a dicembre, il contesto cambia nuovamente: la cedola semestrale attesa sarà pari al doppio di quella distribuita a giugno, grazie a una lieve ripresa dell’inflazione registrata negli ultimi mesi.
Alla luce di questa rivalutazione, conviene investire ancora in questo Btp, nonostante il panorama economico complessivo rimanga incerto? Ricordiamo che in Europa, infatti, la Francia è alle prese con le crescenti difficoltà di gestione del debito pubblico, mentre la Germania affronta una crisi profonda nel settore automobilistico, pilastro della sua economia.
Btp Italia 2030
Il titolo in questione è il Btp Italia 2030 (Isin IT0005497000), un titolo di Stato indicizzato all’inflazione italiana, misurata dall’indice FOI dell’Istat. Per determinare la cedola semestrale di un Btp Italia si parte dal valore della cedola minima garantita, pari allo 0,80%, e si aggiunge un coefficiente calcolato in base all’indice FOI, che è salito dal 119,31 di giugno a 120,08710 di dicembre, determinato sulla base dei dati rilevati tra fine aprile e fine ottobre 2024.
Alla luce di questi valori, sommando la cedola minima garantita di 0,80% all’aumento dei prezzi calcolato dall’Istat pari allo 0,651%, otteniamo il valore della cedola che sarà staccata il 28 dicembre:
Cedola di dicembre 2024= 0,80%+0,651% = 1,4562%
Analizziamo ora il flusso cedolare dalla emissione del titolo (da giugno 2022) ogni €1.000 investiti:
| Data stacco cedola | Cedola lorda su taglio minimo (€) | Cedola netta (€) |
|---|---|---|
| Dicembre 2022 | 72,33 | 63,82 |
| Giugno 2023 | 22,14 | 19,37 |
| Dicembre 2023 | 15,27 | 13,36 |
| Giugno 2024 | 8,82 | 7,71 |
| Dicembre 2024 | 14,56 | 12,74 |
Come si osserva dalla tabella, la cedola di dicembre è quasi il doppio rispetto a quella di giugno, indicando un lieve aumento dell’inflazione negli ultimi mesi.
Conviene comprare il Btp Italia 2030 oggi?
Per stabilire se conviene comprare il Btp Italia 2030 oggi dobbiamo necessariamente fare delle previsioni sull’andamento futuro dei tassi di interesse e dell’inflazione in Italia, dal momento che il rendimento del titolo varia in base all’andamento dei prezzi: se aumenta l’inflazione, sale anche il valore della cedola.
A novembre il dato sull’inflazione in Italia era all’1,4%, inferiore al 2,3% della Zona Euro.
Gli esperti di Pinco prevedono un possibile taglio dei tassi da parte della Bce, con il tasso sui depositi che potrebbe scendere dal 3,25% al 3% nella prossima riunione del 12 dicembre. Questo scenario è coerente con un contesto in cui l’inflazione dovrebbe gradualmente convergere verso l’obiettivo del 2% a partire dalla metà del 2025, ma solo se la crescita dei costi salariali per unità di prodotto rimarrà in linea con le previsioni. Se l’inflazione dovesse rimanere sopra le aspettative o se il contesto economico dovesse subire shock imprevisti, la BCE potrebbe rispondere con un rallentamento del ciclo di riduzione dei tassi. Questo scenario potrebbe comportare una certa volatilità per i titoli legati all’inflazione come il BTP Italia, ma l’orientamento verso tassi più bassi potrebbe comunque favorire un rialzo dei prezzi di mercato di questi titoli.
L’investitore che compra Btp Italia 2030 oggi, al valore di 99,25, può aspettarsi un rendimento reale dell’1,79%, inferiore al rendimento del 2,43% di un Btp a tasso fisso di simile durata. Questa differenza dello 0,64% riflette le aspettative del mercato sull’inflazione futura in lenta crescita.
Per concludere, dunque, se l’inflazione salirà più del previsto, il Btp Italia offrirà un maggior guadagno rispetto al Btp a tasso fisso. Il rendimento sarà minore se invece l’inflazione non salirà. In quel caso il rendimento minimo garantito sarà dell’1,6% annuo lordo.
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